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mary shelley

Grazie a Medea, Carmilla tornò a vivere

Nelle nostre campagne molto tempo fa – quando l’energia elettrica era un sogno lontano e molte macchine (quando c’erano) avevano ancora un’anima al vapore – la sera, dopo aver consumato un pasto frugale e spesso insufficiente, ci si riuniva attorno a un fuoco ad ascoltare le storie raccontate dai vecchi. Il repertorio non doveva essere molto vasto, ma le variazioni erano infinite, continue e dipendevano da moltissimi fattori: dal carattere del narratore, dalle condizioni climatiche, dall’atmosfera della serata, dalle persone presenti e da quelle assenti. Ognuno contribuiva a modo suo facendo domande, aggiungendo parti, contestando sviluppi non graditi, deviando il corso delle storie e, a volte, stravolgendole: era un passatempo molto utile e sano di cui potevano beneficiare tutti i presenti senza distinzione di età, sesso, cultura o ricchezza. Tutto questo in barba alle leggi sul copyright. Read More

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