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L’Italia ha bisogno di nuovi partigiani, i giovani si facciano avanti

L’Anpi, l’associazione nazionale dei partigiani italiani si scopre improvvisamente più giovane. La riforma dello statuto del 2006 ha permesso a chiunque si dichiari antifascista e si impegni a difendere la Costituzione di associarsi ed è stato un boom di nuovi associati. I partigiani snocciolano orgogliosi i numeri: a controbilanciare il 10% di iscritti, ovviamente in calo, di partigiani storici e di patrioti delle Sap e delle Gap (le Squadre e i Gruppi di Azione Patriottica), uomini e donne che hanno doppiato da un pezzo gli 80 anni, c’è ormai un altro 10% di juniores fra i 18 e i 30 anni, mentre il grosso degli iscritti (60-65%) appartiene alla fascia, ampiamente postbellica, di 35-65enni. Una vera rivoluzione, anagrafica e culturale: nel giro di tre anni, tra il 2007 e il 2010, si è passati così da 83 a 110 mila iscritti, con un più 27 mila che, confrontato con il calo costante degli anni pre-riforma (dai 75 mila iscritti del 2000 se ne stavano perdendo centinaia l’anno), ha riportato l’entusiasmo nei comitati di tutta Italia. Read More