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2008-2010

Voci dall'Università: i ricercatori-precari richiamano alla battaglia in difesa del sistema universitario

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“Il 13 e 14 dicembre 2008 si è tenuta all’Università di Tor Vergata un’assemblea nazionale di movimento, nata da un’esigenza largamente condivisa da quei singoli e realtà politiche che hanno attivamente preso parte, in questi mesi, alle proteste contro la legge 133 e contro tutte le misure governative in materia di Scuola, Università e Ricerca.” Così Comincia il rapporto dell’Assemblea Nazionale della Rete delle Realtà Studentesche Autorganizzate, pubblicato sul sito nazionale dei Ricercatori-Precari, un movimento che sta cercando una soluzione da proporre al governo Berlusconi per evitare tagli indiscriminati alla ricerca e mettere in campo una reale riforma del sistema universitario. I Ricercatori-precari spronano l’Onda a continuare la battaglia per la difesa del sistema universitario, che non vuol dire difesa dello stato di fatto (di cui sono evidenti le falle) ma impegno condiviso tra governo, opposizione, professori, ricercatori, studenti per costruire un sistema di Università italiane efficienti e competitive nel mondo, evitandone, al contrario, il declassamento o peggio il tracollo. Di seguito il comunicato diffuso. Read More

Studenti, fate un bel regalo di Natale alla Gelmini

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Cari ragazzi non illudetevi, non avete vinto anzi, non siete nemmeno vicini alla vittoria. Negli scorsi mesi ci avete sorpreso per la vostra rapidità di mobilitazione, per le vostre doti …
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Studenti lavoratori? No, grazie.

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Per James Bond nulla è impossibile e probabilmente solo lui riuscirebbe senza difficoltà a laurearsi e contemporaneamente a lavorare. Sanno bene di cosa sto parlando gli studenti lavoratori e quanti vorrebbero riprendere studi interrotti o cominciare a studiare senza congelare la propria carriera professionale. Read More

"fuga dei cervelli" non è un modo di dire

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“Perché gli italiani stanno dicendo arrivederci”, così titolava un articolo nel numero di dicembre di BusinessWeek. L’eco della protesta dei 1700 cervelli italiani a cui è stato negato un posto da ricercatori per mancanza di fondi, ha fatto, dunque, il giro del mondo. Le statistiche pubblicate dalla rivista sul brain drain (la fuga dei cervelli) in Europa parlano chiaro: l’Italia è in testa con il 2, 3 per cento, seguono la Francia con l’1,1, la Germania con lo 0,9, la Spagna con lo 0,8, e la Gran Bretagna con lo 0,6. (fonte Giovanni Peri, University of California At Davis). Ogni anno il 5 per cento dei nuovi laureati italiani lascia il Bel Paese per andare a cercare gloria e riconoscimenti in terra straniera. Si tratta di laureati in materie scientifiche e specializzati in nuove tecnologie: molti medici (neurologi), informatici ed economisti (la city londinese è piena zeppa di italiani). Di contro solo l’1 per cento dei laureati del resto d’Europa lascia il proprio paese. Read More

Elefanti fucsia e Gasparri: una lezione

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Trascrizione della lezione aperta tenuta a Ferrara, Piazzetta Municipale, 11 novembre 2008, ore 17.00

George Lakoff in nuce, ovvero: perché non è possibile non pensare all’elefante fucsia (e neanche a Maurizio Gasparri).
Prima di cominciare, vorrei chiederVi di sottoporvi a un breve esperimento mentale. Qui davanti a me c’è una sedia vuota: vi chiedo di non pensare, per 15 secondi, che questa sedia siano seduti un elefante fucsia e Maurizio Gasparri. Potete pensare a qualsiasi altra cosa, ma non all’elefante e a Gasparri.
[seguono 15 secondi di silenzio] Fatto? Bene: vedo dalle vostre facce che non ci siete riusciti. Non per mancanza di volontà: non era passibile che ci riusciste.
La prima parte di questa lezione è la spiegazione del perché. Per brevità farò affermazioni apodittiche, di cui mi scuso: in prossime occasioni potremmo forse approfondire questi argomenti.
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Voci dall'università: "Lettera alle famiglie" dalla Facoltà di Ingegneria di Roma

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Pubblichiamo la lettera, redatta dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università de La Sapienza di Roma, indirizzata alle famiglie degli studenti. Ecco il testo.

Consiglio di Facoltà di Ingegneria de La Sapienza di Roma, del 27.10.2008, approvata all’unanimità.

Care famiglie,
le recenti vicende legate al mondo dell’Università inducono docenti e studenti della Facoltà di Ingegneria della Sapienza ad informarvi su quanto sta accadendo. Il decreto legge n.112 convertito con la legge n.133 il 6 agosto scorso avrà effetti devastanti sull’Università e la ricerca. Richiamiamo la vostra attenzione su tre provvedimenti della legge 133. Read More

"Riprendiamoci la scuola" a Torino, sabato 15 Novembre

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Sabato 15 novembre 2008, il Forum delle Associazioni, in collaborazione con il gruppo teatrale CAST, organizza a Torino “Riprendiamoci la scuola” alla Fabbrica delle “e” – Gruppo Abele, Corso Trapani 91/b Torino: un pomeriggio ri-costituente per fare il punto e per capire, adesso, come andare avanti insieme, insegnanti, genitori, studenti, amministratori locali, per una buona scuola.

* ore 14.30 apertura (Claudio Montagna)
* ore 15 la scuola è il nostro futuro intervento di Leopoldo Grosso
* ore 15.20 spazi tematici (Gianni Giardiello) Read More

Voci dall'università: appello dei Dottorandi e dei Ricercatori delle Università di Napoli

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BLOCCARE LE ‘RIFORME’, PER UN’ALTRA UNIVERSITÀ
Contributo della Rete dei Dottorandi e dei Ricercatori delle Università di Napoli

La Rete dei dottorandi e dei ricercatori delle Università di Napoli è nata dall’esigenza di bloccare e far ritirare i provvedimenti voluti da Tremonti, Brunetta e Gelmini con il decreto 112 (‘Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria’), poi trasformato nella legge 133 con il blitz del 6 agosto.

Tali provvedimenti si inseriscono in quel processo di smantellamento del sistema pubblico intrapreso da almeno 15 anni sia dai governi di centrodestra che di centrosinistra. È da tanto, infatti, che nel quadro di una maggiore integrazione europea, si susseguono supposte ‘riforme’, volte ad assecondare i dettami del neoliberismo, a ridisegnare i rapporti fra capitale e lavoro, tagliando salari e spese sociali, diffondendo ovunque precarietà, e rendendo quindi sempre più instabili le condizioni di vita e di lavoro delle fasce più deboli della società. Read More

Voci dall’università: il Politecnico di Milano

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MILANO – POLITECNICO. Giorno dell’Innaugurazione del 146° Anno Accademico – 3 Novembre 2008 (dal sito studentipolitecnico.it).

Sia Ballio, il Rettore, che Brivio, presidente del consiglio degli studenti, hanno fatto due discorsi di forte critica verso i tagli all’università che andrebbero ascoltati e letti. All’esterno: cori e striscioni di Lista Aperta (studenti di destra – n.d.c.) sostengono il Rettore e indicano proposte per la riforma universitaria. I rappresentanti della Terna Sinistrorsa (studenti di sinistra – n.d.c.) si sono uniti alle proteste di tutte le altre componenti dell’ateneo indossando anche il logo dell’arancia (vedi blog legge133). Fuori dal campus gli studenti del Poli in mobilitazione hanno tenuto un evento culturale osservati da un sovradimensionato spiegamento di forze dell’ordine che ha invaso la Bovisa. Sui giornali leggerete solo del rappresentante di Azione Universitaria membro del senato accademico che ha esposto un cartello in caratteri (diciamo futuristi) che parla dei “professori baroni”. Read More

Voci dall'università: "Salviamo l'università dalla legge 133/2008"

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Universitadasalvare è un blog informativo, gestito dagli studenti, allestito “per evidenziare i danni che la Legge 133/2008 provocherà, se entrerà in vigore all’università.” Ecco la voce degli studenti:

“La pentola incomincia a ribollire, ed in vari atenei italiani incominciano ad acquistare sempre maggiore visibilità le molteplici iniziative di protesta poste in atto dall’intera comunità studentesca, unitamente allo stato di agitazione della categoria dei ricercatori, anch’essa enormemente colpita dagli effetti della legge 133/2008.
Alcuni esempi facimente verificabili attraverso la rete telematica possono essere l’assemblea di ateneo a Pisa, che ha visto la partecipazione di almeno 3000 studenti, seguita il giorno dopo da una manifestazione di 5000 persone che hanno sfilato per le vie della città toscana; le azioni di mobilitazione ed informazione tenutesi a Firenze; le proteste a Roma, dove gli studenti hanno occupato il rettorato dell’ateneo; Siena, dove sono attese per la prossima settimana occupazioni ed una fiaccolata. E poi Torino, Bologna, Parma, Napoli e tutte le altre città universitarie che sono state teatro di cortei e manifestazioni.
Il tutto in un contesto di sospensioni della didattica decretate dalle facoltà e/o derivanti dalla decisione dei ricercatori di non tenere ulteriormente corsi di insegnamento (i quali non sono contemplati all’interno del loro contratto). La parola d’ordine è “non è che l’inizio”. Read More