Considerato da molti un sottogenere della Fantascienza, lo Steampunk è sopravvissuto ben oltre le aspettative dei suoi denigratori. Condannato da molti a passare senza lasciar traccia, sembra invece che questo filone narrativo non voglia rassegnarsi a togliere il disturbo. La Wikipedia definisce così il genere: “è un filone della narrativa fantastica-fantascientifica che introduce una tecnologia anacronistica all’interno di un’ambientazione storica”. Lo Steampunk è quindi senza ombra di dubbio Fantascienza, ma non solo, è anche riscrittura della Storia e quindi ucronia. La sua peculiarità – che giustificherebbe la qualifica “punk” – è quella di permettere sconfinamenti senza regole precise in quasi tutti i generi letterari conosciuti.

L’unica, vera costante – riconosciuta, con diverse riserve, dagli autori e dagli estimatori del genere – è la presenza di tecnologie fantascientifiche derivate dalle macchine a vapore (in inglese “steam”) e quindi, in qualche modo più o meno diretto, collegate alla prima rivoluzione industriale. La società europea di fine ottocento, con tutte le sue contraddizioni, diventa nello Steampunk uno specchio distorto nel quale gli europei del XXI secolo si rivedono abbastanza facilmente.

Nel colonialismo di fine ottocento si posso rintracciare le origini della globalizzazione moderna (e molti dei suoi difetti), la tecnologia del vapore – sintesi di una meccanica elegante e mostruosa al tempo stesso – ricorda la sconfitta tecnologica del Vecchio Continente cacciato dal campo da gioco dell’elettronica da Stati Uniti e Giappone. Gli elementi di base dello Steampunk rimandano quindi all’Europa e agli europei. Sembrerebbe quasi una declinazione della Fantascienza cucita addosso agli abitanti del Vecchio Continente che non possono prescindere dal proprio ingombrante passato, ma si interrogano sul proprio futuro.

Vapore dal lontano oriente e riferimenti per i curiosi. Il genere Steampunk deve moltissimo della propria fama al lavoro degli artisti giapponesi. Il più noto, Hayao Miyazaki, ha adottato in molti suoi lavori gli stilemi del genere e ne ha creati di nuovi. Curiosamente questa bizzarra forma di fantascienza (coma la considerano in molti) ha trovato in Giappone terreno fertile in cui radicarsi e diventare matura. Il fumetto e il cinema d’animazione all’ombra di monte Fuji (e non solo) sono diventati presto strumenti privilegiati del genere Steampunk. La letteratura, per il momento, è rimasta al palo. In italiano è difficile trovare libri Steampunk che, fino ad oggi, purtroppo sono rimasti fuori dai cataloghi degli editori nostrani. Per i curiosi esiste, all’interno del network aNobii, un gruppo di lettori appassionati di Steampunk: è un utile riferimento per partire alla scoperta di questo affascinante genere.