Cantante e autore, Pierangelo Bertoli nasce a Sassuolo, in provincia di Modena, il 5 novembre del 1942. Militante politico e autodidatta scrive le prime canzoni intorno al 1965, esibendosi con la chitarra in feste di partito e centri sociali. Nel maggio del 1974 prende parte a uno spettacolo di Dario Fo alla Palazzina Liberty di Milano, suscitando l’interesse del produttore Roberto Dané; poco dopo ritorna a Milano per incidere il singolo Roca blues.
Grazie alla mediazione del chitarrista Alete Corbelli, la allora neo produttrice Caterina Caselli gli offre, nel 1976, un contratto discografico con l’etichetta Ascolto. Dunque ecco che nel ’76 esce il suo album d’esordio, Eppure soffia, cui appartiene l’omonima canzone scritta su musica di Alfonso Borghi, un brano che diventa subito popolare e si presenta come la sua canzone-manifesto: un pezzo che esprime, con chiarezza e poesia, la rabbia e il disappunto verso l’ipocrisia e la mancanza di rispetto che la società moderna ha nei confronti della natura e l’uomo nei confronti dei propri simili. Bertoli possiede una timbrica vocale potente, da cantastorie di piazza, e una tecnica chitarristica da ballata popolare. I testi sono spesso rabbiosi, polemici, una vera denuncia.

Politicamente schierato a sinistra, dichiara fin da subito la sua appartenenza politica (come dimenticare la canzone Rosso Colore), e i successivi album confermano questa scelta di campo: Il centro del fiume (1977), S’at ven in meint (1978) cantato in dialetto, A muso duro (1979) che contiene brani di intensa poesia, tra cui L’autobus, una ballata che descrive con affetto un momento quotidiano della vita di tanta gente semplice, quello del viaggio verso il luogo di lavoro.
Nel 1981 pubblica l’album Certi momenti, con cui raggiunge le zone alte delle classifiche grazie al brano intitolato Pescatore, magistralmente interpretato in duetto con Fiorella Mannoia e scritto interamente da Marco Negri : una canzone ancora oggi molto conosciuta, che resta un classico della musica leggera italiana.

Dopo gli LP Album (1982), Frammenti (1983) – al quale collabora il chitarrista americano Hugh McCracken – Dalla finestra (1984) e Petra (1985) – nel quale rinuncia a comporre le musiche, affidandole ai suoi musicisti e collaboratori di sempre, tra cui Negri e Marco Dieci – celebra, nel 1986, i dieci anni di carriera con Bertoli Studio & Bertoli Live, un album doppio realizzato per metà in sala d’incisione e per metà in concerto. Nel 1987 nasce il progetto di Canzoni d’autore, un 33 giri che omaggia cantautori vecchi e nuovi della scena italiana, dove interpreta anche Vedrai vedrai di Luigi Tenco e Bartali di Paolo Conte.

Gli album Tra me e me (1988) – dove Bertoli duetta, con l’allora sconosciuto Luciano Ligabue, nel brano Sogni di rock’n roll – e Sedia elettrica (1989) chiudono simbolicamente una fase artistica, insieme allo spot televisivo Lega per l’emancipazione dell’handicappato, al quale Pierangelo Bertoli partecipa come attore, premiato con il Telegatto dal settimanale “TV Sorrisi e Canzoni”.

Nel 1990 è presente nell’album di Elio & le Storie Tese intitolato The Lost Sri Lanka Parakramabahu Brothers, come voce ospite nel brano Giocatore mondiale, sigla di Quasi Gol, un programma radiofonico della Gialappa’s Band dedicato ai mondiali di calcio di Italia 90; una canzone polemica che si scaglia contro il problema delle barriere architettoniche negli stadi.
Nel 1990, dal CD Oracoli, scritto a quattro mani con Luca Bonaffini, viene tratto il singolo Chiama piano, cantato in coppia con Fabio Concato.

L’anno successivo Pierangelo Bertoli partecipa al Festival di Sanremo, manifestazione lontanissima dalla linea ideologica dell’artista, con una canzone inusuale e suggestiva, Disamparados (Spunta la luna dal monte) (di Bertoli-Marielli), realizzata e cantata insieme al gruppo sardo dei Tazenda, un’opera molto originale, con il testo in dialetto sardo e in lingua italiana, che ottiene un ottimo successo. L’album pubblicato dopo la manifestazione sanremese, intitolato Spunta la luna dal monte e i grandi successi (1991), raccoglie il meglio della sua produzione recente e ottiene il disco di platino. Decide così di riprovarci e nel 1992 Bertoli torna a Sanremo con Italia d’oro (di Bertoli-Negri), una canzone forte, provocatoria, nella quale denuncia con fermezza le sofferenze e le ingiustizie del nostro Paese.

Pubblica in seguito gli album Gli anni miei (1993), Una voce tra due fuochi (1995), Angoli di vita (1998) e 301 guerre fa (2002), in una coerenza di scrittura mai abbandonata durante la sua carriera e che ne fa un esponente di spicco del nostro cantautorato più impegnato.
Pierangelo ci lascia il 6 ottobre 2002, al Policlinico di Modena.

Fonte: nonsolosuoni