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L’Italia al voto, tra passato che torna e futuro incerto
4 anni ago

L’Italia al voto, tra passato che torna e futuro incerto

Forse qualcuno aveva pensato che anche in Italia le cose stessero finalmente cambiando. Più per cause esterne – la crisi, lo spread, la reputazione internazionale – che per piena presa …
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L’insostenibile leggerezza di Berlusconi

Dopo l’esilio voluto dall’Europa, per aver portato sull’orlo del baratro l’Italia e l’Euro, per la sua incapacità a rassicurare i mercati, per la sua inconsistenza politica e morale, per le …
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La destra italiana in crisi d’identità
5 anni ago

La destra italiana in crisi d’identità

Dopo aver parlato delle primarie del centro-sinistra, medeaonline vi propone una riflessione su quanto sta accadendo nel centro-destra. Crediamo infatti sia importante riflettere su quanto sta avvenendo nel quadro politico …
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La lettera a Bruxelles e la vittoria di Pirro della Confindustria

Questa settimana la lettera di Berlusconi è arrivata a Bruxelles. Sembra sia stata sinceramente apprezzata. D’altronde non poteva essere altrimenti. Sicuramente la sua stesura è stata concordata con gli stessi vertici europei che dovevano valutarla (in fondo ne riporto i punti principali). In Italia due punti lasciano perplessi.

Il più controverso è quello sui Licenziamenti facili. A parte che la sua realizzazione non è scontata, poiché innescherà scioperi e contestazioni a non finire, il provvedimento non stimola la creazione di nuovi posti di lavoro, ma si limita a ridurre il costo di quelli già esistenti. Le aziende per aumentare gli utili tenderanno, inevitabilmente, a licenziare i dipendenti più pagati (e spesso più anziani) per assumere giovani meno tutelati e meno retribuiti. I padri perderanno il lavoro a scapito dei figli, e questo mentre l’età pensionabile si allontana sempre di più. Nel complesso le famiglie saranno ancora più povere e precarie. Il lavoro viene considerato una “coperta corta” che non potendo riscaldare tutti, scopre i capifamiglia per favorire i giovani. Read More

E’ ora di un governo di unità nazionale

 

Ora basta. Dimissioni e governo di unità nazionale: è tempo di una grande colazione. Non c’è scelta. O si fa in questo modo o pagheremo le conseguenze di una cattiva gestione della cosa pubblica per i prossimi venti o trent’anni, trascinando probabilmente l’Europa con noi. Il fallimento del governo di Silvio Berlusconi è ormai sotto gli occhi di tutti eppure questo centro-destra non accenna ad ammetterlo. In qualsiasi altro Paese europeo nessuno avrebbe tollerato la distruzione progressiva e costante di un Paese, come è accaduto ogni volta che Silvio Berlusconi è stato al governo. Sono i fatti che lo dimostrano. Tutti gli effetti negativi che ora si vedono sono frutto di 10 anni d’assenza di un governo (di cui 8 governati dal Cavaliere in generale e da Tremonti in particolare). Si sono fatte poche scelte e quelle fatte erano sbagliate. Ecco i fatti: ne analizzeremo i principali. Read More

L’elezzione der Presidente

Un giorno tutti quanti l’animali
sottomessi ar lavoro
decisero d’elegge un Presidente
che je guardasse l’interessi loro.
C’era la Società de li Majali,
la Società der Toro,
er Circolo der Basto e de la Soma,
la Lega indipendente
fra li Somari residenti a Roma;
e poi la Fratellanza
de li Gatti soriani, de li Cani,
de li Cavalli senza vetturini,
la Lega fra le Vacche, Bovi e affini…
Tutti pijorno parte all’adunanza. Read More

Riforma di governo: modello francese o semipresidenzialismo all’amatriciana?

Della necessità di una riforma istituzionale si è parlato a lungo dopo il successo di Pdl e Lega alle scorse consultazioni regionali. Lo si è fatto negli studi televisivi, alle cene fra gli esponenti di spicco della maggioranza di governo (sempre più tinteggiata di verde) e negli incontri ufficiali con industriali e capo dello stato. Le riforme sono tornate all’ordine del giorno del governo, forte di una rinnovata legittimazione popolare, seppur parziale e non prettamente politica. Le elezioni regionali sono infatti consultazioni amministrative, legate al territorio, che solo indirettamente comunicano al governo se e quanto l’elettorato conserva la sua fiducia: il risultato del Pdl, e del suoi alleati in particolare, conferma nel complesso l’approvazione ottenuta da Berlusconi nel 2008. L’agenda dei prossimi mesi vede protagonisti da un lato la nuova strutturazione dei rapporti centro-periferia (soprattutto sotto il profilo finanziario e di autorappresentanza dei territori), dall’altro il rinnovamento dell’architettura istituzionale. Se la maggioranza appare pressoché compatta sul primo fronte, grande incertezza domina il tema della riforma di governo. Read More

Fini posticipa le Idi ad Aprile

Silvio Berlusconi ha convocato  l’ufficio di presidenza del Pdl per «comunicazioni urgenti» dopo la rottura con Gianfranco Fini. Ieri il presidente della Camera Fini ha ipotizzato di fare suoi autonomi gruppi parlamentari (pronto il nome, Pdl-Italia) se non avrà le risposte politiche che da mesi va chiedendo. Prima della notizia sulle convocazioni urgenti era arrivata una prima convocazione della direzione nazionale del partito per giovedì 22 che stamane aveva fatto dettare a Fini un comunicato distensivo: «La convocazione per giovedì 22 della direzione nazionale del Pdl allargata ai gruppi parlamentari è, sul piano del metodo, una prima risposta positiva ai problemi politici che ho posto ieri al presidente Berlusconi». «Mi auguro – aggiunge – che a partire dalla riunione, cui parteciperò, possa articolarsi una risposta positiva anche nel merito delle questioni sul tappeto, a cominciare dal rapporto tra il Pdl e la Lega». Read More

La politica del farci gli affari nostri

Un casinò da aprire sul dolore dell’Abruzzo. Una sala da gioco autorizzata da una postilla, infilata dentro uno dei decreti per la ricostruzione. Questo stavano progettando gli amici di Guido Bertolaso, 60 anni, capo della Protezione civile e uomo immagine del governo. È l’ultima trovata della banda della maglietta: una volta c’era la banda della Magliana, adesso nella capitale dominano gli uomini con la t-shirt delle emergenze. Read More

La fine prematura di “Protezione Civile Spa”

Nel pieno della bufera giudiziaria, la maggioranza e il governo si preparano a stralciare l’articolo 16 del decreto che punta alla riorganizzazione e al riordino della Protezione civile. E cioè quello che prevede la trasformazione in Spa. Ad annunciarlo, a margine di un incontro che si svolge nel pomeriggio alla Luiss, il presidente della Camera Gianfranco Fini: raggiunto dai giornalisti, risponde alle domande sul provvedimento dicendo che la norma verrà eliminata. E che quindi il dl «verrà completamente depotenziato». Intanto, dal Quirinale, si fa sapere che (in riferimento alle affermazioni fatte da Bertolaso su Repubblica),  fonti del Quirinale fanno osservare che «non rientra in alcun modo tra le competenze del Presidente della Repubblica esprimersi su atti relativi a dichiarazioni di stato di emergenza o di attribuzione della qualifica di grande evento». Read More

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