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La speranza di un dopo Berlusconi
6 anni ago

La speranza di un dopo Berlusconi

Un nuovo declassamento per i conti italiani: dopo S&P’s, è il turno di Moody’s e Fitch. Ancora una volta, le famigerate agenzie di rating formalizzano la sfiducia dei mercati nei confronti dell’Italia e delle sue capacità di ripagare il proprio debito. La situazione finanziaria si aggrava ed è ormai evidente quanto il destino dell’eurozona tutta sia legato con doppio filo alle capacità di solvenza nazionale. Alla notizia, il Presidente del Consiglio Berlusconi si è ostinato ad affermare che il declassamento «non cambia nulla».  Eppure è compito della politica, di quella “buona politica” di cui ci raccontano i filosofi e per cui i manuali universitari spendono parole e tabelle, prendere coscienza delle condizioni in cui il Paese, l’Europa e i mercati globali si trovano, e agire di conseguenza. Anche attraverso misure drastiche o impopolari: ciò che deve essere chiarito ai cittadini cui si chiedono sacrifici sempre più gravosi, è la nobiltà (o almeno l’utilità) dello scopo da perseguire. Una classe dirigente come la nostra, confusa, preda di lotte intestine per la leadership e la conservazione della carica, autoreferenziale e populista, ha perso di vista questa necessaria correlazione tra gioco e candela. Semplice ma legittima valutazione popolare: deve valerne la pena. Read More

Presidente Napolitano, questa volta ha sbagliato

Chi ci segue sa quanta importanza diamo alla figura del presidente della Repubblica e quanta stima e fiducia riponiamo in Giorgio Napolitano. In passato si è dimostrato una persona equilibrata e saggia, capace di distinguere il bene comune dagli interessi individuali (anche forti e apertamente ostili a lui e alle istituzioni repubblicane), forte abbastanza da intervenire personalmente quando le circostanze lo richiedevano.
Il suo compito è quello di vigilare sulla nostra Costituzione e sulla Repubblica, il nostro come cittadini liberi è quello di elogiare i suoi successi e fargli notare gli errori ma, sulla questione dell’intervento militare italiano in Libia, noi riteniamo che il presidente della Repubblica abbia sbagliato.

A nostro avviso è stato un gravissimo errore da parte di Napolitano intervenire, dopo il vertice Berlusconi-Sarkozy per dichiarare che: «Nel ricordo delle lotte di liberazione e del 25 aprile in particolare noi italiani sentiamo di non poter restare indifferenti di fronte al rischio che vengano brutalmente soffocati movimenti comunque caratterizzati da una profonda carica liberatoria. Non potevamo rimanere indifferenti alla sanguinaria reazione del colonnello Gheddafi in Libia. Di qui l’adesione dell’Italia al giudizio e alle indicazioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e quindi al piano di interventi della coalizione postasi sotto la guida della Nato». Read More

«In casa mia entrano soltanto persone per bene»

 

  • Silvio Forever di Roberto Faenza – nei migliori cinema

 

Libia: la guerra alla porte

In Libia è scoppiata la guerra civile e questo, per noi italiani, significa una cosa molto precisa: abbiamo la guerra alle porte di casa. Non succedeva una cosa simile dai tempi della guerra nei Balcani e capita proprio in uno dei periodi più difficili e controversi della Nazione. Come sappiamo la maggioranza di Governo è stretta attorno al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (che molti – l’Ue in primis – hanno accusato di aver taciuto troppo a lungo, per motivi puramente economici, i crimini del regime di Gheddafi e di essersi schierato troppo tardi – quando non si poteva fare altrimenti – contro di lui), l’opposizione – divisa e confusa come non mai – si preoccupa di trovare la quadratura del cerchio che permetta, in un’ipotetica elezione, di mandare a casa Berlusconi. Nel frattempo in Libia l’aeronautica militare si alza in volo per bombardare dei civili che manifestano contro Gheddafi. Read More

Cronache dal paese dei balocchi

Le ultime notizie dal paese dei balocchi sono piuttosto preoccupanti. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, asserragliato nel suo bunker sotterraneo (nome in codice “la discoteca del bunga bunga”) ad Arcore, manda video messaggi a chiunque per ribadire la propria innocenza e per denunciare il complotto che, da tempo, lo vede vittima. Le sue presunte concubine rilasciano interviste come star del cinema davanti al famigerato condominio dell’Olgettina: una specie di deposito in cui – a quanto dicono i pm sovversivi di Milano – Berlusconi alloggiava le sue “amiche”. Però in tribunale a difendere la propria dignità da queste ingiuste accuse Silvio Berlusconi non ci vuole andare. Perché? Dai, è sempre la stessa storia: il complotto delle toghe rosse con la complicità dei comunisti, ecc, ecc. Read More

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