Lo sciopero dei dipendenti di Liberazione arriva sull’onda lunga della polemica innescata da Grillo riguardante i finanziamenti pubblici ai quotidiani. Il quotidiano, organo ufficiale del Partito della Rifondazione Comunista, a quanto pare, è in pessime condizioni finanziarie e – grazie anche ai tagli dei finanziamenti pubblici allegramente operati da governo di centrodestra (stranamente in sintonia con le proteste dell’estrema sinistra…) – rischia di chiudere. I dipendenti – e naturalmente parliamo di giornalisti, poligrafici, grafici, impiegati amministrativi, ecc. – posti davanti alla minaccia reale della disoccupazione immediata sono scesi in sciopero e ringraziano quanti preferiscono riasparmiare i soldi pubblici (per destinarli a qualche bella speculazione) piuttosto che usarli per garantire la libertà di informazione nel paese. Il governo Berlusconi e felicissimo (un quotidiano comunista in meno…) e, supponiamo, saranno soddisfatti anche i grillini per aver sacrificato un quotidiano (per ora uno solo…) al dio spietato del libero mercato. Benché distanti dalle posizioni del Prc e di Liberazione, Medeaonline è solidale con i dipendenti di questo quotidiano e le loro famiglie. Per questo motivo e per dar voce alle loro rivendicazioni, pubblichiamo il comunicato stampa dei dipendenti di Liberazione.

Il quotidiano di domani (Ndr: venerdì 26 settembre) non sarà in edicola mentre i redattori organizzeranno a partire da mezzogiorno un presidio aperto alla stampa e a tutta la cittadinanza nella sede del giornale in viale del Policlinico 131 e davanti allo stesso edificio che ospita la direzione del Prc, azionista unico della società editrice Mrc. Da mesi la redazione attende di conoscere, come è suo preciso diritto contrattuale, la reale situazione finanziaria del giornale mentre impazzano le voci più disparate e mai smentite sul deficit di bilancio e incombe lo spettro ulteriore del taglio pesantissimo dei finanziamenti pubblici ai giornali di partito e cooperativi. Da mesi i lavoratori aspettano di conoscere le intenzioni dell’Editore sul futuro dell’impresa, sulla difesa di una voce quotidiana della sinistra e sulla sorte di sessanta posti di lavoro e dei molti collaboratori esterni non più retribuiti da diverso tempo. Nulla di tutto questo. E’ continuato invece un disastroso rimpallo fra tutti i soggetti responsabili: proprietà, società editrice, direzione. Ancora nelle ultime ore l’Editore ci ha negato qualunque informazione. I giornalisti denunciano il grave comportamento antisindacale. Il partito proprietario ha rinviato sine die le decisioni rimarcando al contempo la – difficilissima – situazione in cui versa il giornale. Peraltro il Comitato di redazione lo ha dovuto apprendere dalle agenzie di stampa. Mentre altri quotidiani colpiti dal taglio dei contributi finanziari si battono per cambiare la legge, la Mrc minaccia la crisi e sembra ormai attendere passiva gli esiti nefasti del provvedimento. Di fronte alle difficoltà oggettive e alle conseguenze di gravi errori gestionali, l’Editore e la Proprietà lasciano che il giornale vada alla deriva e sembrano puntare alla sua liquidazione, fuori da qualsiasi contrattazione sindacale. Si può spiegare solo in questo modo il fatto che sia stata ostinatamente negata l’apertura di un tavolo di trattativa. I giornalisti di Liberazione rinnovano l’appello a tutti i lettori, i colleghi, i sindacati, le associazioni e i movimenti per sostenere la duplice battaglia in difesa del pluralismo dell’informazione e dei posti di lavoro.

Di seguito pubblichiamo – tratti dal blog aperto dalla redazione di Liberazione per esprimere le proprie rivendicazioni – i commenti arrivati dalla platea illuminata di quegli italiani che hanno sentito il bisogno di spiegare, in 10 buoni motivi, perché è giusto che il quotidiano chiuda:
1)Finalmente chiudete. Così la smettete di riempire ogni giorno il giornale di froci e lesbiche
2)Compagni, è la fine. Ma forse deve finire per poter ricominciare. tutti al mareee tutti al mareee a mostrà le chiappe chiareeee
3) Ma cosa volete? Che i compagni si dissanguino per pagarvi gli stipendi? Cercatevi un lavoro vero.
4) annate a lavorà
5)Speriamo vi mandino tutti a casa, avete preso per il culo gli iscritti fino ad oggi ed ora fate le vittime. Sono fiero che il partito non dia soldi a gente come la Nocioni e Sansonetti. Le pagina del lavoro-economia (salvo alcuni interventi esterni alla redazione) sembra quella di novella 2000. Le pagina degli esteri superano da destra studio aperto ed esprimono una subalternità schiacciante al pd nelle questioni internazionali. La pagina della cultura è la pagina della cultura anticomunista, basta buttar merda sul movimento operaio e pubblicate tutto. Liberazione animale fa schifo. Papa razzin non fa ridere. La rubrica delle lettere è un esercizio strumentale di giustificazione dell’attuale linea editoriale (sansonetti pubblica solo le critiche che gli fanno comodo, quelle più pesanti e sconclusionate; quelle serie evita bene di metterle). La sezione del partito è dedicata esclusivamente alla costituente della sinistra e viene costantemente minimizzato il lavoro del partito, l’iniziativa del Brancaccio è stata sottovalutata ed equiparata a una conferenza di rifondazione per la sinistra. E’ stato utilizzato il giornale di partito per esprimere solidarietà alla franzoni (a quando un’apologia su Pinochet, Bokassa, Marcinkus e Charles Manson?) Sono stati utilizzati ampi stralci del giornale di partito per tifare Obama alle elezioni americane. Sono stati utilizzati più editoriali per spendere belle parole su Fini. E’ stato utilizzato il giornale di un partito comunista per dileggiare quello che sta facendo il movimento operaio internazionale in questo momento. Il giornale meriterebbe di esser chiuso e la colpa è vostra e di chi vi c’ha messo.
6)Per anni avete mangiato alle spalle del partito, ci avete fatto sorbire di tutto, cazzi eretti, articoli su articoli sulla sessualità e gli omosessuali che per leggerli bisognava essere laureati; articoli su cuba degni di libero o del giornale, editoriali del direttore in cui s’invita a boicottare la cina o in cui si dichiarava non comunista… La pacchia è finita
7) Sono un disoccupato della carta stampata, sono felice che possiate condividere il mio percorso lavorativo.
8) Liberazione? Carta straccia. Giornalisti di Liberazione? Straccioni.
9) w la fica
10) come godo a vedervi così!!! come godo. come godo. come godo. come godo. come godo. contorcetevi ora, da bravi.

Inutile qualsiasi commento.

[fonte:  http://liberaliberazione.splinder.com/]