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La falsa soluzione dell’articolo 18

Si era sempre pensato che le cause che impedissero all’Italia di attirare gli investimenti stranieri fossero: corruzione, ritardo endemico e cronico del sistema produttivo, lentezza esasperante dei processi civili, criminalità …
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Articolo 18, storia di un capro espiatorio
6 anni ago

Articolo 18, storia di un capro espiatorio

Leggendo i giornali, e ascoltando quanto dicono molti nostri politici e imprenditori, sembra che tutti i mali del mondo del lavoro italiano siano riconducibili ad un unico “mostro”: l’articolo 18. Di fatto, la Legge 20 maggio 1970, n. 300, della quale l’articolo 18 fa parte, non è altro che lo Statuto dei Lavoratori. L’articolo in questione, accusato di frenare l’occupazione e di difendere i fannulloni, si limita a disciplinare il reintegro del lavoratore qualora fosse stato licenziato senza una giusta causa. Attraverso questo articolo, non si difendono i lavativi, ma si tutelano i lavoratori dagli abusi degli imprenditori. Infatti, è grazie all’articolo 18 se le donne che rimangono incinte, o che devono assentarsi dal lavoro per accudire ai figli, non vengono licenziate all’istante. Ed è sempre grazie al medesimo articolo se non si può licenziare per motivi religiosi o razziali. O se le lavoratrici possono opporsi alle molestie di qualche capo troppo “appiccicoso” senza rischiare il licenziamento. Read More

Non è un paese per giovani: ritratto dell’Italia degli anni 2000

In libreria c’è un libriccino che ogni trentenne dovrebbe leggere e tenere in tasca. Si intitola Non è un paese per giovani (Marsilio, collana I Grilli), sottotitolo «L’anomalia italiana: una generazione senza voce». Gli autori sono Alessandro Rosina, 40 anni, docente di Demografia all’università Cattolica di Milano e collaboratore del sito Lavoce.info e la giornalista trentaquattrenne Elisabetta Ambrosi. Il libro si basa sui risultati di una ricerca realizzata da Rosina ed è una sorta di impietosa, lucida, acuta fotografia della generazione dei trentenni di oggi, che vivono compressi da una sorta di «tappo» che impedisce loro di emergere, prendere il volo e raggiungere posizioni di comando e autonomia. Read More

Scenari di rivolta: il futuro dell’Italia?

Da anni denunciamo da questo sito il dramma, vissuto da milioni di giovani italiani, del lavoro a tempo determinato, mal retribuito e privato di qualsiasi diritto sindacale.  Non siamo mai stati soli in questa battaglia, diversi economisti e intellettuali molto più titolati di noi ci hanno preceduto o seguito, ma non è servito assolutamente a nulla.  Il mercato del lavoro ai giovani italiani offre due scelte: essere sfruttati e sottopagati o emigrare. Nelle scorse settimane, anche il ministro dell’Economia Tremonti ha dichiarato di non credere che “la mobilità sia di per sè un valore. Per una struttura sociale come la nostra, il posto fisso è la base su cui costruire una famiglia. La stabilità del lavoro è alla base della stabilità sociale”. In parlamento però le priorità da discutere sono altre e riguardano quasi tutte gli interessi del Presidente del Consiglio. Qualsiasi proposta (perlopiù, va detto a onor del vero, provenienti dal Partito Democratico) per sanare questa situazione insostenibile finisce nel dimenticatoio e scompare dall’orizzonte degli argomenti da trattare e su cui è necessario legiferare. Dove porterà questa condotta è facile immaginarlo: allo scontro sociale. Read More

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