Pd, il partito diviso anche sull’omofobia

Diventa duro lo scontro nel Pd dopo il voto che a Montecitorio ha affossato la legge sull’omofobia. Un provvedimento fortemente voluto dalla deputata democratica Anna Paola Concia e fortemente osteggiata dalla teodem Paola Binetti. Due diverse anime del Pd, una coabitazione già difficile che rischia di rendere ancora più arduo il cammino verso le primarie. “Voto Bersani”, questa la reazione della Binetti dopo le critiche ricevute ieri da Dario Franceschini.
“C’è un problema Binetti”. Con queste parole il segretario del Pd ha dato il via alle polemiche e alle accuse contro la Binetti. Il punto è che “su questi temi” i valori del Pd non sono negoziabili, ed è impossibile “richiamarsi alla libertà di coscienza”. Ma la Binetti non molla e si difende tirando in ballo la sua storia personale e le sue convinzioni. E rilancia. Accredidata come sostenitrice di Franceschini per la corsa delle primarie, la deputata annuncia un cambio di schieramento, “alle primarie voterò Bersani”. Spiegando così il suo voto di ieri: “Il disegno di legge sull’omofobia aveva punti nebulosi. Ora mi sento anche io una minoranza, anche io voglio essere tutelata”. Poi la sponda a Bersani: “Ha reagito in modo molto diverso. Io fino a ieri ho sostenuto Franceschini, ma non può allontanarmi dal partito per una questione di mia coerenza personale”.
Non resta a guardare Anna Paola Concia. “O la mia posizione o quella di Paola Binetti: che il Pd decida”, commenta la deputata. Che aggiunge: “Lo stato deve dire ai suoi cittadini che l’omofobia è un reato”. Molto critico anche il capogruppo Pd alla Camera, Antonello Soro: “dovrebbe andare via, ha poco a che fare con il nostro partito”. E ancora, “penso che Paola Binetti sarebbe stata fuori posto anche nella Democrazia Cristiana, un partito tenacemente rispettoso della laicità dello Stato'”.
Le difese della deputata teodem vengono prese dall’ex ministro Fioroni: “sarebbe sbagliato espellere Paola Binetti, quando condivide con il partito il 90% delle idee”. Quello che non va, per Fioroni, è che il Pd “faccia sempre tempeste in un bicchier d’acqua”.

[fonte: Repubblica.it]

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1 commenta

virtual 14 Ottobre 2009 - 16:46
E certo, figurati se non si dividevano anche per le ragioni che invece dovrebbero tenerli uniti, come il rispetto per il prossimo, chiunque sia... Ora le primarie del PD iniziano ad assomigliare un po a quelle che si fanno negli Stati Uniti... Solo che qui da noi i rancori e le vendette interne sembrano prevalere su ogni spirito di unione. Ho trovato un articolo che, pur non condividendolo in pieno, analizza queste primarie giudicandole "masochiste"... http://www.loccidentale.it/articolo/il+masochismo+del+pd+fa+male+anche+al+paese.0079631 è il punto di vista di chi, a differenza di me, sostiene questo governo, ma è sicuramente da tenere in considerazione...
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