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Letizia Moratti

Le quattordici giornate di Milano

I milanesi hanno uno strano rapporto con la loro città; i più la odiano, la considerano una mamma severa, parsimoniosa di attenzioni, che ti raddrizza a schiaffoni e occhiatacce, e non te ne fa passare una. Di Milano, come di mamma, però ce n’è una sola e, sotto sotto, i milanesi l’amano più di ogni altra cosa perché sanno che è importante ed è unica tra tutte le città d’Italia e del mondo.
Un tempo si diceva fosse la capitale morale del Paese. Era una gran balla retorica: a Milano c’è tanta immoralità da fare spavento a qualsiasi altro borgo della nostra tormentata penisola. Però a Milano c’è qualcosa che, forse, altrove non c’è: la misura. Il milanese è abituato a sopportare forse perché viene educato alla sopportazione, o forse perché si ritiene così superiore a tutti che, per dimostrarlo, è anche disposto a sacrificarsi. E dio solo sa che di sacrifici, la città e i suoi cittadini, ne hanno fatti tanti in questi ultimi anni di amministrazione di centrodestra. Ma, nonostante tutto, Milano non è colata a picco solo ed esclusivamente grazie agli sforzi dei propri cittadini che sanno fare una sola cosa, ma la sanno fare meglio di tutti: lavorare sodo e a testa bassa. Read More