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Un ultimo pensiero a Enzo Biagi

By  •  Indice, Arte, Società

In questi giorni si sono sentite numerosi voci levarsi per ricordare Enzo Biagi. Un grande giornalista italiano. Uno dei più grandi. Non di certo il solo (come dimenticare i grandi nomi…), ma di certo il più amato. Dal grande pubblico, soprattutto. Per il suo immenso lavoro di divulgazione, per i suoi memorabili servizi, per le sue intramontabili trasmissioni. Un grande giornalista, bolognese per nascita, milanese per adozione, una delle figure che hanno segnato indelebilmente l’immagine dell’Italia del dopoguerra. Soprattutto uno dei visi più noti della Rai, di quella MammaRai cui tutti (con un po’ di nostalgia) siamo affezionati, e di cui lui ha rappresentato certamente il “papà” ideale.È giusto ricordarlo per la sua tenacia, per la sua forza morale e professionale: il diritto alla cronaca, all’opinione, sempre e dovunque, in maniera gentile, dolce, ma decisa e chiara, senza alcuna paura. Una logica chiara, semplice, pulita. Una prosa scorrevole, leggibile da qualsiasi persona, eppure profonda, colta, acuta. Potremmo ricordarlo in mille modi, ma a noi, oggi, piace ripensarlo così, con gli occhi di un bambino.

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Birmania, l'orrore raccontato da chi l'ha visto coi propri occhi

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Riportiamo l’impressionante testimonianza diretta di uno dei monaci birmani sopravvissuti all’assalto del monastero di Myitkyina: «Intorno alle cinque del pomeriggio del 25 settembre, le autorità hanno tagliato le linee telefoniche. Poco dopo le nove di sera hanno sfondato l’ingresso principale del monastero coi carri armati, come se avessero circondato e stessero assalendo un obiettivo nemico. Alcuni soldati si sono appostati fuori dall’edificio, altri hanno fatto irruzione all’interno. Non c’erano solo i soldati. Ad aiutarli c’erano i poliziotti e i membri di Swan Arrshin e dell’Usda (formazioni paramilitari filo-governative). Hanno iniziato a picchiare i monaci. Appena ne incrociavano uno lo pestavano. Ci hanno ordinato di metterci contro il muro, picchiando chi non obbediva. Read More

Parte il programma di affiliazione «Diffondi Medeaonline!»

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Per quanti hanno apprezzato il lavoro che abbiamo svolto con Medeaonline in tutto questo tempo e desiderano aiutarci a diffondere questo sito, abbiamo deciso di lanciare il programma di affiliazione …
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Enzo Biagi: semplicemente un uomo per bene

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Questa mattina abbiamo salutato Enzo Biagi. L’abbiamo salutato con profonda tristezza e rispetto. L’abbiamo salutato come già avevamo fatto con Indro Montanelli, con Tiziano Terzani e infine con Oriana Fallaci. …
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Meredith è stata uccisa perché si è ribellata, verosimile il movente sessuale

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Arriva la svolta nelle indagini sull’assassinio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia nella notte fra l’1 e il 2 novembre. Questa mattina, all’alba, tre persone sono state condotte in Questura e sottoposte a fermo. Si tratta del fidanzato italiano della vittima, il barese Raffaele Sollecito (24 anni), di un cittadino zairese, Patrick Diya Lumumba (47 anni) e della studentessa americana coinquilina della Kercher, Amanda Knox (20 anni). Sarebbe stata proprio la Knox a “crollare”, fornendo agli investigatori le indicazioni chiave per ricostruire la dinamica dell’omicidio. Read More

Ciao Enzo

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La notizia è delle 8:20 di stamane: il famoso giornalista e scrittore Enzo Biagi è morto all’età di 87 anni a Milano. Noto al grande pubblico anche per i suoi …
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Gli incubi di Odilon Redon al museo d’Orsay

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odilon-redon-to-edgar-poe-the-eye-balloon-1878.jpgChe Odilon Redon sia stato un artista eccentrico non vi è alcun dubbio. I suoi dipinti appartengono quasi ad una categoria atemporale, al di fuori del XIX secolo. Una sorta di espressionismo onirico onnipresente, una condizione di spirito ricorrente in molti autori appartenenti ad epoche anche molto differenti tra loro.
Fu pittore, certo, ma soprattutto incisore. Ed è g
razie alla corposa donazione del 1984, effettuata dal figlio, se il Museo d’Orsay è in possesso della più grande raccolta di disegni dell’artista. Opere esposte per la prima volta al prestigioso museo parigino fino al 6 Gennaio: soprattutto studi, eseguiti nella seconda metà dell’ottocento, immagini che segnano una tappa fondamentale nella stagione del simbolismo europeo. Read More

A un'anno dall'ingresso nella Ue, via libera alle espulsioni dei rumeni

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«L’ho trovato molto stupito della presenza della polizia. Era fermo sulla soglia della sua baracca che ci aveva indicato la sua connazionale. Aveva il volto coperto di schizzi di sangue e graffi. Non sembrava ubriaco e non ha opposto resistenza». Così uno dei poliziotti incaricati di arrestare Nicolae Romolus Mailat descrivono l’uomo, accusato di aver seviziato e massacrato a Roma Giovanna Reggiani.
Dall’inizio del 2007 la Romania è entrata nell’Unione Europea e gli immigrati provenienti da quel Paese hanno cessato di essere extracomunitari. Spesso sono stati coinvolti in fatti di cronaca, alcuni dei quali molto gravi e finiti tra le polemiche sulle prime pagine dei giornali. Quello di Giovanna Reggiani è solo l’ultimo di una lunga serie di eventi delittuosi. Read More

Proseguono le indagini sull'omicidio di Meredith Kercher

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Meredith KercherSono i due telefoni cellulari della vittima il fulcro dell’indagine della polizia relativa all’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese di 22 anni trovata morta a Perugia. Gli investigatori stanno valutando l’ipotesi che i due cellulari – con una scheda italiana e una inglese – siano stati gettati nell’orto da chi ha ucciso la giovane.
Si cercando anche di ricostruire come e con chi Meredith abbia passato la serata: dalle indagini è emerso che giovedì sera la ragazza aveva partecipato a una cena in un’abitazione di amici. Verso le 21 si è però allontanata da sola e a piedi. Da allora non si sono più avute sue notizie fino al ritrovamento del cadavere. La polizia sta esaminando i filmati delle telecamere di sorveglianza esterne di un parcheggio coperto attiguo all’abitazione della studentessa. Read More

L'ultimo saluto a don Benzi

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Don Oreste BenziGiovedì 1 novembre, a Rimini è morto – all’età di 82 anni – in seguito a un attacco cardiaco don Oreste Benzi, fondatore e presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII.
Il prelato, nonostante i soccorsi tempestivi, è deceduto nella sua abitazione. La notizia è stata comunicata dalla segreteria dell’associazione fondata nel 1972 e presente in 25 Paesi, il cui scopo era il volontariato e il contatto diretto con la realtà dei poveri. Priorità dell’associazione, e di don Benzi in prima persona, erano la lotta contro lo sfruttamento e la prostituzione. Read More