L’Italia è un Paese incredibile, Anzi, incomprensibile. Sappiamo tutti che da noi la disoccupazione è inferiore alla media europea: 8,6% nel 2010 contro il 9,6% della Comunità Europea. Questo dato, largamente diffuso dai nostri politici e dai loro media, infonde un senso di fiducia nel futuro e nell’operato del governo.

Se, però, si considera l’occupazione, invece che la disoccupazione, improvvisamente siamo gli ultimi in Europa. Secondo i dati riportati dall’Istat e relativi al 2009, in Italia gli occupati sono il 57,5% della popolazione contro il 64,6% della media europea.

Come facciamo ad essere uno dei Paesi con meno disoccupati e al tempo stesso con meno occupati? Forse perché siamo più bravi a manipolare i dati statistici e a trovare soluzioni fantasiose.

Come si vede dalla formula riportata sotto, il tasso di disoccupazione prende in considerazione solo le persone in cerca di lavoro. In Italia, così, non vengono calcolati  né i cassaintegrati, né gli sconfitti, ossia coloro che ormai hanno rinunciato, o che si sono adattati a dei lavori in nero, sottopagati e senza diritti.

A migliorare il nostro tasso di disoccupazione contribuisce anche la sfiducia negli Uffici di Collocamento (o come si chiamano oggi Centri per l’Impiego). Molti non sono disoccupati semplicemente perché non iscritti nelle loro inutili liste.

E così grazie all’inefficienza e all’inefficacia di questi uffici i disoccupati spariscono come per magia.

Per finire vorrei proporre un piccolo sondaggio:

Chi conosce qualcuno che ha trovato lavoro grazie agli Uffici di Collocamento?

 

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