Da martedì 16 giugno, in quasi tutto il Lazio (non varrà per la provincia di Viterbo) inizierà lo switch-off parziale del segnale analogico televisivo. Ad entrare nelle frequenze all-digital saranno infatti Rai Due e Retequattro, processo che verrà poi completato tra il 16 e il 30 novembre prossimi, quando tutti i canali saranno trasmessi unicamente in digitale.

La grande rivoluzione tecnologica della televisione consentirà a Roma di divenire la prima capitale tra tutte quelle europee ad essere servita dal digitale terrestre. Ad usufruire dei nuovi servizi quasi 5 milioni di laziali, che stanno man mano fornendosi dei decoder, necessari per vedere i programmi trasmessi via digitale terrestre. Per chi invece decide di cambiare anche il televisore, le nuove apparecchiature in commercio montano obbligatoriamente il “decoder integrato”, al quale però va aggiunto il modulo CAM (che comporta una ulteriore spesa) per poter usufruire dei servizi a pagamento come, ad esempio, i programmi di Mediaset Premium.

Proprio l’azienda del premier Silvio Berlusconi ha lanciato i “Mediaset days”, una due giorni (sabato 13 e domenica 14) che si svolgerà a Roma durante la quale saranno organizzati spettacoli con i protagonisti della piattaforma commerciale e saranno allestite aree tecniche nelle quali coloro che non hanno confidenza con le nuove tecnologie potranno ricevere assistenza e informazioni.

Il presidente della Mediaset, Fedele Confalonieri, ha dichiarato: «Con Roma è acquisito definitivamente il passaggio dalla tv analogica al digitale, quello che era stato indicato come qualcosa fatto per salvare Retequattro è invece la seconda rivoluzione tecnologica televisiva dal passaggio dal bianco e nero al colore».

Paolo Romani, vice-ministro delle Comunicazioni, ha annunciato: «Il calendario sarà rispettato, i canali a disposizione saranno largamente sufficienti per soddisfare le aspettative di tutti i broadcaster nazionali e locali, compreso anche il dividendo digitale». Ancora in fase di risoluzione il contenzioso con la Città del Vaticano, in merito all’assegnazione delle frequenze per le trasmissioni radiofoniche e televisive dello Stato: per Romani, il Vaticano «ha diritto a tre frequenze: stiamo verificando se ha intenzione di usarle tutte o se ci sono altre soluzioni».

Fonte: wikinotizie