L'architettura si adatta ai contesti e alle possibilità. Due strade innovative per recuperare luoghi e materiali.

Sulla scia di quanto è già stato esaminato nella precedente puntata, continuiamo la nostra ricerca relativamente al tema del “riuso” in ambito edilizio, affrontando separatamente e sempre tramite dei case study due approcci sostanzialmente differenti tra di loro e rispetto all’esempio valutato in precedenza, ovvero il riadattamento e la trasformazione.

Il secondo tipo di recupero: l’adattamento

Case study: “Centro commerciale pop up BOXPARK”, London, UK. Credits: We Like Today

Il tema del riadattamento a fini abitativi, o comunque al fine della permanenza di persone, di sistemi costruttivi precedentemente destinati a usi differenti è particolarmente interessante in quanto è sostanziato da un trend attualmente in gran voga nell’ambito dell’edilizia internazionale: la costruzione mediante container ISO. Il container è diventato nel corso della storia moderna e contemporanea un elemento sempre più imprescindibile per la società umana in tutto il mondo. Basti pensare che praticamente tutti i generi merceologici viaggiano da una parte all’altra del globo racchiusi in grandi container, via nave, camion, treno…
Si può affermare che il mondo dei trasporti e lo stesso sviluppo dell’economia per come la conosciamo oggi sono intimamente legati a questi elementi modulari, spesso un po’ ermetici, che riescono facilmente ad assemblarsi, mantenendo caratteristiche strutturali del tutto eccellenti, tanto che attualmente vengono trasportati annualmente 29 milioni di TEU, ovvero di moduli prefabbricati standard ISO di lunghezza di poco superiore ai 12 metri.

Architettura modulare: i containers

Il riadattamento di questi moduli nell’ambito edile è sempre stato considerato un esperimento, spesso avanguardista ma poco proponibile sul mercato; negli ultimi anni, però, molte cose stanno cambiando.
Innanzitutto, l’atteggiamento delle persone di fronte a un prodotto innovativo e di qualità, ma anche la ricerca della possibilità di configurare nuovi spazi senza spendere cifre troppo alte.
Il costo di un container già usato è di circa 1.200 €, per 24 m2 di superficie; se consideriamo le varie trasformazioni impiantistiche, energetiche ed estetiche, si arriva al costo di 800 €/m2 per un container installato, ma siamo convinti che tale costo potrebbe scendere drasticamente. Occorre tenere presente che nel nord Italia il costo al privato di una abitazione finita di media qualità si aggira intorno ai 1.400 €/m2, con possibilità di scendere intorno ai 1.200 €/m2 se ci si basa su un progetto molto dettagliato e preciso e si ha a che fare con una impresa di costruzioni che possa offrire notevoli economie di scala; ma c’è anche la possibilità di vedere il costo salire a 1.700 €/m2 in casi diversi, o per finiture di maggiore qualità.
Se fino ad oggi la costruzione mediante container ISO è stata vista come una soluzione rapida ed economica senza valore architettonico aggiunto, oggi si ha la possibilità di essere piacevolmente smentiti da alcuni esempi eclatanti, particolarmente in area anglofona.

Il BOXPARK di Londra

boxpark-00Ne proponiamo uno piuttosto importante per dimensioni, realizzato a Londra: il BOXPARK, un centro commerciale letteralmente fuori dagli schemi (www.boxpark.co.uk), realizzato mediante l’assemblaggio di 72 moduli ISO, senza intaccare il sito. I moduli ospitano decine di negozi, anche con brand internazionali di spicco, e sono potenzialmente trasportabili già arredati in altre parti della città, nel caso che le vendite entro il BOXPARK non rispecchino le aspettative.
Esternamente, i moduli sono stati trattati per realizzare un aspetto unitario e di forte impatto, con un’evidente accento comunicativo, mentre gli interni sono diversificati. Il progetto include anche percorrenze interne e ambiti di relax, tali da conferire un notevole comfort per gli utenti. L’inserimento in un contesto edificato ad alta densità e la brillante risoluzione delle caratteristiche di “margine” del sito (un’area lunga e stretta in fregio a una strada ad alta percorrenza, nei pressi di una curva e sotto a un cavalcavia) rappresentano un vertice di qualità urbana prossimo all’interpretazione radicale del concetto di sostenibilità a 360°.

Il terzo tipo di recupero: la Trasformazione

Case study: Casa nell’aereo, abitazione privata, Portland, Oregon. Credits: Bruce
Campbell (Foto in apertura)

Forse qualcuno non ci crederà, o forse qualcuno ne avrà già sentito parlare, in quanto notizia curiosa, ma nel mondo esistono anche case costruite sugli aerei! Perlomeno, una esiste (non abbiamo notizie precise di altri casi analoghi) e si trova in Oregon. Un vecchio Boeing 727-200 è stato acquistato per la modica cifra di circa 100.000 $ da un anziano ingegnere, Bruce Campbell, e poi trasportato all’interno di una foresta e qui trasformato in una vera abitazione. Se il sito è spettacolare, la casa non è meno impressionante: immaginatevi di essere invitati per l’ora del tè e di trovarvi a salire la stretta scaletta di un aereo…
L’aereo…pardon, la casa…è dotata di tutti i comfort, o almeno così fa pensare l’espressione felice e soddisfatta del proprietario nelle fotografie. Tuttavia, il bagno rimane quello originario (viene da domandarsi come riuscirà il buon Bruce Campbell a farsi la doccia) e non ci sono finestre apribili, ma solo i nove portelloni. Lo spazio lungo e stretto non consente vere divisioni tra i diversi ambienti abitativi, quindi questa soluzione si presta a essere esclusivamente una grande casa per single.
Strana ma suggestiva, accattivante ma bizzarra: di sicuro la trasformazione di un Boeing in un’abitazione invoglia a un’interpretazione per opposti. Un esempio curioso, di cui però a oggi si fanno fatica a rintracciare ulteriori sbocchi.

Abiteremo tutti negli aerei?

Per concludere questa breve rassegna esemplificativa delle diverse tipologie di riuso nell’ambito dell’edilizia, possiamo sicuramente affermare che tanto i casi di riciclo dei materiali che di riadattamento di strutture non pensate originariamente per la presenza di persone sono al tempo stesso all’avanguardia ed estremamente suggestivi e interessanti; il tema della trasformazione di un aereo in abitazione è invece così forte e dirompente che non sembra plausibile stabilire un incremento di quel settore edilizio, almeno nei prossimi anni. Anche perché, pensate quante problematiche si può portare dietro questo approccio in termini di approvazione da parte degli Enti competenti, in un Paese come l’Italia…

Rimane tuttavia un tentativo curioso, nella speranza che presto si possa progredire ancora sulla via del rinnovamento.

Info
Crediti fotografici:
“Centro commerciale pop up BOXPARK” Photos: © BOXPARK London
“Casa nell’aereo, abitazione privata, Portland, Oregon”. Photos:© Bruce Campbell