In occasione dei recenti fatti che riguardano la Regione Lazio, ripubblichiamo un articolo scritto in occasione dell’elezione di Renata Polverini a governatore del Lazio. L’articolo, che era uscito il 23 aprile 2010, a due settimane dai risultati definitivi delle elezioni regionali, proponeva una rilettura di questo importante ciclo elettorale, analizzando con la giusta distanza quanto fosse accaduto in numerose regioni d’Italia. Quelle elezioni erano state infatti caratterizzate da una forte esposizione mediatica dei candidati, che avevano solennemente giurato in piazza il proprio impegno. Il caso di Renata Polverini fu celeberrimo: da rappresentante di un piccolo sindacato di destra, aveva saputo imporsi come uno dei protagonisti della politica italiana. L’analisi era stata svolta in maniera molto semplice e diretta: analizzando i meriti di questo candidato che aveva saputo imporsi nel Lazio.


Primo merito: la vertenza Alitalia
. Capolavoro del Governo (così, perlomeno dice la TV) e della Polverini, che riesce a intrufolare il suo piccolissimo sindacato di destra nel negoziato. Lei stessa ha più volte sostenuto che alle trattative importanti “s’imbucava”. Aspettava sotto il portone del Ministero dello Sviluppo Economico che i tre leader di Cgil, Cisl e Uil entrassero per accodarsi. Contando sul fatto che mica potevano cacciarla. Magari a facilitargli il compito sarà stato anche il Ministro Sacconi, che adoperò l’Ugl per contrastare la Cgil e i sindacati dei piloti e delle hostess, contrari al progetto Cai.

Non solo, è anche la prima, assieme a Cisl e Uil, ad apporre la firma sull’accordo di vendita – ristrutturazione della compagnia di bandiera. Quella firma, però, comportò anche l’accettazione di un’ingiustizia compiuta ai danni delle donne Alitalia. Infatti, dal processo di riassunzione in Cai sono state escluse tutte le donne (sia di terra, sia di volo) che con sette anni di cassa integrazione potevano raggiungere la “pensione di vecchiaia”anticipata. Simile trattamento, invece, non è stato applicato agli uomini.

Secondo merito: le partecipazioni TV. Le frequenti partecipazioni a Ballarò hanno sicuramente aumentato la sua notorietà. Vederla in una trasmissione di Sinistra, in qualità di sindacalista e per giunta donna ha creato i presupposti per vincere. C’è da domandarsi il perché Floris si sia ostinato a invitarla. Forse perché doveva essere una candidata del PD. Ma quando Berlusconi vuole qualcosa, sa essere” irresistibile”.

Terzo merito: il candidato uscente. La vicenda Marrazzo non ha certo giocato a favore della Sinistra. Mentre il Presidente operaio, imprenditore, editore, pilota, comico, imbonitore, comunicatore, venditore è contornato di belle donne e quindi è anche Presidente latin lover, il governatore uscente è un personaggio tristemente tragico, che paga un trans, si fa sorprendere, manda un certificato medico e scompare.

Quarto merito: il pasticcio elettorale. Grazie alla forza della persuasione mediatica, del sorriso stampato e degli slogan ripetuti così insistentemente da farli diventare verità inconfutabili, anche un palese errore può diventare uno strumento utile per conseguire la vittoria. Così, il ritardo nella presentazione delle liste è diventato: “I radicali ci hanno impedito di consegnare le liste”. E gli sforzi per riparare agli errori commessi sono diventati una crociata contro la “burocrazia che uccide la democrazia”, e la lotta per “restituire ai cittadini i loro diritti”.

Tutto è stravolto, deformato, trasformato. Ma quando si controllano il Parlamento, cinque telegiornali su sei, e alcuni quotidiani e riviste a tiratura nazionale i “meriti” danno sicuramente i giusti frutti.

Le dimissioni. Il 24 di settembre del 2012 Renata Polverini, travolta dallo scandalo sull’utilizzo dei fondi pubblici all’interno della Regione Lazio, ha rassegnato le dimissioni.