Finalmente dopo vent’un anni arriva nei cinema italiani Il mio vicino Totoro, opera degli esordi del maestro dell’animazione Hayao Miyazaki. Uscito in Giappone nel 1988 – e già distribuito in Italia in dvd – ora ottiene lo spazio e il prestigio che merita approdando, dal 18 settembre, nelle sale cinematografiche italiane grazie alla Lucky Red Distribuzione. Tanta attesa è ripagata dalla visione di una delle migliori favole nello stile dell’animatore giapponese. Un vero e proprio inno all’animismo, a quel culto dello spirito della natura personificato dal misterioso e magico Totoro. Misteriosa e magica è tutta la storia delle due sorelline protagoniste: l’undicenne Satsuki e la piccola Mei di soli quattro anni che, nel Giappone degli anni ’50, con il padre si trasferiscono da Tokio in un villaggio di campagna per stare vicino alla madre ricoverata in ospedale. Proprio Mei si imbatterà in Totoro (in realtà in giapponese questo personaggio si chiamerebbe Tororu, ma è la bimba a storpiarne il nome) lo spirito della foresta: un buffo incrocio tra una talpa, un gatto e un procione. Per non rovinare la sorpresa a tutti coloro che vedranno il film in questa sede non racconteremo altro sulla trama. Vorremmo però sottolineare la delicatezza e lo splendore che costellano ogni singolo fotogramma. Miyazaki, prima delle creazioni steampunk dei film seguenti, ci regala un superbo spaccato di vita giapponese, denso di particolari del quotidiano. La casa delle bambine con la bellissima sala da bagno in cui vedremo la famiglia intera intenta nelle proprie divertite abluzioni, la presenza nei boschi intorno alla casa di alcuni Torii, cioè di quei portali di legno rossi che conducono ai santuari. Questi ultimi riempiono la storia di quel simbolismo che fa da contraltare alla realtà: il pozzo nel giardino di casa nella tradizione giapponese rappresenta l’apertura che mette in comunicazione il nostro mondo con quello fatto di spiriti e fantasmi, il grande albero di canforo che, non a caso, si rivelerà la tana di Totoro. Alla prolifica simbologia giapponese si aggiunge inoltre la fantasia di Miyazaki che sa incantarci con la creazione di minuscoli ma stupefacenti particolari: osservate attentamente le luci del Gattobus e ne avrete una prova. Non sapete cos’è un Gattobus? Ancora pochi giorni e scoprirete ciò che il potere dell’immaginazione può fare.