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giuseppe verdi

Scolpire gli eroi che fecero l’Italia

By  •  Indice, Arte

«Un popolo che ha grandi monumenti onde inspirarsi non morirà del tutto, e moribondo sorgerà a vita più colma e vigorosa che mai». L’affermazione di Ippolito Nievo apre la grande mostra Scolpire gli Eroi. La scultura al servizio della memoria” allestita a Padova, dal 21 aprile al 26 giugno, in Palazzo della Ragione e promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Unità Tecnica di Missione per le celebrazioni del Centocinquantenario e dal Comune di Padova, a cura di Cristina Beltrami e Giovanni Carlo Federico Villa.

Già la sede, il Palazzo della Ragione, dà conto dei caratteri di eccezionalità di questa rassegna: si tratta dell’immenso Salone affrescato dove davanti a tutto il popolo si amministrava nel Medioevo la giustizia. Subito dopo il 1861 e ancor più verso la fine del secolo, l’Italia rese omaggio a chi aveva reso possibile il processo di unificazione, e in ogni città sorsero comitati per raccogliere sottoscrizioni pubbliche e finanziare la realizzazione di monumenti celebrativi dei quattro Padri della Patria – Mazzini, Cavour, Garibaldi e Vittorio Emanuele – e degli eroi locali che avevano partecipato alle lotte. Read More

Hayez nella Milano di Manzoni e Verdi

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Nel 1859, a tre mesi dall’ingresso a Milano di Vittorio Emanuele II, futuro re d’Italia, e dell’imperatore Napoleone III, che alleati avevano vinto la II Guerra d’Indipendenza, veniva allestita a Brera una grande mostra per celebrare la liberazione della Lombardia dal dominio austriaco. Fu in quell’occasione che Francesco Hayez presentò, in mezzo ai grandi quadri che raffiguravano le battaglie del Risorgimento, un piccolo dipinto, intitolato Il bacio, destinato per il suo significato e per la sua straordinaria bellezza a diventare una delle opere d’arte più popolari e riprodotte di tutti i tempi. Il bacio è stato scelto dalla Pinacoteca di Brera, dove si trova dal 1886, come emblema di una mostra dedicata, in occasione del centocinquantenario dell’Italia unita, ad un particolare aspetto dell’attività di Hayez, considerato da Giuseppe Mazzini il maggiore artista del nostro Risorgimento: «È un grande pittore idealista italiano del secolo XIX. È il capo della scuola di Pittura Storica, che il pensiero Nazionale reclamava in Italia: l’artista più inoltrato che noi conosciamo nel sentimento dell’Ideale».

Il bacio, che Hayez ha replicato diverse volte senza però riuscire a raggiungere la magia della prima versione, ha avuto subito un grande successo per l’universalità del tema rappresentato e perché venne giustamente considerato l’opera che meglio incarnava quegli ideali risorgimentali espressi in particolare dal Mazzini. È stato infatti spesso interpretato come l’addio del giovane volontario alla sua amata, anche se in realtà il pittore intendeva significare, dandogli come sottotitolo Episodio della giovinezza, che la nuova nazione nasceva e sarebbe prosperata grazie all’energia e all’amore delle giovani generazioni che erano andate a combattere per la libertà. Milano ha dato prima con le Cinque Giornate del 1848 e poi con la sua continua partecipazione un contributo decisivo al Risorgimento, ma non è stata, come Torino, Firenze e Roma, capitale dell’Italia unita. Quella che venne considerata invece la “capitale morale” ha avuto un ruolo, superiore a qualsiasi altra città italiana, decisivo per l’unità culturale del nostro paese. Milano è stata infatti  nel corso dell’ Ottocento  il più importante centro  dell’editoria, della produzione artistica, del mercato dell’arte e del collezionismo, dell’attività musicale in riferimento soprattutto al melodramma, destinato ad una ininterrotta fortuna internazionale. Read More

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