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Romanzi di formazione 1 – Narciso e Boccadoro

Cominciamo con questo articolo una serie, che speriamo lunga, dedicata a una categoria particolare di libri: quelli che vi hanno formato come persone. Ognuno di noi ha incontrato, nella propria vita, uno di questi libri magici che, in qualche modo, ha segnato il suo destino e ha contribuito a renderlo la persona che è diventato. Vi chiediamo di contribuire a questa rubrica dedicando qualche riga al vostro “romanzo di formazione”. Vi diamo l’occasione di consigliare a tutti il libro (o i libri) per voi più importante. Inviate i vostri contributi via e-mail alla redazione: redazione@medeaonline.net.

Hermann Hesse scrisse Narciso e Boccadoro negli stessi anni in cui Nietzsche poneva l’accento sulla crisi di valori in cui l’umanità è caduta irrimediabilmente.  Nelle sue pagine vengono descritti minuziosamente i tratti dei due protagonisti che, senza mai sciogliere le redini della loro amicizia, si rincorrono con forza e dedizione attraversando ogni artificio mondano e spirituale. Narciso (giovane monaco) rappresenta la ragione, nel romanzo appare statico: non cresce, non muore, non parte, non arriva. Egli vive nel convento, lì lo troviamo e lì lo lasciamo intravedendo a malapena i caratteri della vecchiaia. Il tempo invece per  Boccadoro (artista)  scorre impazientemente, il ragazzo, al contrario di Narciso, non ha una metà, perché ogni luogo dove approda ed ogni donna che conosce rappresentano la patria che da sempre lo attende e lo desidera. Read More

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