Sabato 27 Settembre a Sassuolo (Modena) è stato organizzato il primo Raduno ufficiale in onore di Pierangelo Bertoli. Un’occasione per riascoltare le sue canzoni, incontrare chi l’ha conosciuto, entrare in contatto con l’ambiente che l’ha formato. Una giornata densa di attività e appuntamenti, culminata con il grande concerto serale, un successo enorme: tutto esaurito. Sassuolo è stata pacificamente invasa dai funs del cantautore emiliano. Marco Morrone del Bertolifunsclub, ha coordinato l’organizzazione dell’evento. In esclusiva per medeaonline, ci racconta come è andata.

Innanzitutto, i preparativi. Cosa ha rappresentato per il funsclub organizzare questo raduno?

Una grande soddisfazione e allo stesso tempo un notevole impegno. Due anni di lavoro concentrati in meno di ventiquattro ore. Ecco a cosa pensavo al mio arrivo, giovedì sera a Sassuolo: in pochissimo tempo sarà riassunto il lavoro di due anni. Per me, in effetti, il raduno è iniziato giovedì sera. Innanzitutto bisognava definire le ultime cose con Marco Dieci, l’ideatore e direttore della Compagnia Musicale Sassolese, un’orchestra formata da musicisti e cantanti di grande professionalità ed esperienza, compositore ed arrangiatore di alcuni brani di Bertoli. Poi è stato il momento di fare una visita al cimitero, da Pierangelo e Andrea Rompianesi, il giovanissimo cantautore di Sassuolo, morto a soli 27 anni nel 2003. Poi un giro per Sassuolo, nei luoghi che da lì a poco sarebbero diventati i nostri punti di riferimento.

Venerdì 26: è la vigilia. Ore di attesa, di tensione, di aspettativa?

Venerdì è iniziato con l’arrivo dei primi fans da tutta Italia, in particolare i ragazzi che hanno collaborato a questa impresa. È stato il giorno dell’allestimento, il giorno dell’incontro con tutti i personaggi del circolo culturale che hanno collaborato alla giornata (un grazie particolare a Dieci, Cervi, Francia, Borghi e Medici), ci siamo incontrati con Bruna, la moglie di Bertoli, arrivata con gli effetti personali di Pierangelo da esporre il giorno dopo. Abbiamo montato tutto, abbiamo provato, ricordato, scherzato. Insomma era l’inizio del pre-raduno.
Così, dopo un pomeriggio di lavoro e l’incontro con i fans che man mano arrivavano, è stata l’ora della cena serale con Alberto Bertoli, il figlio di Pierangelo, musicista come il padre. È stato un momento molto bello, che è servito a conoscerci meglio. C’erano ancora mille cose da fare, parlavamo di tutto e più gli dicevo: «Alberto, sono teso per domani…», più lui cercava di sdrammatizzare. Inutile negare: ero davvero tesissimo. E il sabato è arrivato dopo una notte praticamente insonne.

27 Settembre: il giorno tanto atteso. Come è andata?

Le cose devo dire sono andate oltre ogni più rosea aspettativa. All’inaugurazione del bassorilievo in onore di Pierangelo, la mattina, c’era già tantissima gente. L’emozione è stata forte, le parole dell’assessore alla cultura di Sassuolo, insieme a quelle di Alberto Bertoli, sono state commoventi, toccanti. E poi il telo rosso che è caduto, rivelando l’opera, la musica di “A muso duro” che è partita a tutto volume. Un inizio di giornata da brividi, tanto che non nascondo di aver pianto e di essermi allontanato per riprendermi, perché iniziava la chiacchierata-dibattito e dovevo parlare tra i primi. E’ iniziata quindi la chiacchierata: bella, solare. Abbiamo scoperto, parlando, aneddoti comici della vita di Pierangelo.
Tra i primi ho parlato anch’io, ho chiuso il mio intervento con una frase che tengo sottolineare: «Non aspettiamo altri cinque anni per ricordare l’uomo Bertoli.» Mentre parlavo, fissavo negli occhi l’assessore-fan Stefano Cardillo, che sembrava annuire col capo. Anche lui era al corrente che per la sera era previsto il tutto esaurito, che la sala in cui stavamo parlando era strapiena di gente e che Bertoli non può e non dev’essere dimenticato.

Dopo il dibattito è stato il momento dell’abbraccio con Alberto, Emiliano e Bruna, la famiglia di Pierangelo: questo è stato per me il momento più bello. Ragazzi è fatta! Ci siamo riuciti! Ero (e sono) orgoglioso di quello che siamo riusciti a organizzare. Poi è stato il momento dell’emozionante incontro con la mamma di Andrea Rompianesi: sono stati attimi molto belli, abbiamo parlato molto, abbiamo ricordato un importante fan di Pierangelo, un ragazzo straordinario, un musicista di talento, che sicuramente stava seguendo dell’alto il raduno. Era con noi ed abbiamo voluto ricordarlo sia durante il dibattito che durante il concerto serale.
Il pomeriggio è trascorso veloce, tra la visita alla mostra con gli oggetti personali di Pierangelo, i tanti fans che arrivavano da tutte le parti d’Italia, i preparativi ed il sound-check per il concerto, le maglie del sito da vendere e poi gli autografi con gli artisti. E infine: la sera, il grande momento è arrivato.

Il concerto in onore di Bertoli, l’appuntamento più importante della giornata. Felice del risultato?

Felicissimo. Un’ora prima del concerto, abbiamo aperto l’ingresso al pubblico che non aveva prenotato i posti a sedere, alle persone che hanno seguito il concerto in piedi al di fuori della struttura. Sì, perché la piazza era talmente piena che abbiamo dovuto aprire il tendone in fondo e la gente ha seguito l’evento in quel modo, scaldandosi solo con le parole di Bertoli e l’interpretazioni dei cantanti. Avevamo previsto ottocento posti a sedere, ma erano presenti quasi milleduecento persone!
Il concerto è andato alla grande: grandi interpretazioni, bellissime interpretazione: Alberto Bertoli, Toto Bertoli, Marco Baroni e i Modena City Ramblers sono stati fantastici. Bellissimo l’inedito “Fuori dalla porta” cantato da Alberto Bertoli e scritto da Pierangelo e Rompianesi. E poi la cena post-concerto, quella chitarra che è saltata fuori inaspettatamente e ha suonato ininterrotta fino alle quattro di mattina.

All’alba eravamo tutti senza un filo di voce, si cantava, si rideva con Alberto, i fans e il gruppo Renato Franchi & l’Orchestrina del Suonatore Jones, che vincono, a mio modo di vedere, il premio simpatia (oltre che quello della bravura nell’interpretare Marcia D’amore che Bruna stessa ha richiesto come bis durante la notte canterina).
E poi tutti a dormire. Qualche ora dopo l’ennesimo abbraccio e l’arrivederci con tutte le componenti del raduno, famiglia Bertoli in primis. La domenica ha permesso di conoscere i fans rimasti, siamo andati a fare un ultimo saluto a Pierangelo e Andrea al cimitero, per dire loro con grande felicità: «Ci siamo riusciti!».
Quei magnifici giorni si sono chiusi la sera, a cena con Alberto Bertoli, che quasi malinconico mi ha detto: «Mi spiace sia già finita». È spiaciuto anche a me: sono stati giorni molto intensi, memorabili.

Quindi un grande successo. Da ripetere?

Certamente. Dopo un simile risultato, ci sono forse dei dubbi? Va ripetuto ragazzi! Il raduno va rifatto perché queste emozioni le può regalare soltanto Lui: Pierangelo Bertoli.

Fonti:  Testo di Marco Morrone del Bertolifunsclub in collaborazione con medeaonline. Foto StudioPincelli tratte dal sito Bertolifunsclub