Gentile dottoressa Grieco,
mi permetto di scriverLe a nome della redazione di Medeaonline, un modesto magazine on-line che certamente Lei non conoscerà. Olivetti è un marchio a cui il nostro magazine ha dedicato molto spazio e attenzione, siamo affezionati a questa azienda, alla sua storia e a quello che rappresenta per il Paese.
Nell’ultimo anno Olivetti è tornata sul mercato dei personal computer e si è lanciata nella produzione di tablet Android. È un’ottima notizia, noi siamo da sempre convinti che l’Italia abbia un enorme bisogno di Olivetti e che Olivetti possa ancora fare grandi prodotti, capaci di cambiare in meglio la vita della gente.

Purtroppo però dobbiamo constatare che, al momento, Olivetti si limita a imitare i prodotti degli altri. I tablet Olipad sono una versione alternativa del Galaxy di Samsung il quale, a sua volta, è un’imitazione dell’iPad di Apple. I notebook e i netbook non spiccano per nessuna peculiarità sugli altri prodotti analoghi sul mercato. I pc desktop sono anonimi ed esteticamente brutti tentativi di copiare il design delle ultime generazioni dell’iMac, al loro interno sono degli Ibm compatibili identici a quelli realizzati dagli altri produttori di hardware. Sul design degli attuali prodotti non possiamo nascondere la delusione e il senso di “già visto e già provato” che non fa onore a un’azienda tradizionalmente legata alla storia del design italiano. Mentre all’estero sperimentano nuovi materiali (vetro, metalli, persino ceramica) e nuove forme, Olivetti ripropone soluzioni vecchie e poco interessanti.
Non nascondiamoci dietro un dito. Con prodotti del genere Olivetti non riuscirà mai a differenziarsi dalle aziende concorrenti e, per sopravvivere, non potrà contare ancora a lungo sull’appeal del suo marchio già molto indebolito.
Olivetti ha nel suo dna aziendale la scrittura.
Le macchine da scrivere Olivetti erano lo strumento di lavoro preferito e perfetto per tutti quelli che, professionisti e non, dovevano lavorare con la scrittura. L’azienda, a nostro modesto avviso, dovrebbe recuperare questa vocazione e tornare ad essere un riferimento principalmente per questa clientela.
Giornalisti, scrittori, sceneggiatori, comunicatori, blogger: queste persone hanno bisogno di notebook e netbook Olivetti dal design riconoscibile, pronti alla scrittura appena accesi. A queste persone non interessa avere Windows o Android, vogliono un sistema operativo velocissimo (magari derivato da Unix/Linux), pronto all’istante alla scrittura, semplice, elegante, creato con lo stile Olivetti, solido e sicuro con un applicativo di videoscrittura realizzato da Olivetti, preinstallato, che soddisfi tutte le esigenze professionali di chi scrive (dizionari, sinonimi e contrari, tipografia avanzata, conteggi e statistiche, ecc…).
Olivetti può creare un software capace di confrontarsi con Word di Microsoft, lo può fare perché Olivetti ha inventato la scrittura al computer.
Olivetti può creare un sistema virtuoso e di altissima qualità, una soluzione di hardware e software proprietari, compatibili sia con Windows che con Macintosh, orientato alla scrittura prima e, perché no, al desktop publishing (tradizionale e digitale) poi. Noi pensiamo che Olivetti sarebbe in grado anche di produrre un ebook reader con tecnologia e-ink Triton a colori, al 100% made in Italy, capace di contrastare il predominio dei concorrenti e di imporsi in un settore che promette di espandersi rapidamente (in questo senso il legame con Telecom sarebbe strategico e molto positivo).
Insomma Olivetti, a nostro avviso, dovrebbe reinventare la macchina da scrivere.
Ci auguriamo di avere presto a disposizione un notebook “Lettera” da poter usare nel nostro mestiere, vorremmo poter usare un ebook reader Olivetti per leggere i documenti con cui lavoriamo. Crediamo molto in Oliveti e ci auguriamo che queste osservazioni possano aiutare l’azienda a tornare grande. Ci mettiamo fin da ora a disposizione per proseguire, se anche all’azienda interessa, un dialogo proficuo.
Cordiali saluti.