Dopo gli attentati di Parigi, la Francia risponde intensificando i raids aerei in Siria e facendo intervenire centinaia di teste di cuoio sul territorio nazionale. Quale atteggiamento tenere di fronte al terrorismo?

Siamo al bivio. Non possiamo più far finta di niente. L’Europa deve scegliere se intraprendere la strada di Ghandi o quella di Rambo. I tentennamenti non sono più possibili. Da un lato abbiamo la pace e la non violenza adoperate come armi; dall’altro l’intervento militare e la forza per riconquistare la pace.
È possibile far smettere i massacri di Daesh, Isis, Boko Haram, le chiese incendiate, le donne lapidate, le ragazze rapite e vendute come schiave, le teste tagliate, gli arsi vivi in una gabbia, il divieto alle ragazze di studiare, gli attentati in Occidente e nei Paesi arabi non allineati col terrorismo ecc… con la forza della pace? Con la non violenza? Alle donne è forse proibito di studiare per evitare che divengano pericolose? E ai prigionieri di guerra gli viene tagliata la testa per non farli scappare, o perché lo prevede la Convenzione di Ginevra? Oppure Daesh e gli altri gruppi terroristici uccidono civili inermi perché hanno paura di essere aggrediti? La realtà è che o chiudiamo gli occhi, seppelliamo i nostri morti e facciamo finta di niente, nella speranza che la violenza non ci travolga, oppure difendiamo la nostra pace, il nostro stile di vita, la giustizia. Decidere quale strada intraprendere è difficile e faticoso, ma una scelta va fatta.

Historia magistra vitae: Hitler…

Noi amiamo le storie e la Storia, ed è proprio guardando al nostro passato che vogliamo cercare una risposta. Molti storici concordano nel ritenere che il mondo abbia tentennato troppo nei confronti di Hitler. Ampi settori della politica inglese e statunitense lo apprezzavano per le sue posizioni anticomuniste e questo gli permise di proseguire la sua politica di riarmo e di ampliare i confini della Germania. Quando il 1° settembre del 1939 invase la Polonia, il mondo capì che aveva sbagliato e che non si poteva più temporeggiare. Tutti rimpiansero gli errori commessi e la tolleranza usata fino a quel momento. Intervenire prima avrebbe risparmiato milioni di vite e anni di guerra.

… e Annibale

L’altro parallelo che ci viene in mente è quello con Annibale che invade l’Italia e sconfigge e devasta l’esercito romano sul Trebbia, sul Trasimeno e a Canne. A Canne l’esercito romano fu annientato completamente e in quel momento sembrò impossibile sconfiggere le forze cartaginesi. Roma rimase frastornata in balia del suo nemico finché il comando non venne affidato a Scipione. Questo condottiero capì che per spuntarla non doveva affrontare direttamente Annibale, ma che doveva fiaccarne gli appoggi e gli approvvigionamenti. Così intraprese una campagna militare contro i possedimenti cartaginesi. A quel punto furono i cartaginesi a temere per le loro cose e per la loro incolumità. Il fronte pro Annibale cominciò a vacillare. Perché quando la guerra ce l’hai in casa è difficile conservare la stessa determinazione e ostinazione. Annibale venne richiamato in Africa per fronteggiare la minaccia rappresentata da Scipione, e a Zama fu definitivamente sconfitto dai romani. Probabilmente se Scipione non avesse diviso l’opinione pubblica cartaginese portando la guerra in casa loro non sarebbe riuscito a sconfiggere l’esercito di Annibale.

E noi?

Noi non scegliamo, fatelo voi. Ognuno secondo la propria sensibilità e convinzione. Ghandi o Rambo?