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Non di sola precisione vivranno gli svizzeri
2 anni ago

Non di sola precisione vivranno gli svizzeri

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Forse qualcuno dei nostri lettori si sarà domandato perché Medea non è stato aggiornato per settimane e, in alcuni momenti, non è stato nemmeno raggiungibile. A loro dobbiamo una spiegazione …
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Uno per tutti, Medea diventa responsive

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È una delle novità del nuovo corso, tecnicamente si chiama “responsive design”, praticamente significa che il sito è stato ridisegnato e riprogettato per diventare pratico da consultare su qualsiasi dispositivo …
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Lo sguardo largo di Medeaonline
5 anni ago

Lo sguardo largo di Medeaonline

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Figli miei, eccomi qua. Ogni tanto mi faccio sentire e se lo faccio, lo sapete, è perché sono arrabbiata o per le grandi occasioni. Non preoccupatevi, questa è una grande …
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Dalla tragedia greca alla passione cristiana: Medea, Grande Madre dolorosa
5 anni ago

Dalla tragedia greca alla passione cristiana: Medea, Grande Madre dolorosa

Il Cardinale Roberto Bellarmino (figura certo non priva di sfumature, chiaroscuri e risvolti ancóra da indagare, ma pur sempre il Grande Inquisitore, il «martello degli eretici»), nel De scriptoribus ecclesiasticis, rifiutava scandalizzato l’attribuzione (oggi ritenuta valida per ragioni sia linguistico-filologiche che storiche) a San Gregorio Nazianzeno del Christòs Pàschon, La Passione di Cristo, tragedia greca dei primi secoli del cristianesimo, esempio paradigmatico, e ancora largamente misconosciuto, di tragedia cristiana, oltre che archetipo di una solenne e struggente tradizione iconografica, quella del Cristo sofferente.

In particolare, ad urtare la severa coscienza morale di Bellarmino (anch’egli poi santificato) era l’eiulatus Matris Christi, il lamento, dolente, dilaniato, umanissimo, della mater dolorosa, umanamente e profondamente donna e madre, oltre, e forse prima ancora, che strumento di un superiore disegno (eppure, proprio quel lamento acuto e inconsolabile, quella voce lacerata, strappata, come incisa e ferita dal diamante indefettibile della sacralità e del destino, avrebbe direttamente o indirettamente ispirato pagine altissime, dai contàci di Romano il Mélode allo Stabat Mater fino alle laude drammatiche e alle sacre rappresentazioni del Medioevo).

L’autore del Christus Patiens riecheggia e riplasma, in chiave cristiana, più che ricalcarli passivamente (onde è certo riduttivo considerare la tragedia come un semplice “centone”), stilemi, espressioni e concetti chiave della tragedia greca. Accade allora che Cristo, vittima innocente di un potere malvagio e dispotico e di un vile tradimento, ricordi Filottete, Ippolito, Prometeo, puniti proprio per la loro lealtà, la loro castità, o il loro troppo amore dell’uomo, come nel caso di Prometeo (inchiodato alla rupe come Cristo alla croce, figura divina proprio in quanto demònica, sospesa e divisa fra umanità e divinità, fra terra e cielo, pragmaticità delle téchnai e universalità del messaggio etico). Read More

Si riinizia!
5 anni ago

Si riinizia!

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Figli miei,

medeaonline riinizia la programmazione per l’anno 2012-2013. Dalla settimana del 10 settembre, il sito di cui ho l’onore d’essere la direttrice (e ci mancherebbe altro…), vi terrà al …
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Buon compleanno Medea!

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Cinque anni fa Internet in Italia era molto diversa da com’è oggi: pagava ancora le colpe della net economy ed era considerata dai più come una collezione di “siti vetrina” allestiti e smontati molto raramente. Il primo Medeaonline (o, più semplicemente, Medea per gli amici) era proprio questo: un modestissimo sito creato e gestito, in maniera molto artigianale e rocambolesca, dai suoi due fondatori. Questi due sventurati – Paolo Magri e il sottoscritto –  non avevano per nulla le idee chiare su quello che doveva diventare Medeaonline.

Paolo, animato da una grande passione per il giornalismo e l’arte, correva a destra e a manca per seguire gli artisti più incredibili (e improbabili) e recensire mostre di ogni genere: voleva che Medea fosse il suo taccuino d’appunti d’arte e, in molti casi, è stato così. Io, molto più immodestamente, sentivo che in Italia andava formandosi un vuoto di informazione e soprattutto di riflessione su moltissimi argomenti importanti e – nella mia folle ambizione – speravo di colmarlo con un sito Internet. Eravamo più giovani e più ingenui e, tutto sommato, dalla nostra parte avevamo solo una dote di scarsissimo valore: la sincerità. Ora, con cinque anni in più sul groppone, speriamo che il tempo ci abbia insegnato a essere un po’ più “uomini di mondo”. Ma con la pecca più grossa che un “uomo di mondo” possa avere mantenuto dalla sua giovinezza: la sincerità.

Sono molto felice di inaugurare, con questo articolo, una serie di pezzi dedicati a Medea che ci accompagneranno per una decina di giorni: il magazine compie cinque anni ed è arrivato il momento di festeggiare! Tanto più che ora non siamo più soli! Read More

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