Dopo aver letto la lista dei libri proscritti da Raffaele Speranzon, Assessore alla Cultura e alle politiche giovanili della Provincia di Venezia, mi sono fatto l’idea che si possa guardare con ottimismo il futuro nostro e dei nostri figli ai quali con tanto fervore l’assessore indirizza le sue politiche educative.

Soprattutto se si confronta la sua illuminata lista con l’Index Librorum Prohibitorum, redatta nel 1558 dal Sant’Uffizio, o con le liste dei libri degenerati stilate durante i regimi totalitari.
Nella crociata di Speranzon, a dimostrazione che il tempo nell’evoluzione della sua materia grigia non è passato invano, non c’è nessun accenno alla proibizione della lettura di questi libri nel privato della propria casa, nel tepore di un camino o, che ne so, sdraiati in una spiaggia assolata. L’ottimismo si è trasformato in vera e propria gioia quando mi è pervenuta notizia che anche nel delirio del suo omologo regionale, Elena Donazzon, non c’era nessun biasimo alla lettura dei testi eretici in contesti privati e familiari.

E’ chiaro, tuttavia, che se i due campioni leggeranno quest’articolo potrebbero addirittura avventurarsi nella compilazione, a quattro mani, di un’appendice che possa dare a entrambi carta bianca per una vigilanza più capillare del territorio.

Per scusarmi di tanta leggerezza
provo a dare qualche pratico consiglio al lettore con la speranza d’essere perdonato. Se affacciandovi alla finestra intravedete un gruppo di invasati che, armati di piede di porco e di torce incendiarie, cercano di scardinare il vostro portone cantando “Viva l’amore”, non perdete tempo: sbarrate la porta come meglio potete e cominciate a scorrere i grani del rosario. Se invece, quest’estate, vi vengono incontro alcuni energumeni che vi guardano in cagnesco con l’immancabile foulard bianco rosso e verde stretto a bandana sulla fronte, avete due alternative: ingollate senza pensarci il libro eretico o chiamate immediatamente il 118. Nel secondo caso, dopo l’ovvio comizio di protesta improvvisato sul vostro ombrellone, che verrà usato come predellino, potete continuare a leggervi in santa pace il vostro libro proscritto. Ma, mi raccomando, leggetelo con circospezione. Magari occultandolo con l’ultimo numero di Oggi. Rivista, a quel che si dice, molto apprezzata dai due assessori.

Le ultime indiscrezioni, peraltro non confermate, dicono che questa preferenza sia dovuta al fatto che la rivista sia piena zeppa di figure. Ma queste sono le solite insinuazioni comuniste alle quali, il Nostro, e la Nostra, risponderanno facendo spallucce o, si capisce, acquistando gli arretrati della rivista che invieranno gratuitamente alla biblioteca di San Donà di Piave che, qualche anno fa, ha tolto dai suoi abbonamenti la rivista Micromega che faceva venire spaventose emicranie ad alcuni utenti che amano vestire di verde. Ma anche qui c’è un lato positivo che non può essere taciuto: la visione della rivista sopraccitata non ha controindicazioni. L’assenza di emicranie, ad esempio, è garantita. E questa, con i tempi cupi che corrono, non è cosa da poco.

Augusto Secchi