Il 10 di gennaio del 2010 Kristina Rady, 41 anni, si è suicidata. È triste dirlo, ma la notizia non avrebbe avuto il risalto che le è stato dato dalla stampa internazionale se la povera Rady non fosse stata l’ex moglie di Bertrand Cantat, leader e paroliere dei Noir Désir. I lettori vanno ghiotti di storie maledette e, questo tragico suicidio, aggiunge un nuovo, imperdibile capitolo a quella che vede come protagonista Cantat e come comprimari i Noir Désir. La storia del rock è piena di scandali e storie estreme come, per esempio, quella di Jim Morrison (a cui Cantat viene spesso paragonato) e dei Doors: fanno parte dei canoni di un genere che non potrebbe esistere altrimenti. La storia di Cantat non sembra fare eccezione.

Agli inizi della loro carriera i Noir Désir sono semplicemente uno dei tanti gruppi di rock alternativo francese. Loro però riscuotono un discreto successo tra gli estimatori della scena musicale underground francese. Nati negli anni 80 per iniziativa di Cantat e Serge Teyssot-Gay (all’epoca compagni di università), i Noir Désir si caratterizzano subito come gruppo contro: criticano la globalizzazione, il capitalismo, i mass media e girano la Francia e l’Europa con le loro canzoni di protesta. È dal vivo infatti che danno il meglio di se senza risparmiarsi. Durante un concerto a Besançon e il leader del gruppo esagera e viene colpito da una sincope che lo costringe ad interrompere il tour. Nel 1994 – a causa della affaticamento continuo e prolungato delle corde vocali – Cantat è costretto ad operarsi e a fermarsi nuovamente.

Negli anni a cavallo tra il 2001 e il 2003 conquistano il successo planetario grazie al singolo Le vent nous portera. La fortuna  si è accorta di loro, ma la maledizione che segue Cantat non sembra volerlo abbandonare. Il 27 luglio 2003, nel corso di un violento litigio, Bertrand colpisce più volte la compagna Marie Trintignant, sottovalutando le conseguenze del suo gesto. La mette a letto e la veglia fino al mattino dopo quando il coma è diventato ormai irreversibile. L’attrice muore per edema cerebrale il 1 agosto seguente. Accade tutto a Vilnius, in Lituania: la Francia e il mondo rimangono sconvolti e per Cantat si apre il baratro della galera. Lontano dal suo paese viene condannato dalla giustizia lituana, il 29 marzo 2004, a otto anni di prigione. Torna in Francia solo a settembre dello stesso anno nella prigione di Muret, nella Haute-Garonne vicino a Tolosa. Dopo aver tentato il suicidio nella prigione di Vilnius. A chiudere l’annus horribilis di Cantat, l’11 settembre 2003 la sua casa nelle Landes brucia completamente in un incendio le cui circostanze rimangono ancora da chiarire.

Nel 2007 esce dal carcere dopo aver scontato soli quattro degli otto anni a cui era stato condannato. Vuole ricominciare da capo, dal suo lavoro, dalla sua famiglia, dalla sua ex-moglie e dai suoi figli. Dedica gli anni seguenti alla sua scarcerazione a questo progetto di ricostruzione personale e sembra proprio mettersi seriamente d’impegno. Nel 2009 riunisce i Noir Désir e, insieme, cominciano la lavorazione del nuovo cd da pubblicare in autunno stavano lavorando a un nuovo cd. Poi, il 10 gennaio scorso, la ex-moglie del cantante Kristina Rady è stata trovata impiccata nella loro casa di Bordeau. Nella stanza accanto Bertrand dormiva. Il corpo della donna di origine ungherese, traduttrice, esperta di teatro, è stato ritrovato dal figlio dodicenne della coppia, rientrato in casa solo in tarda mattinata. Erano soli in casa Bertrand e Kristina. Non c’era nemmeno la loro seconda figlia di sette anni. Le circostanze sono indubbiamente singolari e Bertrand è stato immediatamente ascoltato dalla polizia che per il momento non ha preso nessun provvedimento.

Cosa resterà dei Noir Désir? La storia tragica di una band unica che da Bordeaux ha scalato le classifiche francesi? Un gruppo militante, capace di impegnarsi contro il Front National di Le Pen, passare a fianco dei No Global, e scrivere canzoni su come si vive nelle banlieue? Cantat ha un dono raro, sa cantare l’inquietudine della società contemporanea forse proprio perché la conosce bene. Nessuno, a questo punto, può prevedere quello che succederà a lui e alla band. Gli organi di informazione, che (soprattutto in Italia) sono bravissimi a inscenare processi mediatici, vorrebbero per lui e per i Noir Désir l’oblio. Ma è veramente la cosa giusta da fare? Per il momento si conclude così, con l’ennesima tragedia, la storia di Cantat e dei Noir Désir, una storia che lascia l’amaro in bocca e un numero infinito di interrogativi irrisolti.

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