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I volti e gli specchi di Lavinia Fontana

Scriveva Torquato Tasso, nel Discorso della virtù femminile e donnesca, che le donne di elevato sentire (quelle, diceva Dante, che sono veramente donne, «e non pure femine»), possono essere «vaghe …
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L’uomo di Leonardo diventa “Perfecto e Virtuale
3 anni ago

L’uomo di Leonardo diventa “Perfecto e Virtuale

L’Uomo di Leonardo in 3D si presenta muscoloso, dal volto maschio e deciso, un vero macho, si direbbe con i parametri di oggi. A dare, per la prima volta, fattezze …
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Firenze 1400, la primavera del Rinascimento

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Anche chi è abituato a passare a fianco del Louvre con noncuranza, nel percorso che ogni giorno lo porta da casa al lavoro, non può che pensare con rispetto e …
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I Cavalieri dell’Imperatore conquistano il Castello del Buonconsiglio

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Dal 23 giugno al 18 novembre 2012 l’arte della guerra è protagonista al Castello del Buonconsiglio e a Castel Beseno con una magnifica mostra dedicata alle armi rinascimentali intitolata “I …
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Roma Caput Mundi: il Rinascimento nel segno di Michelangelo e Raffaello

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C’erano la povertà, le carestie e le pestilenze. C’era la Riforma luterana e il sangue delle guerre. Ci fu l’invasione dei Lanzichenecchi. Eppure, nel ‘500, Roma, almeno dal punto di vista culturale e artistico, poteva considerarsi come il centro di riferimento di tutta l’Europa. Era la città del Rinascimento, e sotto la guida di papi illuminati e lungimiranti, mèta di artisti provenienti da ogni parte della penisola e del continente. Basti pensare a  Michelangelo, ad esempio, che lavorava alla Sistina, e Raffaello che dipingeva invece le stanze di Giulio II in Vaticano e la Loggia di Amore e Psiche a Villa Farnesina per il ricchissimo Agostino Chigi.  E solo per citare i maestri più grandi, perché accanto a loro, poi, gravitava un intero universo di botteghe e allievi che avrebbe fatto di Roma, nel giro di poco tempo, la città dei Papi.

Di questo clima esuberante e fecondo si fa portavoce, fino al 12 gennaio 2012, la mostra organizzata dalla Fondazione Roma “Il Rinascimento a Roma nel segno di Michelangelo e Raffaello”, attraverso circa 180 opere che includono non solo sculture e dipinti, ma anche medaglie, disegni, incisioni e preziosi oggetti d’arredo che provengono da importanti musei italiani e internazionali come il Bargello e gli Uffizi di Firenze o l’Hermitage di San Pietrogurgo e l’Albertina di Vienna.  La retrospettiva, curata da Marco Bussagli e Maria Grazia Bernardini, vuole illustrare sia gli aspetti artistici e architettonici che quelli urbanistici registratisi a Roma a partire dall’alto Rinascimento, sotto Giulio II e Leone X Medici fino all’arte dei decenni successivi, con la morte del grande Michelangelo (1564) e gli anni della Controriforma, facendo luce su uno dei periodi più felici della storia dell’arte. Eppure, nonostante il ricco comitato scientifico (che vede, fra gli altri, Cristina Acidini, Silvia Danesi Squarzina, Anna Lo Bianco, Antonio Paolucci, Vittorio Sgarbi, Rossella Vodret), l’obiettivo non sembra pienamente centrato e il visitatore si muove, tra ritratti e piante, quasi spaesato in un percorso dal tema senza dubbio accattivante. Read More

Alle origine della scultura rinascimentale: Palazzo Venezia svela i tesori dei papi

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A Roma, dal 15 giugno al 5 settembre 2010, a Palazzo Venezia sarà allestita la mostra “La forma del Rinascimento: Donatello, Andrea Bigno, Michelangelo e la scultura a Roma nel Quattrocento”.

La mostra, organizzata dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma, diretta da Rossella Vodret, dal Comitato Nazionale Andrea Bregno e con la collaborazione della Fabbrica di San Pietro, curata da Claudio Crescentini e Claudio Strinati, è un evento unico nel suo genere, incentrato sulla scultura del Rinascimento a Roma, uno dei linguaggi artistici ancora poco frequentati dal grande pubblico e  indagato mediante l’attività di tre grandi artisti del periodo: Donatello, Andrea Bregno, Michelangelo. Read More

L’enigma di Giorgione svelato a Castelfranco Veneto

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A 500 anni dalla morte di Giorgione, un grande evento celebra il genio e la grandezza di un artista che ha dato vita ad opere simbolo del Rinascimento italiano. Castelfranco Veneto mette in cantiere, insieme alla Regione del Veneto e alla Provincia di Treviso un progetto ambizioso e articolato. Le celebrazioni hanno preso il via a maggio 2009 con l’inaugurazione del Museo Casa Giorgione, dove la figura enigmatica dell’artista e il suo contesto culturale si materializzano attraverso opere, ambienti e ricostruzioni architettoniche.

La Pala del Duomo e il Fregio delle arti liberali e meccaniche sono il più grande patrimonio cittadino, protagonisti dell’allestimento museale assieme alla Casa del ‘400, sede della collezione, che ha ospitato il Maestro al lavoro. Momento apicale del progetto celebrativo è la straordinaria esposizione allestita da dicembre 2009 fino all’11 aprile 2010.

Nella città natale di Giorgione si riuniscono, per la prima volta il genio, la grandezza e il fascino delle opere giovanili del Maestro. Un excursus originale e inedito per ammirare i capolavori del primo periodo di Giorgione insieme a quelli dei grandi artisti con cui si rapportò durante la sua breve esistenza: da Giovanni Bellini a Lorenzo Costa, da Carpaccio a Perugino, da Sebastiano del Piombo a Palma il Vecchio, fino a Leonardo, Raffaello e Tiziano. Read More

Inganni ad arte. A Firenze la storia del trompe-l’oeil

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Fino al 24 gennaio 2010 Palazzo Strozzi a Firenze ospita la mostra “Inganni ad arte. Meraviglie del trompe-l’oeil dall’antichità al contemporaneo”, curata da Annamaria Giusti. Dagli affreschi dell’antichità greco-romana attraverso capolavori dell’arte moderna europea fino ai giorni nostri, centinaia di opere provenienti da musei e collezioni private italiani ed esteri, raccontano l’intrigante e spettacolare storia del trompe-l’œil.
Il tema dell’inganno, dell’eterna sfida fra la realtà e la sua simulazione è presentato non solo nell’ambito della pittura, ma nella trasversalità che di fatto ha caratterizzato la sua diffusa fortuna nel percorso dell’arte europea: tarsie lignee che aprono immaginarie finestre su vedute urbane; piani di tavolo che invitano ad afferrare oggetti ingannevolmente prensili; vasellami travestiti in forme animali e vegetali; sculture policrome che con materie di antica tradizione o con le moderne resine “danno vita” a cloni sottilmente inquietanti.

La mostra abbraccia l’intero arco cronologico del trompe-l’œil, riunendo un’antologia di esempi rappresentativi dei suoi diversi aspetti. Pitture parietali d’epoca romana illustrano i motivi dell’antichità classica che per prima ha spinto la “verosimiglianza” fino all’illusionismo. Read More

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