Per James Bond nulla è impossibile e probabilmente solo lui riuscirebbe senza difficoltà a laurearsi e contemporaneamente a lavorare. Sanno bene di cosa sto parlando gli studenti lavoratori e quanti vorrebbero riprendere studi interrotti o cominciare a studiare senza congelare la propria carriera professionale. Quelli per gli studenti lavoratori sono, sulla carta, percorsi didattici possibilissimi. Nella realtà sono studiati per impedire di fatto a qualsiasi normale lavoratore di seguirli. Ci sarebbero molti casi che mi smentiscono, storie di supplizi durati anni, condotti con una determinazione invidiabile e mille sotterfugi (sopratutto per non essere licenziati in barba al diritto allo studio), ma certamente non è cosa da tutti. L’aneddotica tragicomica si spreca in casi di gente costretta a ogni genere di espediente per potersi laureare. Questi coraggiosi si scontrano quotidianamente con l’atteggiamento snobistico dei docenti (che, per qualche misterioso motivo, mal tollerano l’idea che un lavoratore si possa laureare), con l’obbligo di frequenza ai più disparati ed improbabili laboratori e corsi, con segreterie ostili e regolamenti molto spesso enigmatici. Il perché di tutto questo ci sfugge è più che illogico, è demenziale. Diciamo subito a quanti pensano a Internet come alla soluzione del problema che non è così. Anzi, con l’avvento della Rete da tragica la situazione è diventata surreale. L’offerta didattica via web – che teoricamente potrebbe eliminare le difficoltà di assentarsi dal lavoro per andare a soffiare il naso ai docenti – oltre ad essere ridotta all’osso (e pressoché in forma sperimentale) sembra essere considerata un po’ come la figlia indesiderata dell’università tradizionale.
Sui costi poi di un’avventura di questo tipo caliamo un velo pietoso. Ma tutto rientra nella logica dell’insegnamento universitario sempre più lontano dalla sua vocazione e sempre vicino a un squallido reality che prendere giovani non inseriti nel mondo del lavoro e ne fa disoccupati laureati.  C’era una volta il diritto allo studio, poi s’è visto che era troppo caro e così l’abbiamo tagliato.