Il 29 ottobre del 1950 nasceva a Crotone una delle personalità più originali e interessanti della storia della musica italiana: Rino Gaetano. Provocatore, geniale, amato dalla gente l’unica vera destinataria dei suoi lavori. Un cantautore atipico nel panorama italiano

La sua breve vita è stata segnata da grandi successi e prestigiose collaborazioni. L’affetto del suo pubblico non è mai venuto meno, così come la convinzione che la sua vena creativa non si sarebbe interrotta se non ci fosse stato quel fatale incidente. Viene spontaneo chiedersi come le tragicomiche vicende politiche dei nostri giorni avrebbero potuto ispirarlo. Dopo le prime esibizioni al Folkstudio, viene scoperto e il debutto discografico avviene nel 1973: usando lo pseudonimo Kammamuri’s, pubblica per la It il 45 giri I love you Marianna (sul lato B Jaqueline). Il disco è prodotto da Antonello Venditti e Piero Montanari. I love you Marianna è stata interpretata come un’orecchiabile metafora sulla marijuana. In realtà la canzone è un omaggio alla nonna Marianna con la quale amava giocare da piccolo.

I primi anni

Nel 1974 pubblicò il suo primo album, Ingresso libero che non ottenne particolari riscontri né di vendita né di critica, pur mostrando già i segni dello stile estroso e strampalato che avrebbe caratterizzato la sua breve ma folgorante carriera. Tra i brani più apprezzati ricordiamo Ad esempio a me piace il sud e I tuoi occhi sono pieni di sale. Il successo arrivò nel 1975 con il 45 giri Ma il cielo è sempre più blu. La canzone, inizialmente, viene divisa in due parti perché troppo lunga per essere incisa su un unico lato del 45 giri. In seguito verrà rieditata nella versione estesa di 8 minuti che tutti conosciamo. L’anno successivo pubblicò il disco Mio fratello è figlio unico contenente l’omonima, struggente ballata, famosa soprattutto per il testo surreale e ironico giocato sull’intreccio di affetti famigliari e denuncia sociale. Il lavoro successivo, Aida, riconfermò le doti poetiche di Gaetano a cui si aggiunse una maggiore ricerca musicale.

Gianna

Nel 1978 partecipò al Festival di Sanremo con la canzone Gianna. In realtà il cantautore avrebbe voluto presentare il brano Nuntereggaepiù, ma il contenuto ispirato alle cronache dell’epoca evidentemente mal si addiceva al tenore dalla manifestazione. Con Gianna conquistò il terzo posto alle spalle di Anna Oxa e Matia Bazar. Le vendite ribaltarono i risultati del Festival, e Gianna rimase per diverse settimane al primo posto in classifica. In realtà al Festival non avrebbe voluto partecipare ma fu costretto dalla propria casa discografica. Con l’usuale spirito dissacrante presentò una canzone riadattata sugli accordi di Berta Filava cambiando il testo e usando soprattutto la chitarra. Ottenne così il risultato che si aspettava e confermò come una canzone senza troppe pretese e impegno artistico poteva, e può ancora, concorrere ad una manifestazione canora che, secondo il suo parere, era sempre più in declino.

Un destino tragico

Il passaggio dalla It alla Rca è celebrato con la pubblicazione del suo quinto album Resta vile maschio, dove vai? a cui partecipa anche Mogol e in cui è contenuta la famosa Ahi Maria (alcune versioni dell’opera tutt’ora in circolazione, presentano in copertina un errore di stampa: la dicitura “contiene Hai Maria”). L’ultimo album E io ci sto risale al 1980, contiene la famosa Ti ti ti ti le cui parole sembrano rivolgere ai suoi affezionati ascoltatori un saluto di addio. Artista estremamente poliedrico, nel 1981 recitò nel Pinocchio di Carmelo Bene a Roma nel ruolo della volpe. Purtroppo la carriera di Rino Gaetano si interruppe tragicamente a soli trent’anni: morì in un incidente stradale avvenuto a Roma il 2 giugno 1981. Pochi giorni prima era rimasto coinvolto in un altro scontro dal quale ne era uscito miracolosamente illeso: la sua auto, una Volvo 343, era rimasta completamente distrutta, ma egli subito ne acquistò un’altra uguale. Il secondo incidente invece si rivelò fatale: la vettura nuova di zecca si schiantò, infatti, contro un camion sulla via Nomentana all’altezza dell’incrocio con viale XXI Aprile. Sia pur prontamente soccorso, in fin di vita, il cantante venne rifiutato da ben cinque ospedali, una circostanza sorprendentemente simile a quella narrata in uno dei suoi primi testi (La ballata di Renzo), e morì per la gravità delle ferite riportate a pochi giorni di distanza dalla data fissata per il suo matrimonio. È sepolto al cimitero del Verano in Roma.