Può sembrare strano e forse lo è davvero. Eppure, nonostante la Ricerca italiana riceva pochissimi finanziamenti, e, nonostante, per chi guardi l’Italia dall’interno, sembri che tutto sia allo sfascio, le nostre menti e le nostre organizzazioni di ricerca ottengono importanti e prestigiosi premi.

L’European Physical Society (Eps) ha assegnato ai ricercatori italiani cinque premi su un totale di dieci conferiti. Alla conferenza, tenutasi a Grenoble, hanno partecipato 600 fisici provenienti da tutto il mondo, ma i più premiati sono stati gli italiani.

Il premio più importante, quello per “la Fisica delle particelle e delle alte energie”, è andato a Luciano Maiani, presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) “per il contributo dato alla teoria dei quark nel quadro dell’unificazione delle interazioni elettromagnetiche e deboli”. Questo è il riconoscimento europeo più ambito dai fisici, secondo solo al Premio Nobel. Anzi, finora, 9 dei 23 premiati dall’Eps hanno ricevuto anche quest’ultima onorificenza.

Paolo de Bernardis, dell’Università di Roma La Sapienza, si è guadagnato il premio “Giuseppe e Vanna Cocconi”, insieme al fisico Paul Richards, per gli “straordinari contributi allo studio delle anisotropie della radiazione cosmica di fondo, con gli esperimenti Boomerang and Maxima basati sull’uso di palloni aerostatici”.

A Davide Gaiotto è andata la “medaglia Gribov” per “aver rivelato nuovi aspetti della dinamica delle teorie di Gauge supersimmetriche a quattro dimensioni”.

Paolo Creminelli si è aggiudicato il “premio Giovani Fisici” per le sue teorie sulla cosmologia.

Anche Andrea Rizzi ha conquistato il “premio Giovani Fisici”, ma per il software sviluppato per uno dei quattro grandi esperimenti della Lhc, il Cms.

Stupisce come il nostro Paese risulti diviso. Da un lato la classe politica, spesso miope, litigiosa, a volte corrotta, disonesta, inconcludente, ignorante ed eccessivamente pagata, dall’altro dei semplici cittadini, intelligenti, seri preparati, che lavorano con passione e serietà (anche se mal pagati). Qual è la vera Italia? I politici italiani sono veramente rappresentativi della nostra società e civiltà, oppure sono solo dei furbi approfittatori?  In sostanza, chi siamo veramente noi italiani? La domanda può sembrare retorica e inutile, invece racchiude il nostro futuro. Perché se nel nostro profondo siamo come i primi, allora non abbiamo speranze, ma se siamo come i secondi, potremo superare brillantemente questa crisi e tutte quelle che si presenteranno nel futuro.