I lettori di Medeaonline sanno che il nostro sito non tratta gossip e neppure cronaca mondana. Quindi perché dare risalto a una questione privata come il divorzio tra Veronica Lario e Silvio Berlusconi? La risposta sta tutta nella singolarità di quanto sta accadendo che non è, come si potrebbe pensare a prima vista, solamente una questione privata. Assistiamo allo smembramento dall’interno del berlusconismo, quella dottrina politica – figlia del culto della personalità tipico dei regimi dittatoriali – che poneva al centro di tutto – motivo e giustificazione a tutto – l’uomo Silvio Berlusconi. Una strategia mediatica e politica quella di Berlusconi pianificata per anni e messa in atto con scrupolo, metodo e una crudele determinazione. Una macchina infernale e formidabile che gli ha permesso di plagiare milioni di italiani vezzeggiando il peggio della nostra società, mostrando di se stesso – con arroganza e vanità – solanto i peggiori difetti, le più meschine debolezze e contraddizioni. Per molti versi Berlusconi ricorda da vicino l’imperatore Caligola (che nominò senatore il suo cavallo preferito): come lui ha preteso per se stesso l’impunità totale (anche morale) e ha saputo convincere più della metà degli elettori italiani a dargli un potere enorme (e ancora non gli basta…). Sfortunatamente per noi italiani, Berlusconi da Caligola ha preso anche parecchi difetti. “Ho cercato di aiutare mio marito – spiega la signora Lario al quotidiano Repubblica -, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene”. Non è successo nulla: i sodali di Berlusconi vogliono mantenere intatto lo status quo, hanno troppo da perdere. Capiamo bene il dolore di una moglie che, dopo trent’anni di matrimonio, vede il proprio marito circondarsi di “figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo, la notorietà e la crescita economica”. “Ciarpame politico”, così la signora Lario ha definito quello scandalo stupendosi che “per una strana alchimia il paese tutto conceda e tutto giustifichi al suo imperatore”. Silvio Berlusconi difensore (a parole) di quei valori cristiani su cui spicca la famiglia che – scopriamo dalla moglie – non ha mai trovato il tempo per festeggiare coi propri figli i loro diciottesimi compleanni, ma non ha avuto problemi a festeggiare la 18enne Noemi che – come in una squallida commedia sexy degli anni ’70 – lo chiama “Papì”. La fortunata Noemi – bella, bionda e molto interessata alla carriera televisiva -, si fa conoscere dal Premier con un book fotografico e poi comincia a frequentarlo. Da qui le dichiarazioni bomba della signora Lario ai quotidiani e il retrofont del centrodestra sulle candidature di veline e compagnia cantante alle prossime europee. Segue la consueta mistificazione belusconiana perfettamente riuscita grazie alla collaborazione di quasi tutti gli organi di informazione. Ma per la signora Lario è comunque troppo, è la classica goccia che fa traboccare il vaso e così – doppo essersi confrontata coi figli – decide di chiudere il sipario su un matrimonio naufragato perché il marito “frequenta le minorenni”. La risposta di Berlusconi – nel suo solito stile velatamente intimidatorio che facilmente si può fraintendere – gli era già pervenuta tramite “Libero” che aveva pubblicato in prima pagina delle sue fotografie giovanili in cui appare nuda. Ma la forza e la dignità di questa donna è emersa prepotente, più forte persino dell’uomo più potente d’Italia. Non appreziamo la scelta della signora Lario, come qualcuno potrebbe pensare, perché ferisce il signor Berlusconi nel privato. La appreziamo perché riafferma il diritto di ogni donna – lei compresa – a essere trattata con dignità e rispetto. Ci richiama al nostro dovere di giudicare con sobrietà e coscienza l’operato del centrodestra. Nel suo gesto ritroviamo la genuinità di una donna di carattere, ben diversa da quelle che attorniano il Premier, una donna che ha difeso con le unghie e con i denti la propria famiglia e i propri figli ed è disposta a tutto per il loro e il suo bene. Nei prossimi gioni assisteremo, come è prevedibile, a una campagna diffamatoria nei suoi confronti e sentiremo su di lei qualsiasi infamia. Ma a Veronica Lario noi tutti dovremo dire grazie, perché – se ce ne fosse ancora bisogno – ci ha aperto gli occhi su Silvio Berlusconi.