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100 anni di futurismo!

Gino Severini, il più classico dei futuristi

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Tra le ninfee di Monet, al Museo dell’Orangerie di Parigi, fino al 25 Luglio, è possibile visitare la prima mostra monografica dedicata a Gino Severini dal 1967. Opere provenienti da Venezia, Parigi, Londra, Madrid e New York illustrano l’opera del più francese degli artisti italiani, dalle prime esperienze divisioniste con Giacomo Balla, alla stagione futurista e cubista segnata dall’amicizia con Marinetti, fino al “ritorno alla figura” degli anni ’20 e ’30. Una mostra, a cura di Gabriella Belli e Marie-Paule Vial, organizzata insieme al MART di Trento e Rovereto, museo che accoglierà la tappa italiana dell’esposizione dal 17 Settembre 2011 all’8 gennaio 2012.

Quello che stupisce in Severini, vera scoperta di questa mostra, è la rapidità dell’evoluzione poetica. In dieci anni le modalità d’espressione si avvicendano con una velocità impressionante, bruciando le tappe e giungendo ad uno stile “classico” ben lontano dalla foga futurista cui il suo nome è maggiormente legato. La mostra espone queste diverse fasi, intervallandole tra loro come fossero tasselli di un unico coerente mosaico, espressione di un animo metodico, docilmente alla ricerca di una possibile verità nascosta. Read More

L’arte dei rumori: la musica futurista di Luigi Russolo

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Nel febbraio del 1909, sul quotidiano parigino Le Figaro, viene pubblicato il Manifesto del Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti, programma d’avanguardia improntato all’anticonformismo radicale, al gesto ribelle e dissacratorio, al culto della velocità. Da questa uscita in poi fu un ininterrotto susseguirsi di Manifesti tecnici in ogni ambito espressivo, dai più ovvi come quelli sulla letteratura, la musica e il teatro, ai più stravaganti come quelli sulla Lussuria (1913) o sulla Cucina futurista (1930). Accanto alla poetica letteraria di “parole in libertà” e “immaginazione senza fili”, in musica si celebra La distruzione della quadratura (18 luglio 1912) e L’Arte dei Rumori (11 marzo1913), manifesti rispettivamente firmati da Francesco Balilla Pratella e Luigi Russolo. Pur non essendo quest’ultimo un compositore di formazione, è a lui che la musica futurista deve le esperienze più significative, nell’intuizione di allargare la sfera timbrica dell’orchestra alla “varietà infinita dei suoni-rumori” e nell’inventare, insieme a Ugo Piatti, appositi strumenti atti a riprodurli, gli Intonarumori.

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Biennale Democrazia: Torino capitale dell’Italia sana

Nel 2011 Torino, prima capitale d’Italia, si prepara a celebrare il 150° anniversario dell’unificazione nazionale. Dal 13 al 17 aprile, nel quadro del programma delle celebrazioni, Torino presenta la seconda edizione di Biennale Democrazia, manifestazione culturale internazionale pro mossa e realizzata dalla Città di Torino in collaborazione con la Provincia di Torino e la Regione Piemonte nell’ambito di Esperienza Italia. I biglietti d’ingresso verranno distribuiti gratuitamente sabato 9 aprile dalle ore 15.00 alle ore 17.00 presso: Cavallerizza Reale, Informacittà, Punto informativo turistico della Città di Torino

Biennale Democrazia vuole essere prima di tutto uno strumento per la formazione e diffusione di una cultura della democrazia che si traduca in pratica democratica: un laboratorio pubblico permanente, radicato nel territorio e rivolto alle grandi dimensioni della politica odierna, aperto al dialogo, capace di coinvolgere i giovani delle scuole e delle università, destinato a tutti i cittadini. Si articola in una serie di momenti preparatori – laboratori per le scuole, iniziative destinate ai giovani, workshop di discussione – che culminano, ogni due anni, in cinque giorni di appuntamenti pubblici: lezioni, dibattiti, letture, forum internazionali, seminari di approfondimento e momenti diversi di coinvolgimento attivo della cittadinanza. Read More

Reminiscenze futuriste nel Dopoguerra: un lascito tutto da verificare

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Alla domanda se il Futurismo abbia o meno avuto una continuità, un’eredità nella stagione artistica italiana successiva, è quantomeno difficile dare una risposta univoca. Il Futurismo è stato infatti uno dei movimenti più duraturi – circa quarant’anni – del Novecento, considerando il lasso di tempo che intercorre fra i prodromi di inizio secolo e le ultime propaggini del cosiddetto “secondo periodo”, quello in cui si sviluppano l’aeropittura di Crali e la figurazione cosmica di Fillia e Diulgheroff. Read More

Il Futurismo ha eredi?

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Il Futurismo ha eredi? Comincia, con questa domanda l’ultima parte dello speciale “100 anni di Futurismo”, curato dalla redazione di mostreinmostra.it e medeaonline.net, che ci ha accompagnato nel corso del …
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Viareggio futurista!

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Dal 10 ottobre al 20 dicembre Viareggio è “capitale del futurismo balneare” con una mostra, organizzata dal comune di Viareggio e dall’Associazione Caleidoscopio, che ripropone il ruolo della Versilia nella pittura d’avanguardia italiana. La rassegna è l’occasione per ammirare, nel museo a lui  dedicato, il maggior complesso di opere di Lorenzo Viani.

Viareggio dedica al Futurismo un’esposizione che attraverso quaranta opere porta alla luce il rapporto, fino ad ora poco esplorato, tra il più importante movimento culturale italiano della prima metà del novecento con la Versilia e, in particolare, con la città di Burlamacco. La mostra, ospitata alla Galleria d’arte moderna e contemporanea (GaMC), presenta oltre quaranta opere di Fortunato Depero, Enrico Prampolini, Primo Conti, Achille Lega, Alberto Magnelli, Ardengo Soffici, Moses Levy, Lorenzo Viani, Alberto Magri, Mario Guido Dal Monte, Antonio Marasco, Gerardo Dottori, Ram e Thayaht, Uberto Bonetti. Read More

Futurismo 2009: le mostre da visitare

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Medeaonline e mostreinmostra hanno selezionato per voi le più belle mostre sul Futurismo attualmente in corso:

Mostre segnalate e concluse:

VIAREGGIO Il futurismo a Viareggio e in Versilia 10 Ottobre …
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L’Idrovolante di Marinetti: il futurismo a Brescia

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In occasione del centenario dalla pubblicazione nel 1909 del Manifesto Futurista di Tommaso Filippo Martinetti su le Figaro di Parigi,  Brescia organizza una mostra che si articola in tre eventi che hanno come comune denominatore il Futurismo, un movimento che preannuncia un radicale cambiamento della cultura in tutti i suoi aspetti, riservando per l’arte un ruolo ideologicamente impegnativo.

Il primo evento espositivo, dal titolo “Bulloni, grazie e bastoni – il libro futurista”, ha sede nel Museo Santa Giulia: si inizia quindi dal rinnovamento operato in campo letterario-visivo con le tavole “parole libere” e “verso libero” già indicative nella loro definizione del carattere spiccatamente rivoluzionario del movimento. Si riscontra l’accostamento frequente di grassetti e corsivi, di maiuscole e minuscole, impiegate per esprimere le convinzioni di un’avanguardia che esalta in ogni sua forma la fiducia nei confronti del progresso e il rifiuto delle vecchie ideologie. I verbi sono usati quasi esclusivamente all’infinito; raro, quasi inesistente, è invece l’uso di aggettivi, avverbi e punteggiatura. Read More

1909-2009: cent'anni di futurismo!

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Il 20 febbraio 1909, su Le Figaro, compare il primo manifesto del futurismo, composto da un audace poeta italiano, Tommaso Marinetti. “Noi vogliamo cantare l’amore del pericolo (…), il coraggio, la temerarietà, la ribellione (…), il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno”: così si esprime il poeta della nuova poesia, dei tempi nuovi, del futuro prossimo venturo, il poeta futurista, colui che si fa promotore di un radicale e totale rinnovamento della cultura. Read More

I futuristi alla collezione Guggenheim di Venezia: simultanea immortalità

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Nell’ingente collezione Peggy Guggenheim di Venezia, composta da pezzi di straordinaria importanza, c’è spazio anche per una ricca sezione di capolavori futuristi. In occasione delle celebrazioni del centenario del movimento d’avanguardia autoctono, le rispettive opere di proprietà del museo sono state accorpate insieme ad altre provenienti da collezioni private in una piccola mostra “dedicata” all’interno del percorso espositivo, nella quale è possibile visionare lavori fondamentali appartenenti alla prima fase creativa (1910-16) del gruppo capitanato da Marinetti.

Un corridoio iniziale funge da anticamera e da inquadramento storico-artistico: trovano posto qui opere di Kupka, Delaunay, Duchamp (cfr M. Duchamp, Giovane uomo triste in un treno, 1911-12) e Metzinger (cfr J. Metzinger, Au vélodrome, 1912 c.a), che testimoniano la presenza di caratteri stilistici simili e di tematiche affini nelle correnti artistiche europee di inizio secolo. Read More

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