A Francoforte, fino al 28 Febbraio 2010, il pregevole Museo Städel, sulle rive del fiume Meno, ospita una mostra completa e ben strutturata dedicata a uno dei maestri più amati del Rinascimento italiano: Sandro Boticelli. A cinquecento anni dalla morte del pittore fiorentino, la mostra espone numerose opere appartenenti alla collezione del Museo Städel, oltre a prestiti di grande valore provenienti da musei di tutto il mondo: dalla “Minerva coi centauri” degli Uffizi alla “Madonna Guidi” del Louvre, al ritratto di Giuliano de’ Medici della National Gallery di Washington.

Attraverso un’accurata selezione di opere di Botticelli e dei suoi allievi, affiancate ad altre degli artisti a lui contamporanei, da Filippino Lippi al Verrocchio, il percorso espositivo propone una vasta prospettiva sulle tecniche e i temi cari al rinascimento fiorentino. Nella prima sezione, i ritratti e le rappresentazioni allegoriche mostrano l’artista alle prese con le nuove istanze umanistiche: le colte personalizzazioni delle virtù e dei vizi sono il simbolo visibile dei valori di una nuova classe dirigente ambiziosa e intraprendente. La seconda parte è dedicata alle celebri pitture mitologiche delle divinità e delle eroine, raffinate allegorie neoplatoniche espressione diretta della cultura che si respirava alla corte medicea. Nella terza sezione, la mostra da rilievo alla ricchissima produzione d’immagini religiose, di cui Botticelli fu un delicato intreprete e un vivace innovatore, dalle picole tavole votive ad uso della nobiltà fiorentina fino alle tragiche rappresentazioni dei tempi del Savonarola.

Sandro Botticelli è il simbolo di un’epoca, quella dei fasti della corte di Lorenzo il Magnifico e di suo fratello Giuliano. La mostra vuole sottolineare questo rapporto ricco e fecondo tra l’artista e i committenti, tra il maestro e le botteghe di Firenze. Una carriera, iniziata come allievo di Filippo Lippi, che divenne, insieme a quella del Ghirlandaio, del Verrocchio e dei fratelli Pollaiuolo, il segno distintivo della maniera lineare, grafica, della pittura fiorentina della seconda metà del Quattrocento. Sotto la protezione della famiglia Medici, che gli assicurò dal 1470 gli appalti pubblici di maggior prestigio, sino all’importante incarico di papa Sisto IV alla Cappella Sistina a Roma, l’arte pittorica di Sandro Botticelli si consolida come uno dei simboli del rinascimento italiano.

L’iconografia che ne deriva diventa un riferimento dell’arte occidentale. La monumentale “immagine femminile” del 1480 è una delle opere centrali della collezione del Museo Städel, propotipo delle Veneri, de “La Primavera”, ideale di bellezza, armonia e proporzione. In un mondo in cui “il buono, il bello e il vero” si combinano con naturelazza in una pittura priva di asperità e dubbi, la grazia astratta delle figure mitologiche si fonde con quella delle Madonne, abbattendo ogni confine tra sacro e profano.

Un appuntamento di grande interesse, dunque, per chi ha l’occasione di visitare Francoforte fino al 28 Febbraio. La mostra è anche il pretesto per ammirare una vera rarità: per l’occasione, sono state ricomposte le quattro grandi tavole de “Il miracolo di San Zenobio”, provenienti dal Metropolitan Museum of New York, dalla National Gallery of London e dalla Pinacoteca di Dresda.

Informazioni sulla mostra:

Städel Museum Dürerstr. 2 60596 Frankfurt am Main (Germania)
Aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00 escluso il lunedì
Telefono: +49(0)69-605098-0.
Biglietti: intero 10 euro, ridotto 8 euro
Sito internet (in inglese): clicca qui

Paolo Magri – articolo scritto in collaborazione con mostreinmostra.it