Universitadasalvare è un blog informativo, gestito dagli studenti, allestito “per evidenziare i danni che la Legge 133/2008 provocherà, se entrerà in vigore all’università.” Ecco la voce degli studenti:

“La pentola incomincia a ribollire, ed in vari atenei italiani incominciano ad acquistare sempre maggiore visibilità le molteplici iniziative di protesta poste in atto dall’intera comunità studentesca, unitamente allo stato di agitazione della categoria dei ricercatori, anch’essa enormemente colpita dagli effetti della legge 133/2008.
Alcuni esempi facimente verificabili attraverso la rete telematica possono essere l’assemblea di ateneo a Pisa, che ha visto la partecipazione di almeno 3000 studenti, seguita il giorno dopo da una manifestazione di 5000 persone che hanno sfilato per le vie della città toscana; le azioni di mobilitazione ed informazione tenutesi a Firenze; le proteste a Roma, dove gli studenti hanno occupato il rettorato dell’ateneo; Siena, dove sono attese per la prossima settimana occupazioni ed una fiaccolata. E poi Torino, Bologna, Parma, Napoli e tutte le altre città universitarie che sono state teatro di cortei e manifestazioni.
Il tutto in un contesto di sospensioni della didattica decretate dalle facoltà e/o derivanti dalla decisione dei ricercatori di non tenere ulteriormente corsi di insegnamento (i quali non sono contemplati all’interno del loro contratto). La parola d’ordine è “non è che l’inizio”.

L’impegno degli studenti per salvare l’università da un destino di privatizzazione, limitazione del diritto allo studio universitario e condizionamento della ricerca, passa attraverso una massiccia opera informativa che ha come destinatari non solo gli studenti stessi e le loro famiglie, ma l’intera popolazione.
La lotta per ottenere visibilità, in un panorama dove una legge di tale portata è passata completamente inosservata e taciuta dai media nazionali, richiederà enormi sforzi di coordinazione fra i gruppi studenteschi in agitazione dei le vari atenei italiani, unitamente a realtà colpite in egual maniera quale il settore dei ricarcatori e dei precari all’interno dell’università pubblica.

Ma la lotta per la difesa di un’università pubblica accessibile a tutti, dove la discriminante non sia il reddito della famiglia, e di una ricerca libera da condizionamenti ed interessi economici, passa principalmente attraverso una pubblica e massiccia informazione.”

Fonte: universitadasalvare.blogspot.com