Il progetto dell’unica mostra italiana dedicata a Ettore Sottsass stava già tutto in questa sua dichiarazione: «Io penso ad una mostra piccola ma molto emozionante; mi piacerebbe che uscissero piangendo, cioè con un’emozione. Vorrei che questa mostra fosse solamente solitudine e intensità».
Il difficile compito di passare dalla teoria alla pratica è toccato ad Alessio Bozzer, Beatrice Mascellani e Marco Minuz che – per conto dell’associazione culturale Terredarte e in collaborazione col comune di Trieste e la fondazione Cassa di Risparmio di Trieste – ha realizzato a Trieste una mostra dedicata a Sottsass dal titolo Vorrei sapere perché. Sarà aperta dal 6 dicembre al 2 marzo e, nelle intenzioni dei curatori, sarà emozionante, ma non proprio piccola. Sono previste infatti ben sette sezioni nello spazio dell’ex Pescheria.
«Ci proponiamo di affrontare la lettura della produzione artistica ed intellettuale del maestro – hanno dichiarato i curatori – in maniera assolutamente nuova, abbandonando l’approccio descrittivo e antologico per affrontare la produzione di Sottsass in una maniera più diretta e profonda, coinvolgendo la sua esperienza emozionale ed intellettuale, ponendo una forte attenzione agli stati intellettuali che sono alla base della ricerca di un oggetto o di una realizzazione».
Il titolo della mostra rimanda a una delle riflessioni di Sottsass a proposito dei templi indiani. Si tratta di una frase che esemplifica l’approccio alle cose del maestro: «Senza che io sappia cosa sono, le forme di pietra hanno il senso del sacro, sacro per sempre. Vorrei sapere perché».
Le molte esperienze di Sottsass vengono qui indagate sul filo di una essenziale raccolta di opere disposte in sette aree tematiche: disegno industriale (che ormai, arresi e stanchi, chiamiamo d’abitudine design), architettura, fotografia, gioiello, disegno, ceramica ed infine vetro. In questa ultima sezione rientrano le cosiddette delicatessen, come Gillo Dorfles le ha definite dopo aver visionato il progetto.
Nella selezione delle opere destinate all’esposizione sono state attuate delle scelte radicali, proprio per focalizzare l’attenzione sulla produzione di Sottsass che è riuscita maggiormente ed incarnare la sua sensibilità ed evocare i riferimenti progettuali ed umani del suo lavoro.
Il visitatore viene lasciato libero di costruirsi il proprio percorso, proprio per evitare gerarchie e classificazioni fra le esperienze esposte, stimolandolo a scoprire come sia la medesima sostanza e progettualità ad animare ogni creazione del maestro.
A connettere l’un l’altra le sette sezioni è la voce dello stesso Sottsass che accompagna il visitatore all’interno di ogni area, per raccontare e spiegare di volta in volta le ragioni del suo lavoro.
Le centotrenta opere selezionate, provenienti tutte da collezioni private italiane ed europee (alcuni pezzi saranno esposti per la prima volta al pubblico), non seguiranno un percorso cronologico per porsi invece come frammenti atti a ricostruire quella grande magia dell’opera che anima tutta la produzione di questo grande architetto e unico artista.
La sede della mostra, la città di Trieste – città sicuramente lontana da Milano, capitale del design e della progettazione –, aggiunge un ulteriore elemento di fascino al progetto: come lo stesso Ettore Sottsass, nato a Innsbruck nel 1917, Trieste incarna una duplice identità italiana e austriaca. È anche la città in cui ha vissuto il pittore Spazzapan, colui che negli anni trenta a Torino, ha insegnato ad Ettore Sottsass a dipingere e a cui è rimasto sempre profondamente legato.
La mostra su Ettore Sottsass completa il ciclo di grandi esposizioni che sono state dedicate negli ultimi anni al Maestro: al MART di Rovereto, Museo di Capodimonte di Napoli, MOCA Museo d’Arte Contemporanea di Los Angeles e il Design Museum di Londra.

[Vorrei sapere perché. Una mostra su Ettore Sottsass Trieste, Salone degli Incanti dell’ex Pescheria (Riva Nazario Sauro): 6 dicembre 2007 / 2 marzo 2008. Orario: 10.00 – 19.00, chiuso il martedì, 25 dicembre e 1 gennaio. Ingresso: intero 6 euro – ridotto 4 euro. Info: 040 3226862]