Il 4 dicembre voteremo per il referendum costituzionale. Naturalmente possiamo votare di “pancia” o di “testa”. Io sono portato per il primo metodo, istinto e passione. Questa volta, però, ho deciso di dare un voto “ragionato”. Di seguito, quindi, le regioni che mi hanno portato a decidere per il No

Bisogna dire che questo voto trascende la consultazione referendaria. Noi, di fatto, non voteremo solo per dire se la riforma proposta dal governo ci piace o meno, perché il voto è diventato un giudizio su Renzi e il suo operato. Quindi la scelta si basa su due diverse considerazioni: una, sull’efficacia della riforma costituzionale; l’altra sulla validità di quanto fatto dal governo fino ad oggi.

Riforma costituzionale

Di fatto il senato non viene abolito. Di conseguenza il risparmio effettivo per noi poveri contribuenti sarà di soli 50 milioni (circa) sui 500 che ci costa la camera alta. Inoltre non è detto che l’approvazione delle leggi sarà sicuramente accelerata, perché il senato continuerà ad avere competenze su molte materie. La sua composizione, per giunta, potrebbe essere, quando a governare è il centro destra, contrapposta a quella della camera dei deputati. Infatti, la sinistra essendo più forte nelle elezioni amministrative, vedrà un maggior numero di “senatori” (passatemi il termine) e questo causerà un’ostruzione continua e non produttiva. Per cui pur essendo vero che il potere del governo, rispetto alle autonomie locali sarà più forte, c’è il rischio che lo sia solo per i governi di sinistra e questo squilibrio costituzionale mi procura un certo fastidio. Inutile dire che una costituzione deve essere neutrale e sancire dei meccanismi di assoluta trasparenza e uguaglianza.
Inoltre, non si è tenuto conto della spinta che veniva dal basso sulla completa abolizione. Perché se i cittadini vogliono togliere completamente la seconda camera devono accontentarsi di questa soluzione di compromesso? Non sarà un tentativo di raggirare la nostra richiesta? Chi comanda in Italia? Il popolo o Renzi?
E soprattutto se Renzi non fa quello che vogliono gli italiani, chi sta rappresentando?

Giudizio sull’operato del governo Renzi

Con il jobs act Renzi ha finito di precarizzare il mondo del lavoro senza portare nessun miglioramento sul fronte occupazionale.
Di crescita economica non se ne vede neanche l’ombra e gli italiani hanno la sensazione di essere appesi a un filo. Il futuro è diventato un’incognita minacciosa e non una opportunità.
Renzi si era presentato come il “rottamatore” del vecchio modo di fare politica. Ma di fatto non ha intaccato quei benefici che sono tanto odiosi a noi italiani e che sopprimendoli potrebbero liberare risorse per sostenere l’economia e dare tranquillità a noi cittadini. Del risparmio sulla finta abolizione del senato ne abbiamo già parlato. Tanto per fare qualche nuovo esempio si potrebbe pensare agli stipendi dei manager di stato, alle autoblu, alle pensioni d’oro.
Le aziende partecipate dallo Stato, dai Comuni, dalle Regioni hanno trovato il modo di superare i limiti imposti e il governo non è intervenuto per bloccare questa truffa.
Renzi aveva detto che avrebbe tagliato le autoblu, ma questo non è mai successo.
Pensioni. Il presidente dell’Inps Boeri aveva proposto il taglio delle pensioni d’oro, ma il governo non ha neanche avuto il coraggio di parlarne. Dall’altra parte, invece, i cittadini normali, secondo quanto deciso dal governo Renzi, se vorranno superare i disastri fatti dalla legge Fornero dovranno chiedere un mutuo in banca per finanziarsi l’anticipazione della pensione.
Sicurezza. La percezione che gli italiani ne hanno è disastrosa. La microcriminalità imperversa nelle città italiane (Milano ha chiesto l’intervento dell’esercito). Ma il vero problema è nella certezza della pena che in Italia è una chimera. Chi delinque ha la sicurezza di non andare in carcere.
Immigrazione. Anche in questo caso si sta raggiungendo il limite di sopportazione. Ormai i comuni che devono accogliere i migranti fanno le barricate. L’insofferenza popolare è alle stelle. L’unica azione del governo è l’indifferenza. Ma far finta che il problema non esista sta portando gli italiani verso l’intolleranza. Anche in questo caso non c’è sintonia tra quello che vogliono i cittadini e quello che fa il governo.
Europa. Il nostro Paese conta ben poco. Germania e Francia (ormai la il Regno Unito ci ha lasciato) decidono senza considerarci. Il governo italiano non riesce ad imporsi su niente. Renzi, inizialmente, europeista convinto è ora diventato fortemente critico (e fa bene) ma senza trovare alleanze che siano in grado di sostenerlo.
Ultima considerazione oggi a Roma piove e come si diceva un tempo: «Piove… governo ladro».
Per tutte queste considerazioni, soprattutto per l’ultima, voterò No.