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L’Italia di Berlusconi, un paese in via di imbarbarimento

By  •  Indice, Società

L’Italia è un paese normale? L’anomalia rappresentata da Berlusconi – il fatto che concentri in sé il potere politico e mediatico, che utilizzi il Parlamento come un’azienda destinata a fabbricare leggi che lo salvino dai tribunali, che vomiti insulti sulla magistratura, che critichi continuamente la Costituzione, che riduca la politica a un cumulo di barzellette e dichiarazioni istrioniche, che porti con sé il peso dei suoi scandali sessuali – tutto questo spingerebbe a rispondere di no. Ma c’è di più. Read More

Maddalena: ma quanto c’è costata?

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Lo scandalo relativo alla Maddalena è tornato tristemente alla ribalta. Rinfreschiamoci la memoria rileggendo un ottimo sunto dello scandalo della Maddalena pubblicato sull’Espresso un anno fa.

Doveva essere l’hotel delle notti di Obama e Sarkozy, il cinque stelle superiore dei capi di Stato del mondo. È già una cattedrale nel deserto, con la sua facciata bianca stretta tra un capannone della Marina militare, una strada trafficata e il mare senza spiaggia che qui, e solo qui su tutta l’isola, a volte puzza di fogna. Read More

A pensar male non si sbaglia quasi mai…

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Sono talmente tante che tenerle tutte a memoria è diventato impossibile. Chi si illude che siano una novità recente rimarrà deluso. Per comodità dei nostri elettori riportiamo di seguito tutte le leggi approvate, dal 2001 ad oggi, dai governi di centrodestra che – direttamente o indirettamente – hanno prodotto benefici effetti per Silvio Berlusconi, le sue società e le classi più abbienti della società italiana. Non esistono prove che queste leggi siano state “fatte per lui” e – sempre a pensar male -, probabilmente, qui sta tutta la bravura di chi le ha scritte. Siamo i soliti malfidenti? Scorrete l’elenco e poi giudicate con la vostra testa. Non dimenticatevi però che, grazie ai governi di centrodestra, la lista è in continuo aggiornamento. In un prossimo articolo vedremo invece come il centrodestra, da tangentopoli a oggi, ha affrontato gli snodi più complessi dell’amministrazione pubblica: lavoro, sanità, sicurezza, ecc. Naturalmente faremo lo stesso anche coi governi di centrosinistra perché riteniamo sia giusto, in questa fase storica, poter confrontare serenamente e compiutamente l’operato politico dei due poli.

  • Legge n. 367/2001. Rogatorie internazionali. Limita l’utilizzabilità delle prove acquisite attraverso una rogatoria.  Le tracce di tutti i movimenti illeciti sui conti svizzeri effettuati da Cesare Previti e Renato Squillante al centro del processo “Sme-Ariosto 1” (corruzione in atti giudiziari) diventano inutilizzabili.
  • Legge n. 383/2001 (cosiddetta “Tremonti bis”). Abolizione dell’imposta su successioni e donazioni per grandi patrimoni (il governo dell’Ulivo l’aveva abolita per patrimoni fino a 350 milioni di lire). Read More

Quel mostro chiamato Internet

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Internet fa paura ai politici italiani. Qualcuno addirittura ritiene Facebook «più pericoloso dei gruppi extraparlamentari degli anni settanta». L’accusa è semplice, la Rete – e in particolare i social network – permettono il proliferare di messaggi che sarebbero, secondo le analisi degli accusatori, delle vere e proprie istigazioni alla violenza, al razzismo e alla delinquenza in genere. La causa scatenante di questa voglia di censura è l’aggressione al premier Berlusconi, le reazioni e i commenti che sono seguiti in Internet. Read More

Nuovo fronte anti-Berlusconi: Casini apre le danze

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Il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, parlando a margine dell’XI congresso nazionale del Movimento cristiano lavoratori, rilancia l’idea di un fronte democratico che si opponga a Silvio Berlusconi nel caso in cui il Cavaliere voglia tornare alle urne. Ai cronisti che gli chiedono se in una circostanza di questo genere anche Gianfranco Fini “sarà della partita”, Casini replica: “Mi auguro che questa partita non si giochi e che Berlusconi risolva i problemi del Paese. Ma se pensa di utilizzare la questione giudiziaria per trasformare la democrazia in una monarchia, attaccando Napolitano e la Consulta, avrà una risposta dura, netta e univoca. E ci saranno sorprese”. Il presidente della Camera non commenta: “All’estero non parlo di cose italiane”.

Rutelli: “Sì a fronte comune”. Si esprime favorevolmente Francesco Rutelli: “L’ipotesi di Casini, di fare un fronte comune anti-Berlusconi in caso di elezioni anticipate, mi pare troppo futuribile per parlarne oggi. Con Casini e con l’Udc vogliamo incontrarci e fare una cosa forte, solida, che raccolga consensi e dia spazio a una nuova soluzione alla paralisi di un bipolarismo dominato dalle estreme”. Read More

No-B day: il giorno dopo

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Il giorno dopo del No-B day, del sabato in cui tantissimi cittadini hanno sfilato per le strade di Roma chiedendo le dimissioni del premier, il mondo politico continua a discutere intorno all’iniziativa. E il dibattito si accende soprattutto sul fronte dell’opposizione.
In particolare, in casa dei democratici: il segretario Pierluigi Bersani non ha partecipato (come annunciato), mentre la presidente Rosy Bindi era in piazza, così una parte della base. E oggi proprio Bersani torna sul tema: il compito del partito, dice al Tg3, è adesso quello di “mettere in comunicazione” le “energie nuove” viste ieri al No-B day. Ma, aggiunge, non è pentito di non aver fatto partecipare ufficialmente il Pd alla manifestazione: “Sono convinto della nostra scelta”. Read More

Calo di fiducia per il premier: gli italiani stufi di Berlusconi?

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Silvio Berlusconi frena la caduta anche se resta ai minimi storici, ma il suo governo ricomincia a precipitare. L’effetto Bersani fa volare il Pd. Il sondaggio di Ipr Marketing per Repubblica.it sulla fiducia mostra, per il mese in corso, un quadro solo parzialmente in movimento: il premier è fermo al 45% di ottobre, mentre il suo governo perde altri 2 punti e arriva al 40%: un dato al di sotto del quale c’è il baratro. Decolla, invece, il Partito democratico, che incassa un 4% in più. Tra i ministri, a contendersi i primi due posti rimangono Maroni e Sacconi, ma Brunetta guadagna terreno. Read More

Dalla Delocalizzazione all’internazionalizzazione: riformare il sistema produttivo italiano per uscire dalla crisi

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Sembra sempre più difficile comprendere la situazione economica conseguente a questa crisi, soprattutto in Italia, paese dove l’informazione deve essere recepita con uno spirito critico molto sviluppato per non rischiare d’incorrere in strafalcioni cognitivi colossali.
Le notizie positive che vengono dall’OCSE, comunque sovradimensionate dai media nazionali italiani rispetto agli altri paesi, lasciano seri dubbi nel momento in cui ci si confronta con la realtà. Read More