Mentre continuano le scosse di terremoto a L’Aquila e nelle zone limitrofe, il Dipartimento del sottosegretario Guido Bertolaso rende noto che sono 5000 le unità del Sistema Nazionale della Protezione Civile operative nelle zone colpite dal sisma. Di queste, oltre ai Vigili del Fuoco, 1300 appartengono alle Forze di Polizia, 800 alla Croce Rossa e 1000 sono i militari attivi sul territorio. Si attende l’arrivo di altri uomini delle Forze Armate e di nuovi volontari che si andranno ad aggiungere agli 800 già sul posto.

La Protezione civile assiste la popolazione sfollata e organizza gli spostamenti e la sistemazione nelle stanze. Sono 836, per un totale di 13.342 posti letto, gli alberghi messi a disposizione dagli albergatori per ospitare le persone rimaste senza casa in seguito al terremoto che ha colpito l’Abruzzo (per informazioni clicca qui).

Sono circa 200 le repliche delle scosse di assestamento, molte delle quali di piccola energia. Alcune di elevata intensità, come quella delle 18.40 della sera di ieri, magnitudo 4.1 della scala Richter. Lo ha detto il Presidente onorario della Commissione Grandi Rischi, Franco Barberi, nel corso di una conferenza stampa, che la Commissione ha tenuto nella caserma della Guardia di finanza di Coppito nei pressi dell’Aquila. L’ultima scossa registrata all’1:15 di oggi, con intensità di magnitudo 4.8 scala Richter, è stata una delle più forti dopo quelle della scorsa notte. I comuni di Pizzoli, Parete, Catipignano e Cagnano Amiterno sono le zone più prossime all’epicentro. Mezz’ora prima, alle 00:47, gli strumenti avevano registrato una scossa di magnitudo 3.6 scala Richter nei territori de L’Aquila, Collimenti, Villagrande e Scoppitto, preceduta da una alle 23.57 di magnitudo 3.8.

Prevedere un evento sismico è impossibile, è importante indicare la pericolosità di un’area geografica, e la zona colpita è ad alta pericolosità sismica, una delle più pericolose d’Italia.
“Difendersi dai terremoti – ha osservato Barberi – significa costruire gli edifici con criteri antisismici, che resistano alle scosse, intervenendo sugli edifici vecchi in modo da realizzare interventi strutturali che ne riducano la vulnerabilità”. La priorità di questi interventi va alle strutture pubbliche strategiche, ospedali, scuole, edifici del governo.
Il Dipartimento della Protezione civile ringrazia i cittadini per le numerosissime offerte di aiuto e assistenza sanitaria arrivate da associazioni e cittadini per telefono e per email. Ricordiamo che, per meglio coordinare i soccorsi, vengono accolte prioritariamente le proposte delle associazioni e non quelle dei singoli cittadini. Le offerte ricevute finora sono al vaglio dei servizi competenti.

Fonte: protezionecivile