Domenica 25 Gennaio 2010, Puglia, duecentomila persona al voto. L’annuncio ha confermato i primi dati affluiti al comitato elettorale: il presidente uscente della Regione, Nichi Vendola, è nettamente avanti, con il 70% dei suffragi, sul rivale Francesco Boccia nella sfida per conquistare la candidatura per il centrosinistra alla presidenza della regione. Durante la giornata code, in alcuni casi lunghe anche decine di metri, si sono formate davanti ai seggi, aperti alle 8 di mattina e chiusi alle 21.

Ce ne rallegriamo. Un esponente di un partito di minoranza del centrosinistra italiano, comunque riconducibile alla coalizione, vince democraticamente una battaglia per difendere il proprio ruolo di presidente di regione, convinto del suo operato. Lo sfidante, Francesco Boccia, che riteneva fosse il momento di cambiare direzione, ha accettato con grande correttezza il responso degli elettori, preparandosi a divenire un leale alleato dell’ormai ufficiale candidato presidente. La base ha deciso chi deve rappresentarla.

Insomma ha vinto la democrazia, il rispetto per la democrazia, la difesa della democrazia. Crediamo che quello che è avvenuto in Puglia sia, a prescindere da chi l’ha promosso, un esempio di sana e corretta civiltà, espressione di un paese che crede ancora al valore della consultazione popolare; anzi lo pensa rafforzato nella legalità e nella partecipazione. Un paese convinto che anche il voto del più piccolo tra gli uomini legittimi il mandato elettorale di chi può essere il Presidente, non di chi deve essere Presidente.

Un grande plauso dunque alla Puglia per questo esempio di partecipazione, l’unico vero sale della democrazia. Questo nostro omaggio non è una scelta di campo: non plaudiamo una parte politica né un candidato preciso. Plaudiamo un metodo, plaudiamo il coraggio di attuarlo. Plaudiamo tutti quello che ci hanno creduto. Che sono stati molti. Duecentomila persone.