E’ il momento di ascoltare cosa chiedono le università italiane, capire perché a ottobre è iniziata una battaglia in difesa del sistema universitario. Una lotta che non è “difesa dei privilegi” ma che vuole garantire la continuità all’istruzione pubblica, la sua relativa gratuità (esistono paesi dove studiare è un lusso ed altri -come la Francia – in cui tutto è gratuito fino al master). Ma soprattutto è una lotta che, giunta a questo punto, vuole aiutare a migliorare l’università, un’istituzione strategica per il paese, che garantisce futuro e prosperità se ben integrata con il mondo del lavoro, della cultura e delle istituzioni.  Una lotta che vede, a differenza della rivolta universitaria del ’68, studenti, professori, rettori e ricercatori uniti per salvare l’università, anzi per chiedere incentivi al suo sviluppo. Se è il momento di riformare l’università per rispondere alle nuove sfide europee e globali, allora bisogna farlo seriamente, dialogando con gli interessati, cercando la formula più efficacie per renderla migliore. Non semplicemente tagliandone i fondi.
Iniziamo oggi una serie di articoli dal titolo “Voci dall’università” in cui faremo parlare direttamente gli interessati: gli studenti, i professori, le facoltà, i rettori. Sentiremo cosa dicono, cosa propongono, perché hanno iniziato questa lotta.

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