Image

lavoro

Come si diventa una cosa?
8 anni ago

Come si diventa una cosa?

In questa settimana, dedicata da Medeaonline al mondo del lavoro e alla sua (forse) imminente riforma, ho ripreso in mano un libro di Goffredo Parise, Il padrone. L’edizione che ho io è quella Einaudi del 1971, è cambiato molto Einaudi dal 71 non è vero? Il libro lo consiglio, oggi più che mai è attuale, ma mi interessava molto la nota introduttiva di cui riporto alcuni stralci: Read More

Articolo 18, storia di un capro espiatorio
8 anni ago

Articolo 18, storia di un capro espiatorio

By  •  Indice, Società

Leggendo i giornali, e ascoltando quanto dicono molti nostri politici e imprenditori, sembra che tutti i mali del mondo del lavoro italiano siano riconducibili ad un unico “mostro”: l’articolo 18. Di fatto, la Legge 20 maggio 1970, n. 300, della quale l’articolo 18 fa parte, non è altro che lo Statuto dei Lavoratori. L’articolo in questione, accusato di frenare l’occupazione e di difendere i fannulloni, si limita a disciplinare il reintegro del lavoratore qualora fosse stato licenziato senza una giusta causa. Attraverso questo articolo, non si difendono i lavativi, ma si tutelano i lavoratori dagli abusi degli imprenditori. Infatti, è grazie all’articolo 18 se le donne che rimangono incinte, o che devono assentarsi dal lavoro per accudire ai figli, non vengono licenziate all’istante. Ed è sempre grazie al medesimo articolo se non si può licenziare per motivi religiosi o razziali. O se le lavoratrici possono opporsi alle molestie di qualche capo troppo “appiccicoso” senza rischiare il licenziamento. Read More

Dal Miracolo alla Crisi: lo Sboom economico!

Eccoci nell’Italia del 2010, nel paese dello Sboom Economico. Che il nuovo anno inizi sotto il segno di Cassandra, del malaugurio, dello iettatore con la sindrome dell’anti-intaliano? Punti di vista. Ma il punto di vista oggi nel Bel Paese non è quello del pessimista o dell’ottimista, è quello dei dati. Inizia su Medeaonline una rubrica dal titolo sarcastico, fanfarone, smargiasso: lo Sboom Economico, ovvero: l’Italia ai tempi dell’inversione di tendenza (scientifico), l’Italia all’inizio della decadenza (perentorio), o l’Italia sgonfiata (iperbolico); scegliete il sottotitolo che volete, uno vale l’altro. E’ l’Italia di oggi. Noi abbiamo scelto Sboom perché questa onomatopea ci pare sintetizzi molto bene il concetto.

Vi ricordate il desiderio futurista della macchina, della velocità? Ebbene l’Italia è stata così per decenni: frizzante, desiderosa di creare e fare, dinamica e dirompente, scandalosa e anticonvenzionale. Vi ricordate il tetto sul Lingotto con le Fiat che sfrecciavano a cento all’ora? Read More

Agile-Omega: il punto della situazione

By  •  Indice, Società

I lavoratori Agile – Omega (ex Eutelia) hanno ottenuto una prima importante vittoria. Il 23 dicembre 2009 il Tribunale ordinario di Roma, sezione fallimentare, ha disposto  il sequestro dell’intera azienda e la nomina di tre custodi giudiziari. I dipendenti sono ricorsi alla magistratura per ottenere, attraverso lo stato di insolvenza, l’amministrazione controllata. Questa prima sentenza, però, consiste solo in un sequestro cautelativo. Il 17 febbraio 2010 ci sarà la seconda udienza. Se l’azienda sarà ritenuta insolvente, dovrebbe arrivare l’amministrazione controllata. Attraverso questo strumento, il legislatore ha previsto (Decreto Legislativo 8 luglio 1999, n. 270)  la possibilità di “conservare il patrimonio produttivo, mediante prosecuzione, riattivazione o riconversione delle attività imprenditoriali”. Ai lavoratori, questa sembra l’unica strada percorribile. Read More

Priorità Agile Ex-Eutelia: mantenere le commesse, mantenere il lavoro

By  •  Indice, Società

MEDEAONLINE RIVOLGE, UNENDOSI AI LAVORATORI AGILE, UN APPELLO A TUTTI I CLIENTI PUBBLICI E PRIVATI DI AGILE EX EUTELIA AFFINCHE’ MANTENGANO IN VITA LE COMMESSE IN ESSERE, COME DA CHIARA …
Read More

La crisi non esiste ma le aziende chiudono: il caso dell’Iris di Sassuolo

By  •  Indice, Società

La crisi, secondo i media ufficiali italiani (leggi “televisione”), non esiste quasi o finirà a breve. Nel frattempo centinaia di aziende piccole, medie e grandi chiudono i battenti, schiacciate dalla concorrenza asiatica a basso prezzo, dalle delocalizzazioni suicide, dalle speculazioni finanziarie e immobiliarie di menagers senza scrupoli. Ci sarebbero centinaia di storie da raccontare: storie allarmanti, che significano posti di lavoro persi, famiglie disperate, realtà produttive secolari o decennali che spariscono, il declassamento conseguente dell’Italia nello scacchiere dei paesi industriali avanzati. Sta avvenendo in tutti i settori: dalla meccanica all’informatica, dalla moda alla sanità.

Un paio di settimane fa Antonio Di Pietro aveva denunciato il lassismo del parlamento italiano, impegnato otto ore la settimane per votare leggi di dubbia utilità, mentre la crisi fa deperire il paese come un cancro omicida. Di Pietro aveva portato un esempio di dibattito fuori dalla realtà: quello affrontato in parlamento sulla lunghezza delle code dei cani. Ebbene, prontamente, la televisione italiana, pochi giorni dopo, trasmetteva una puntata intera di Porta a Porta dedicata alle code canine, allestendo una processione rinascimentale di vip, politici, starlette e lustrini, tutti felicemente accompagnati dai loro amici a quattro zampe. Insomma un gran diletto, degno della corte di Luigi XVI.

Nel frattempo la gente sciopera, occupa fabbriche, manifesta. Read More

Pausa pranzo? Danneggia il lavoro

By  •  Indice, Società

«La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l’armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa ritualità che blocca tutta l’Italia». A sostenerlo è Gianfranco Rotondi, ministro per l’attuazione del programma di governo. Certo, aggiunge nel corso di un’intervista al programma web «KlausCondicio», «non possiamo imporre ai lavoratori quando mangiare, ma ho scoperto che le ore più produttive sono proprio quelle in cui ci si accinge a pranzare. Chiunque svolga un’attività in modo autonomo, abolirebbe la pausa pranzo». Quella del ministro non è però una dichiarazione di intenti da tradurre in legge. Ed è lui stesso a precisarlo: «Non ho fatto alcuna proposta di abolire la pausa pranzo, ho solo detto che io l’ho abolita da vent’anni e lo stesso consiglio alla Camera dei deputati, perchè quella è l’ora in cui si lavora meglio». Ma l’opinione del ministro non sembra essere in linea con quella dei lavoratori italiani: un’indagine pubblicata a fine ottobre metteva in evidenza come gli italiani (la ricerca aveva preso però in considerazione 4.500 lavoratori di sei Paesi europei) stiano in realtà riscoprendo il piacere di pranzare con calma, tenendosi sempre più alla larga da fast food e panini mangiati in piedi. Read More

Scenari di rivolta: il futuro dell’Italia?

By  •  Indice, Società

Da anni denunciamo da questo sito il dramma, vissuto da milioni di giovani italiani, del lavoro a tempo determinato, mal retribuito e privato di qualsiasi diritto sindacale.  Non siamo mai stati soli in questa battaglia, diversi economisti e intellettuali molto più titolati di noi ci hanno preceduto o seguito, ma non è servito assolutamente a nulla.  Il mercato del lavoro ai giovani italiani offre due scelte: essere sfruttati e sottopagati o emigrare. Nelle scorse settimane, anche il ministro dell’Economia Tremonti ha dichiarato di non credere che “la mobilità sia di per sè un valore. Per una struttura sociale come la nostra, il posto fisso è la base su cui costruire una famiglia. La stabilità del lavoro è alla base della stabilità sociale”. In parlamento però le priorità da discutere sono altre e riguardano quasi tutte gli interessi del Presidente del Consiglio. Qualsiasi proposta (perlopiù, va detto a onor del vero, provenienti dal Partito Democratico) per sanare questa situazione insostenibile finisce nel dimenticatoio e scompare dall’orizzonte degli argomenti da trattare e su cui è necessario legiferare. Dove porterà questa condotta è facile immaginarlo: allo scontro sociale. Read More

Agile-Eutelia: come uccidere la telematica italiana

By  •  Indice, Società

Fonte: youtube

Vedi articoli correlati: * Agile-Eutelia: un caso di imprenditoria all’italiana * Alle radici di un sogno: quando Eutelia si chiamava Olivetti