Image

mafia

L’esempio dei giusti. In memoria di Giovanni Falcone

By  •  Indice

Era il 23 maggio 1992. Stava tornando, come era solito fare nei fine settimana, da Roma. Il jet di servizio partito dall’aeroporto di Ciampino intorno alle 16:45 arriva a Punta …
Read More

L’esempio dei giusti. In memoria di Paolo Borsellino

 L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, …
Read More

Un viaggio in Cina: il mafioso
4 anni ago

Un viaggio in Cina: il mafioso

By  •  Indice

Cina antica, Cina moderna due realtà parallele che scorrono su binari diversi ma anche strettamente legati fra loro. Nel cuore di Pechino vecchia c’è odore di carne speziata e bollita …
Read More

Quando lo stato non c’è. Il lavoro di Medici Senza Frontiere nel Sud Italia

Condizioni di vita inaccettabili per un Paese civile, mancanza di qualsiasi forma di assistenza o tutela, esposizione a maltrattamenti e soprusi, condizioni di salute a dir poco precarie. È questo il quadro che emerge dal rapporto redatto da Medici Senza Frontiere sui lavoratori stranieri stagionali. Un esercito di uomini (e in alcuni casi anche di donne) giovani, scappati da guerre, persecuzioni e miseria e arrivati in Italia alla ricerca di una vita più dignitosa.
Questi lavoratori sono sempre più indispensabili per l’agricoltura italiana, eppure restano “invisibili”, ignorati e privati dei diritti più essenziali, in una sorta di ipocrisia collettiva che coinvolge il Governo, gli enti locali, le associazioni di produttori, i sindacato, le ASL, gli enti di tutela fino ad arrivare ai consumatori che acquistano primizie ed ortaggi probabilmente ignari dei gravi soprusi e violazioni della legge che stanno dietro alla loro raccolta. Read More

Buon anno a Roberto Saviano, auguri all’Italia che resiste

Caro Roberto,

auguri di buon anno. Non è nostra abitudine scrivere lettere di augurio ma quest’anno abbiamo sentito il bisogno di farlo. Perché? Non c’è un vero e proprio motivo né un fatto eclatante che ci ha spinto a scriverti ma un sedimentare di avvenimenti che da anni, forse decenni, ci hanno portato a vivere in un paese che non riconosciamo più o quasi ma da cui, ci auguriamo, possiamo attenderci una riscossa. Perché scrivere proprio a te? La risposta è semplice: perché siamo coetanei.

Chi scrive è nato nel tuo stesso anno, nel 1979, ormai trent’anni fa, in un’Italia diversa, verrebbe da dire eroica; un paese di fabbriche che producevano a pieno ritmo, esportando un modello di vita efficace e raffinato, un paese fatto di lotte per i diritti civili, aperitivi in piazza, solidarietà tra le famiglie. Un paese fatto di cultura, tanta cultura: i nostri teatri ospitavano opere di altissima qualità, i nostri scrittori esportavano in tutto il mondo (Moravia, Calvino, Eco, solo alcuni dei nomi sacri del Novecento), il nostro cinema mostrava una provincia che parlava universale e universalmente era riconosciuta. Insomma, un paese vivo e attivo costituito di gente intelligente e creativa. Read More

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies | Continuando la lettura di questo sito acconsenti all'utilizzo dei cookie more information | più informazioni

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close | Chiudi