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speciale sessantotto

Vuoi essere giudicato?

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Presentiamo di seguito il testo del Sogno Numero Due, tratto dall’album di Fabrizio De André Storia di un impiegato (1973). Un testo forte, sconcertante, contradditorio, che riflette sul tema del potere e del diritto, fondamentale nel movimento sessantottino. Un testo (di scottante attualità anche oggi) in cui il protagonista dell’album, l’impiegato, divenuto bombarolo – colui cioé che rifiuta il sistema e vuole annientarlo – si ritrova, in uno stato confuso tra il sogno e la realtà, a contatto con la legge, il diritto, il sistema: il giudice. Ed è il giudice a parlare. L’imputato, l’impiegato, ascolta.

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Il 68 secondo Fabrizio De André
12 anni ago

Il 68 secondo Fabrizio De André

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Il ’68 io l’ho vissuto a contatto con questi gruppi di estrema sinistra, partecipando al tentativo di rinnovamento; non li ho seguiti, perché di solito un artista, indipendentemente dall’ideologia, è …
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1968-2008: Siate realisti, esigete l'impossibile!

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Chiudiamo con questo articolo lo speciale sul Sessantotto che ci ha accompagnato durante i mesi di Giugno e Luglio. Lo speciale, a dire il vero, sarà sempre consultabile nella sezione Categorie a destra del vostro schermo, come tutti gli speciali che medeaonline affronterà. Ci riservermo poi di aggiungere ulteriori approfondimenti durante il corso del 2008, dato l’importanza, a nostro parere, dell’anniversario. Un quarantennale che cade in un momento in cui il mondo sta subendo una svolta generale, e l’Italia con lui (… e in modo molto più marcato e violento di altri paesi). Una svolta segnata dalla redistribuzione del potere ( a favore di nuovi stati come la Cina e a sfavore degli stati occidentali tradizionali – come l’Italia appunto-, o a favore dei nuovi ricchi e a sfavore del ceto medio). Una svolta segnata dall’americanizzazione delle società, elemento che porta con sé una progressiva diminuizione dei diritti civili a favore delle libertà del mercato. In definitiva: potere e denaro (inteso come artefice di possibilità e quindi ancora di potere), valori (o disvalori) contro cui il movimento sessantottino si era opposto, sostituendoli con altri: la partecipazione, la reponsabilizzazione, la condivisione, il dialogo.

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1968-1978 : bilancio di un decennio rivoluzionario

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Vi proponiamo un’ultima riflessione sul decennio 1968-1978, tratta da un articolo di Enzo Peserico, una sorta di bilancio sul movimento sessantottino, un’analisi degli ultimi momenti dell’epoca della contestazione.

1968 – 1978: una Rivoluzione culturale

«Avevo vent’anni e non permetterò a nessuno di dire che questa è l’età più bella della vita»: è l’epitaffio — una frase di Paul Nizan — che Marco Riva, ventunenne redattore del Quotidiano dei lavoratori, chiede per sé nella lettera scritta ai familiari prima di suicidarsi all’interno della propria auto, l’8 gennaio 1971. Il tragico gesto di Marco Riva si sarebbe drammaticamente ripnodotto e diffuso neghi anni seguenti, insieme al crescere esponenziale dei morti per eroina: ma, nel 1971, rappresentava in Italia una funesta anticipazione della drammatica conclusione dell’utopia perseguita da una generazione, simbolicamente datata 1977.

Gli storici che più attentamente hanno analizzato ih fenomeno del Sessantotto in Occidente lo hanno definito una Rivoluzione culturale, che inizia nella seconda metà degli anni 1950 del XX secolo, ha nel 1968 la sua esplosione e si stabilizza negli anni seguenti, consolidando un rapido cambiamento nei valori di riferimento, nei modi di vivere e quindi nelle leggi. Read More

Tre film per il 68: The Dreamers di Bernardo Bertolucci

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Primavera del 1968. Mentre i genitori sono in vacanza, Isabelle e suo fratello Theo invitano Matthew, un giovane americano appena conosciuto, a casa loro. Durante la convivenza, i tre ragazzi sperimentano un codice di comportamento e esplorano le proprie emozioni e pulsioni erotiche. Un film d’impatto, contradditorio, che parla del sessantotto in maniera inedita, analizzando soprattutto la cosidetta liberazione sessuale. Una pellicola del 2003 su cu si é molto discusso.

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Tre film per il 68: Teorema di Pier Paolo Pasolini

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Teorema è un film del 1968, scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini, prodotto da Franco Rossellini e Mauro Bolognini. Il film è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo. La trama si sviluppa intorno alle vicissitudini di una famiglia di un industriale milanese scossa dall’arrivo di un enigmatico ospite, un giovane venticinquenne silenzioso e affascinante. Il visitatore ottiene le grazie della moglie, ha rapporti erotici con la figlia, il figlio, la domestica e con lo stesso capofamiglia. Il contatto sessuale ed intellettuale con il giovane fa prendere coscienza agli abitanti della casa della vanità della propria esistenza e della propria vera natura.
Quando il misterioso viaggiatore ripartirà tutto sarà cambiato: la madre si dà al primo arrivato, la figlia diventa catatonica, il figlio abbandona la famiglia e si mette a dipingere orribili quadri, il capofamiglia lascia la fabbrica agli operai, si denuda nella stazione di Milano e si perde nel deserto, mentre la serva, una semplice contadina, levita come una santa.

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Tre film per il 68: Jules et Jim di François Truffaut

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In occasione dello speciale ’68 vi presentiami una selezione di tre film legati a quella esperienza storica. Il primo, Jules et Jim di Truffaut, girato prima del movimento sessantottino, un riferimento per quella generazione. Il secondo, Teorema di Pasolini, girato nel 1968, espressione dell’atmosfera rivoluzionaria e contestataria di quell’epoca. E il terzo, The Dreamers di Bertolucci, del 2003, opera che ripropone l’epoca sessantottina attraverso una rilettura contemporanea. Tre opere che hanno fatto la storia del cinema, tre pellicole da scoprire e riscoprire.

Jules et Jim : il ménage à trois più famoso della storia del cinema

On s’est connu, on s’est connu./On s’est perdu de vue, on s’est r’perdu de vue. /On s’est retrouvé, on s’est réchauffé./ Puis on s’est sépararé. /Chacun pour soi est reparti dans l’tourbillon de la vie…” Queste le parole della celebre canzone “Le tourbillon“, cantata da Jeanne Moreau nel film del 1962, tratto dall’omonimo romanzo di Henri-Pierre Roché, considerato immorale dai perbenisti dell’epoca ma che resta un classico del cinema francese : “Jules et Jim” di François Truffaut. Jules e Jim è il terzo lungometraggio di François Truffaut. Girato a Parigi, in Costa Azzurra e in Alsazia dal 10 aprile al 28 giugno 1961 è stato proiettato per la prima volta in pubblico il 24 gennaio 1962. Il film è tratto dal romanzo omonimo di Henri-Pierre Roché. Lo scrittore avrebbe dovuto scrivere i dialoghi della sceneggiatura, ma morì nell’aprile del 1959. Nove anni dopo Truffaut adatterà un altro romanzo dello scrittore francese: Le due inglesi.

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Firenze, 1966: prima venne il fango, poi la speranza
13 anni ago

Firenze, 1966: prima venne il fango, poi la speranza

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Accadeva ogni anno, puntualmente verso la fine di ottobre. Le piogge si facevano più frequenti e i fiumi s’ingrossavano. L’Arno, il Bisenzio e l’Ombrone Pistoiese minacciavano i centri abitati e spesso arrivavano persino ad esondare. Erano catastrofi annunciate e, nella maggior parte dei casi, l’esperienza aveva insegnato ai toscani come gestirle al meglio. Read More

Dalle strade di Seattle, a quelle del mondo intero

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Alla base del movimento no-global c’è un insieme di gruppi, organizzazioni non governative, associazioni e singoli individui relativamente eterogenei dal punto di vista politico ed accomunati soprattutto dalla critica al sistema economico neoliberista ed alle sue presunte derive imperialiste ed autoritarie. Read More

«Studenti figli di papà, io sto con i poliziotti…»

E’ Triste. La polemica contro
il Pci andava fatta nella prima metà
del decennio passato. Siete in ritardo, figli Read More