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speciale sessantotto

Easy Rider: we were born to be wild


Get your motor running
Head out on the highway
Lookin’ for adventure
In whatever comes our way Read More

Woodstock, tutta la verità sul leggendario festival

Il festival di Woodstock del 1969, nell’immaginario collettivo, è diventato quasi una figura archetipica. A quarant’anni di distanza questi tre giorni di musica, pace e amore sono ancora circondati da miti, leggende e dicerie di ogni genere. La verità è che, per qualche misterioso motivo, il festival è cominciato al momento giusto, ha segnato una svolta tra ciò che c’era prima e quello che ci sarebbe stato poi. Una festa liberatoria, la celebrazione pagana e profondamente spiriturale di una società che chiedeva cambiamenti radicali su tutti i fronti. Il mondo che volevano i ragazzi di Woodstock, come ben sappiamo, non si sarebbe mai neppure minimamente realizzato e – per molti meschini motivi – il mito sarebbe stato ribaltato dai suoi detrattori, da quanto (allora come ora) temono il cambiamento, la diversità e tutto quello che non rientra in rigidi e paludati schemi di ordine e disciplina. Read More

Vuoi essere giudicato?

Presentiamo di seguito il testo del Sogno Numero Due, tratto dall’album di Fabrizio De André Storia di un impiegato (1973). Un testo forte, sconcertante, contradditorio, che riflette sul tema del potere e del diritto, fondamentale nel movimento sessantottino. Un testo (di scottante attualità anche oggi) in cui il protagonista dell’album, l’impiegato, divenuto bombarolo – colui cioé che rifiuta il sistema e vuole annientarlo – si ritrova, in uno stato confuso tra il sogno e la realtà, a contatto con la legge, il diritto, il sistema: il giudice. Ed è il giudice a parlare. L’imputato, l’impiegato, ascolta.

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C'era una volta il 68, ovvero "La storia di un impiegato"

By  •  Indice, Arte

La chiamavano musica “impegnata”, musica “di protesta”, musica “rivoluzionaria”. Era la musica dei cantautori, che ha accompagnato la cultura italiana durante tutti gli anni del movimento contestario, sessantottino. I cantautori: personaggi spesso ossannati, spesso discussi, criticati, che hanno contribuito a formare la coscienza delle generazione del ’68. Per addentrarci nello spirito di quegli anni, vi presentiamo un’opera musicale del 1973: Storia di un impiegato, il sesto album registrato da Fabrizio De André. Un invito per chi, magari essendo troppo giovane, non ha ancora scoperto un’opera incisiva, geniale del grande cantautore genovese. I testi sono di Fabrizio De André e Giuseppe Bentivoglio, le musiche di Fabrizio De André e Nicola Piovani

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Il 68 secondo Fabrizio De André
8 anni ago

Il 68 secondo Fabrizio De André

Il ’68 io l’ho vissuto a contatto con questi gruppi di estrema sinistra, partecipando al tentativo di rinnovamento; non li ho seguiti, perché di solito un artista, indipendentemente dall’ideologia, è …
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1968-2008: Siate realisti, esigete l'impossibile!

Chiudiamo con questo articolo lo speciale sul Sessantotto che ci ha accompagnato durante i mesi di Giugno e Luglio. Lo speciale, a dire il vero, sarà sempre consultabile nella sezione Categorie a destra del vostro schermo, come tutti gli speciali che medeaonline affronterà. Ci riservermo poi di aggiungere ulteriori approfondimenti durante il corso del 2008, dato l’importanza, a nostro parere, dell’anniversario. Un quarantennale che cade in un momento in cui il mondo sta subendo una svolta generale, e l’Italia con lui (… e in modo molto più marcato e violento di altri paesi). Una svolta segnata dalla redistribuzione del potere ( a favore di nuovi stati come la Cina e a sfavore degli stati occidentali tradizionali – come l’Italia appunto-, o a favore dei nuovi ricchi e a sfavore del ceto medio). Una svolta segnata dall’americanizzazione delle società, elemento che porta con sé una progressiva diminuizione dei diritti civili a favore delle libertà del mercato. In definitiva: potere e denaro (inteso come artefice di possibilità e quindi ancora di potere), valori (o disvalori) contro cui il movimento sessantottino si era opposto, sostituendoli con altri: la partecipazione, la reponsabilizzazione, la condivisione, il dialogo.

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1968-1978 : bilancio di un decennio rivoluzionario

Vi proponiamo un’ultima riflessione sul decennio 1968-1978, tratta da un articolo di Enzo Peserico, una sorta di bilancio sul movimento sessantottino, un’analisi degli ultimi momenti dell’epoca della contestazione.

1968 – 1978: una Rivoluzione culturale

«Avevo vent’anni e non permetterò a nessuno di dire che questa è l’età più bella della vita»: è l’epitaffio — una frase di Paul Nizan — che Marco Riva, ventunenne redattore del Quotidiano dei lavoratori, chiede per sé nella lettera scritta ai familiari prima di suicidarsi all’interno della propria auto, l’8 gennaio 1971. Il tragico gesto di Marco Riva si sarebbe drammaticamente ripnodotto e diffuso neghi anni seguenti, insieme al crescere esponenziale dei morti per eroina: ma, nel 1971, rappresentava in Italia una funesta anticipazione della drammatica conclusione dell’utopia perseguita da una generazione, simbolicamente datata 1977.

Gli storici che più attentamente hanno analizzato ih fenomeno del Sessantotto in Occidente lo hanno definito una Rivoluzione culturale, che inizia nella seconda metà degli anni 1950 del XX secolo, ha nel 1968 la sua esplosione e si stabilizza negli anni seguenti, consolidando un rapido cambiamento nei valori di riferimento, nei modi di vivere e quindi nelle leggi. Read More

Tre film per il 68: The Dreamers di Bernardo Bertolucci

Primavera del 1968. Mentre i genitori sono in vacanza, Isabelle e suo fratello Theo invitano Matthew, un giovane americano appena conosciuto, a casa loro. Durante la convivenza, i tre ragazzi sperimentano un codice di comportamento e esplorano le proprie emozioni e pulsioni erotiche. Un film d’impatto, contradditorio, che parla del sessantotto in maniera inedita, analizzando soprattutto la cosidetta liberazione sessuale. Una pellicola del 2003 su cu si é molto discusso.

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