Francesco TottiNei giorni scorsi abbiamo dovuto assistere all’ennesima figuraccia di Berlusconi (che lui ama considerare comicità incomrpesa, fraintendimenti o, al massimo, strumentalizzazioni). Riunito il suo popolo della libertà al Colosseo per l’ ultimo grande comizio di chiusura della campagna elettorale Silvio Berlusconi, al fianco di Alessandra Mussolini, ha ironizzato sul rivale Veltroni e sulla sua tendenza a non dire la verità: “Ho capito perché Veltroni, che ha fatto tutta una campagna di menzogne non e’ riuscito a dire il mio nome e cognome e perche non lo dice. Perché per lui, abituato come è a mentire, dire due verità insieme, Silvio e Berlusconi, potrebbe venirgli un colpo”. Insomma, il solito repertorio (che pare non passi mai di moda…), riadattato per l’occasione. Tutto filava come previsto finché il cavaliere pensa bene di definire “fuori di testa” il capitano della Roma nonché protagonista della nazionale campione del mondo Francesco Totti perché ha dichiarato di essere intenzionato a votare per Rutelli alle elezioni amministrative della capitale. Ne è seguita una bufera i reazioni e poi la rettifica: “Voglio bene a Totti – ha detto Berlusconi – Sua moglie Ilary lavora a Mediaset”. Va bene che certa politica in Italia somiglia più all’avanspettacolo (ormai stancamente comico persino per i coetanei di Berlusconi, figurarsi per i giovani…), ma il calcio per gli italiani – ridotti all’esaurimento nervoso dai problemi di questa sciagurata nazione – è sacro e si pretende rispetto. Per cortesia, lasciamo perdere i campioni del mondo.