Il Museo MAN di Nuoro apre la stagione espositiva autunnale con due mostre dedicate all’arte sarda del Novecento.

Il Museo MAN di Nuoro apre la stagione espositiva autunnale con due mostre dedicate all’arte sarda del Novecento: la retrospettiva Anna Marongiu (Cagliari 1907 – Ostia 1941) a cura di Luigi Fassi, da venerdì 8 novembre 2019 a domenica 1 marzo 2019, e L’ombra del mare sulla collina, con opere della collezione permanente del MAN, curata da Luigi Fassi ed Emanuela Manca da venerdì 8 novembre 2019 a domenica 12 gennaio 2020.

L’intero progetto espositivo, concepito come un unicum, intende presentare la ricchezza e l’eterogeneità del panorama artistico sardo lungo il corso del Novecento, da un lato riscoprendo i disegni e i cicli illustrativi di Anna Marongiu, tra le artiste sarde più affascinanti e al contempo dimenticate, dall’altro valorizzando la collezione permanente del museo, che conta un ricco e variegato corpus di opere tra disegni, pitture, sculture e film.

Dopo una serie di mostre che hanno attivato una riflessione sul ruolo della Sardegna nei flussi culturali, sociali e politici del Mediterraneo, il Museo MAN riparte ora dalle proprie radici con spirito di ricerca e valorizzazione, per guardare con occhi nuovi al contemporaneo.

Anna Marongiu

Da venerdì 8 novembre 2019 a domenica 1 marzo 2019 il Museo MAN di Nuoro presenta, la prima retrospettiva museale di Anna Marongiu (Cagliari 1907 – Ostia 1941), curata da Luigi Fassi.
La mostra rappresenta un’importante tappa della ricerca del MAN sull’arte del Novecento sardo e italiano.

Il percorso espositivo si sviluppa attorno a tre cicli di illustrazioni dedicati a capolavori della letteratura realizzati da Marongiu tra il 1926 e il 1930: la serie completa delle tavole di Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare (1930), le illustrazioni de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni (1926) e le tavole de Il Circolo Pickwick di Charles Dickens (1929). Quest’ultimo lavoro, composto da 262 tavole realizzate a inchiostro e acquerello, costituisce il cuore della retrospettiva: in prestito dal Charles Dickens Museum di Londra è oggi, a novant’anni dalla sua realizzazione, per la prima volta visibile in un museo.

Anna Marongiu, I Promessi Sposi, 1926, acquerello e tempera su carta, Collezione privata, ph. Pierluigi Dessì

Anna Marongiu, prematuramente scomparsa in un incidente aviatorio a Ostia, è una delle figure più originali e al tempo stesso dimenticate della scena artistica sarda della prima metà del Novecento. Dopo gli studi a Roma e la frequentazione dell’Accademia Inglese nella capitale, Marongiu intraprese un percorso artistico che ha attraversato con grande capacità di sperimentazione molteplici tecniche come il disegno, la penna, l’acquaforte, l’olio, il bulino. Il suo registro linguistico, caratterizzato da una forte espressività del segno, si muove tra l’umoristico e il drammatico, il comico e il mitologico, trovando originalità e vigore in tutte le tecniche da lei adoperate.

Scrive Luigi Fassi nel testo in catalogo: “sin da principio l’artista manifesta il proprio interesse per il disegno interpretato in chiave narrativa, come modello di racconto di mitologemi e vicende della tradizione letteraria occidentale e strumento di arguta introspezione psicologica. La varietà dei registri linguistici e dei toni emotivi presenti nelle opere illustrative di Anna Marongiu, che prediligono toni ironico-giocosi ma senza escludere scenari anche cupamente drammatici, è uno dei tratti peculiari della sua arte, in un’alternanza che testimonia uno sguardo libero e in dialogo con temi e argomenti di respiro nazionale ed europeo”.

L’esposizione dedicata ad Anna Marongiu nel 1938 dalla Galleria Palladino di Cagliari fu una delle prime mostre personali di un’artista donna in Sardegna e contribuì all’ulteriore affermazione dell’artista sulla scena nazionale, che nel 1940 parteciperà alla Mostra dell’incisione italiana moderna a Roma.

La mostra è arricchita da un breve film sull’artista, realizzato da MAN e Film Commission Sardegna in collaborazione con il Charles Dickens Museum con la regia di Gemma Lynch.

L’ombra del mare sulla collina

Da venerdì 8 novembre 2019 a domenica 12 gennaio 2020, il MAN di Nuoro presenta, in parallelo con la retrospettiva di Anna Marongiu, la mostra L’ombra del mare sulla collina, una preziosa selezione di opere tratte dalla collezione permanente del museo, a cura di Luigi Fassi ed Emanuela Manca.
L’esposizione offre un’inedita lettura della collezione del MAN, raccontando in modo nuovo più di un secolo di arte in Sardegna attraverso un variegato corpus di disegni, pitture e sculture. Il percorso ricostruisce le vicende artistiche del Novecento sardo attraverso alcune delle opere più rappresentative della collezione e prosegue fino al presente instaurando uno stretto dialogo con diversi autori contemporanei.

È un’opera di Mauro Manca a dare il titolo alla mostra, scelta in ragione del netto spartiacque che essa segna tra le esperienze figurative e quelle astratte: unanimemente ritenuta il passaggio cruciale per l’apertura, nel secondo dopoguerra, degli orizzonti dell’arte moderna in Sardegna, L’ombra del mare sulla collina dell’artista sassarese è lo snodo intorno a cui ruota l’intero progetto espositivo.
La mostra racconta l’eterogeneità della storia artistica sarda, innesta tra loro mondi e stili diversi, tradizioni e sperimentazioni, e svela le nuove acquisizioni di Aldo Contini e Mario Paglietti.
Tra gli artisti in mostra si annoverano alcune delle figure chiave per l’elaborazione dei diversi canoni espressivi che hanno caratterizzato la scena artistica sarda dal Novecento a oggi: Edina Altara, Antonio Ballero, Alessandro Biggio, Giuseppe Biasi, Giovanni Campus, Teodorico Cavallazzi, Cristian  Chironi, Francesco Ciusa, Giovanni Ciusa Romagna, Aldo Contini, Mario Delitala, Francesca Devoto, Salvatore Fancello, Dino Fantini, Gino Frogheri, Vincenzo Grosso, Caterina Lai, Maria Lai, Mauro Manca, Melkiorre Melis, Wanda Nazzari, Costantino Nivola, Mario Paglietti, Rosanna Rossi, Giacinto
Satta, Vincenzo Satta, Tona Scano, Antonio Secci, Bernardino Palazzi.

Info

ANNA MARONGIU
a cura di Luigi Fassi
Da venerdì 8 novembre 2019 a domenica 1 marzo 2020

L’OMBRA DEL MARE SULLA COLLINA. Opere dalla Collezione MAN
a cura di Luigi Fassi ed Emanuela Manca
Da venerdì 8 novembre 2019 a domenica 12 gennaio 2020
Opening: venerdì 8 novembre 2019, ore 19.00

MAN­_Museo d’Arte Provincia di Nuoro
via Sebastiano Satta 27, Nuoro
www.museoman.it | info@museoman.it
T. +39 0784 252110
Costo biglietto: intero 5 euro; ridotto 3 euro (dai 18 ai 25 anni); gratuito under 18 e prima domenica del mese.
Orario 10:00 – 19:00 | lunedì chiuso

MAN | Museo d’Arte Provincia di Nuoro
Il MAN apre al pubblico nel 1999 all’interno di un edificio degli anni Venti situato nel centro storico di Nuoro. Il primo nucleo della collezione nasce dall’accorpamento di alcune raccolte pubbliche (Provincia, Comune, Ente provinciale per il turismo, Camera di commercio).
L’idea di una pinacoteca provinciale trova presto sviluppo in un progetto museale aggiornato in cui al lavoro di ricerca e conservazione si affianca un’intensa attività espositiva e laboratoriale. La collezione si arricchisce di nuove acquisizioni e l’attività si estende al contesto territoriale. Nel 2004 il museo acquisisce autonomia gestionale ed entra a fare parte di Amaci, l’Associazione Nazionale dei Musei d’Arte Contemporanea. Nel 2013 il MAN ottiene il riconoscimento regionale come museo d’eccellenza. Il piano di sviluppo attualmente in corso prevede l’apertura di un nuovo complesso espositivo, nato dal recupero di due edifici storici situati in piazza Sebastiano Satta, e la destinazione della sede attuale a dimora della collezione permanente.

Note biografiche

ANNA MARONGIU
Anna Marongiu nasce a Cagliari, il 1° gennaio 1907.
Dimostra sin dall’infanzia una spiccata vocazione artistica e un’innata capacità espressiva rivelando un’inclinazione per l’illustrazione e la caricatura. Nel 1926 realizza le tavole per I promessi sposi, a tempera e matita, opere giovanili ma compiute, aggiornate al gusto déco internazionale. Decisa a intraprendere la carriera di artista, nel biennio 1927-28 soggiorna a Roma per frequentare l’Accademia Britannica e lo studio del pittore Umberto Coromaldi.
L’anno successivo è periodo di intensa attività. Affianca il cugino Giuseppe Capponi, noto architetto razionalista, nella progettazione degli interni della casa di Gloria Bishop Gould a Roma, per la quale decora i mobili della camera dei bambini con figurazioni dai colori leggeri. Si dedica al contempo a illustrare il Circolo Pickwick di Charles Dickens, realizzando alcuni acquerelli e oltre duecento disegni a penna; il segno nitido e teso che anima i personaggi mostra un’ironia sottile che vivifica le scene, ispirate alle illustrazioni ottocentesche.
Sempre nel 1929, espone per la prima volta partecipando a Cagliari alla mostra “Primavera sarda” accanto ai più noti Giuseppe Biasi e Mario Delitala, con alcuni acquerelli di tema campestre che destano interesse nella critica locale: da quella data infatti l’artista compare nelle più importanti rassegne isolane.
Risalgono al 1930 i raffinati disegni per il Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, memori del gusto classicheggiante di Giò Ponti. Nello stesso anno si dedica con passione all’incisione ad acquaforte – che apprende da Carlo Alberto Petrucci, direttore della Calcografia di Stato – rivelandosi artista di qualità singolari. Negli ultimi anni della sua esistenza, si orienterà anche verso la tecnica del bulino dando chiare prove della capacità raggiunta nell’esercizio di questo difficile mezzo espressivo nell’ opera, rimasta incompiuta, Lotta di temperamenti. Le prime stampe, raffiguranti soprattutto nature morte, sembrano un omaggio alle incisioni secentesche, mentre i paesaggi rivelano la lezione di Felice Melis Marini, fondatore della scuola incisoria sarda, conosciuto e apprezzato dall’artista.
Nel 1933 partecipa alla “IV Mostra sindacale sarda”, svoltasi alla Galleria comunale d’arte di Cagliari, accanto ad artisti di rilievo nazionale come Francesco Menzio. Affermata acquafortista, appare disinteressata ai soggetti della vita popolare sarda che invece connotano la vasta produzione incisoria isolana dell’epoca: Altalena di pagliacci e Circo equestre, sono alcune delle opere che evidenziano una ricerca lontana da ogni regionalismo.
Nel 1937 illustra la raccolta di poesie Golfo degli Angeli di Francesco Zedda e nel 1938 il romanzo per ragazzi di Giuseppe Fanciulli, La barca della fortuna. Per Filiberto Farci, scrittore molto noto all’epoca, esegue le illustrazioni per i Racconti di Sardegna e per il romanzo L’ultima tappa. Dello stesso anno è la sua prima personale alla galleria Palladino di Cagliari. Con 70 opere tra disegni e incisioni, esemplificative dell’attività svolta, conquista il pubblico e la critica.
Nel 1939 ottiene l’incarico di decorare ad affresco la cappella del Centro traumatologico di Iglesias mai realizzato a causa degli eventi bellici. Per apprendere la tecnica frequenta a Roma i corsi di Ferruccio Ferrazzi realizzando a matita i bozzetti di tono rinascimentale conservati a Cagliari.
Contemporaneamente, tra il 1936 e il 1941 realizza le Vedute di Cagliari, una serie di quindici acqueforti dedicate ai monumenti e agli scorci urbani più suggestivi, documento che mostra la città prima dei bombardamenti che ne alterarono la fisionomia.
Partecipa a numerose manifestazioni d’arte in Italia e all’estero, a Bordeaux (1932), Riga (1935), Atene (1937), Bucarest (1937), e in America Centrale (1939), nonché alla Mostra dell’incisione Italiana Moderna (Roma 1940).
Anna Marongiu muore tragicamente in un incidente aereo a Ostia il 30 luglio 1941.

  • Immagine in apertura:

– Bernardino Palazzi, Ragazza in rosso, 1953, olio su cartone, 39,5 x 49,8 cm, Comodato Comune di Nuoro. Ph. Donato Tore