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Squadracce all’attacco: all’Agile-Eutelia di Roma lo sgombero fai-da-te

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Mentre la classe politica italiana si crogiola in trasmissioni televisive autoreferenziali e il parlamento lavora 8 ore la settimana, nel Bel Paese la crisi (e la deindustrializzazione suicida) miete vittime.
Alla Agile-Eutelia si sta combattendo per garantire la permanenza del settore telematico in Italia. E con esso migliaia di posti di lavoro. Malgrado la crisi secondo il governo sia quasi passata, i dipendenti (non diciamo “lavoratori” perché ormai questa parola è troppo “sindacalizzata” e qui si parla anche di quadri informatici e ingegneri) occupano le aziende per farle sopravvivere e garantire un posto di lavoro per loro e un futuro alle proprie famiglie.
In questo contesto, una ventina di lavoratori dell’Agile (la ex Eutelia), che avevano occupato per protesta alcuni locali della sede della società in via Bona al Tiburtino a Roma, sono stati aggrediti il 10 Novembre all’alba da una decina di uomini, guidati dall’ex amministratore delegato dell’azienda, Samuele Landi. L’azienda si è dichiarata estranea ai fatti.
Ovviamente di queste cose alla televisione si parla poco. Read More

Agile-Eutelia: un caso di imprenditoria all’italiana

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La storia della telematica e dell’informatica italiana può finire in queste ore se nulla viene fatto.  Purtroppo stiamo assistendo a un nuovo episodio di chiusura di una realtà produttiva. Per approfondimenti: il sito Eulav.net e il Dossier “Agile, un caso di imprenditoria all’italiana“.
Medeaonline da tutta la sua solidarietà ai lavoratori di Agile, diffondendo quanto più possibile il messaggio di speranza di cui si stanno facendo portatori: non bisogna lasciar morire una realtà produttiva valida e funzionante, che assicura lavoro a famiglie italiane e prestigio al nome dell’Italia all’estero.Vi proponiamo il documento presentato dai lavoratori di Agile all’audizione in Comune di Torino:
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La crisi spinge Confindustria verso la Cgil

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Prove di dialogo fra Confindustria e Cgil. A Cernobbio, la presidente degli industriali Emma Marcegaglia e il segretario del principale sindacato Guglielmo Epifani si vedono. “Un modo per capire se ci sono dei modi per riunire le nostre strade” sintetizza Emma Marcegaglia. Che spende parole di stima verso il più grande sindacato italiano: “Quello che oggi diciamo entrambi è che in un momento di crisi difficile come questo occorre far prevalere le cose che ci uniscono rispetto a quelle che ci dividono”. Ed è proprio ai sindacati che il leader di Confindustria si rivolgere per chiedere di essere parte integrante “di un ‘progetto paese’ che non sia conflittuale ma che anzi avvenga in un clima di coesione”.
Dal suo canto Epifani invita Confindustria a fare “passi avanti” sul tema della contrattazione se vuole che il sindacato “ne tragga delle conseguenze” perchè “affrontare la crisi uniti conviene a tutti”. “Servono fatti, non parole – dice Epifani dopo l’incontro con la Marcegaglia – Confindustria sa quali sono le nostre critiche e osservazioni, spero che ai tavoli di categoria si possa tenere conto di quella che è l’opinione della Cgil”. Read More