Vampiri e omosessualità femminile, questo racconto dello scrittore irlandese Joseph Sheridan Le Fanu è dove tutto è cominciato

Joseph Sheridan Le Fanu

Joseph Sheridan Le Fanu

Nel 1872, anno di pubblicazione di questo racconto, l’omosessualità femminile nel Regno Unito non era illegale ma era un tabù. Esisteva, tutti lo sapevano e nessuno ne parlava.

Questa premessa per dire quanto fu coraggioso Le Fanu a trattare apertamente l’argomento con l’unica precauzione di mascherare il tutto sotto forma di storia di vampiri.

Ma ora i fatti: la storia, narrata sotto forma di lettere dalla protagonista Laura, ha luogo in Stiria (Austria). Laura e suo padre, rimasto vedovo, vivono con la servitù in un castello isolato. Da bambina Laura ha un incubo, una misteriosa donna visita la sua stanza, divide con lei il letto, l’accarezza e poi forse la punge sul petto.

Già qui la metafora sarebbe evidente, ma andiamo avanti.

Anni dopo, ormai maggiorenne, Laura è una bellissima giovane, curiosa e intraprendente, ma attanagliata dalla noia di quella vita solitaria.

A questo punto entra in scena Carmilla imbastendo la sua ennesima frode, simula un incidente in carrozza col solo scopo di essere soccorsa e venire invitata nella casa di Laura.

La truffa, scopriremo, è un’abitudine di Carmilla, è così che avvicina le sue vittime favorite. Non è dato sapere se con tutte mette in scena un finto innamoramento, oppure se sarà sincero quello per Laura, o magari se faccia tutto parte del suo modus operandi. Fatto sta che Laura e suo padre cadono nella trappola e accolgono la giovane Carmilla nel loro castello per qualche mese.

La madre di Carmilla impone al padre di Laura queste condizioni, Carmilla non va interrogata sul suo passato e del suo futuro. Di lei si scoprirà solo il nome e che è di origini nobili (il casato immaginario dei Karnstein). La ragazza ha l’ordine di non rivelare niente. Condizioni inaccettabili che il padre di Laura accetta senza esitazione. Persino la figlia se ne stupisce così come si stupirà in seguito della disattenzione di suo padre. Forse lo crede in preda a qualche sortilegio, magari pensa si stia semplicemente rincoglionendo.

Le due ragazze diventano subito intime. Fin troppo. O meglio, l’atteggiamento di Carmilla è scoperto, parla d’amore, si profonde in abbracci e baci, dice chiaramente a Laura che non ha mai amato nessuno e che, se mai dovesse, sarebbe proprio lei l’unica che potrebbe amare.

Laura mantiene un atteggiamento virginale, non sa che fare oppure finge di non sapere, fatto sta che è combattuta. Il lettore moderno ha già capito cosa sta succedendo, il lettore del diciannovesimo secolo fischietta guardando il soffitto. Ma non c’è solo la tematica del lesbismo in “Carmilla”.

Le Fanu semina nel racconto una valanga di suggestioni inquietanti come il sonnambulismo, l’influsso della Luna sull’attività delle potenze sovrannaturali, la Scienza medica che non sa come rispondere alle minacce ultraterrene, l’oriente misterioso da cui proviene Carmilla (e la sua curiosa accompagnatrice con un turbante in testa che non scenderà mai dalla carrozza ma la osserverà digrignando i denti). Tutte tematiche che diventeranno fondamentali nel genere.

Scopriamo che Carmilla è un vampiro capace di muoversi anche di giorno (così come lo sarà anche il suo discendente più famoso, il conte Dracula), ma alla luce del sole diviene incapace di sforzi prolungati. In compenso la notte si dà alla pazza gioia, durante il suo soggiorno da Laura dissanguerà tre contadine del posto e in contemporanea si dedicherà a centellinare il sangue della sua adorata Laura.

Le misteriose morti passeranno per una forma di epidemia dalla quale Laura e suo padre, nella loro ingenuità, vorrebbero preservare la “povera” Carmilla. Compare nel racconto la figura archetipica del dottor Hesselius, filo conduttore della raccolta “In A Glass Darkly”, dotto conoscitore del sovrannaturale e nemico dei vampiri, precederà di anni il più famoso Van Helsing.

Il baricentro dell’attività vampirica si sposta in Stiria e qui rimarrà saldamente fino all’ascesa della Transilvania. Curiosamente la Stiria, al contrario di altre zone dell’Europa dell’est, non è mai stata interessata da epidemie di vampirismo. La localizzazione geografica del castello in cui si svolgono i fatti di Carmilla è però impossibile, non ci sono indicazioni sufficientemente precise, Le Fanu relega il tutto nel campo della geografia del fantastico.

Stupisce ancora oggi la modernità di “Carmilla” che introduce nel genere la tematica della seduzione trasgressiva che si fa beffa dei preconcetti sociali e consuma, nel corpo e nell’anima, chi ne è coinvolto. Una seduzione non sempre sgradita. Anzi. Anni dopo l’epilogo della sua storia Laura ripenserà con nostalgia alla relazione con Carmilla che le è quasi costata la vita.