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Afghanistan 2010: che qualcuno la chiami guerra!

Il lutto dei famigliari e dei colleghi degli alpini uccisi in Afghanistan è degno del massimo rispetto da parte di tutti, autorità e semplici cittadini. Partire dalla morte dei soldati italiani per parlare di Afghanistan è una tentazione pericolosa, che espone, nel migliore dei casi, a qualche odioso malinteso ideologizzato. Eppure è l’occasione giusta per trattare un tema per il quale, in condizioni ordinarie, si percepisce crescente disinteresse. L’attenzione dell’opinione pubblica è richiamata sull’Afghanistan, quella terra di mezzo ai più sconosciuta fino a dieci anni fa, quando giunse notizia che qualcuno dei “nostri ragazzi” vi aveva tragicamente perso la vita. Read More

Se l’Afghanistan torna ad esser tomba della superpotenza

Quando i  carri armati sovietici si ritirarono sconfitti dall’Afghanistan nel 1989, in pochi avrebbero immaginato che, a vent’anni di distanza in un diverso scenario geopolitico, un’altra superpotenza si sarebbe ritrovata invischiata in una guerra senza fine nelle stesse steppe e montagne. Sono lontani i tempi in cui si credeva che la vera partita della “guerra globale al terrore” fosse il distante Iraq. Il capitolo Saddam Hussein è stato invece rapidamente archiviato e l’Iraq ha conosciuto una prima, seppur precaria, stabilizzazione. Lontano dai riflettori puntati su Baghdad, continuavano – fra bombardamenti, attentati e vittime civili – i combattimenti con la resistenza talebana. Enduring Freedom, l’operazione Nato promossa e guidata dagli Stati Uniti all’indomani dell’11 settembre, fu inizialmente un successo: la resistenza afghana si era rapidamente dissolta, e presto ci si poté occupare della creazione di un nuovo governo. Read More