Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini sono state riproposte da Rai 3 giovedi 17 Dicembre alle ore 21:00.  Una vera sorpresa, un sospiro di sollievo. Sì, perché dopo la miniserie in due puntate Pinocchio, basata sul romanzo di Carlo Collodi per la regia di Alberto Sironi, andata in onda domenica 1 e lunedì 2 Novembre, si era perso un po’ d’entusiasmo per questa grande favola italiana. Avevamo capito tutti l’intento della Rai, del regista e dei sceneggiatori: era davvero venuto il tempo di riproporre la bellissima storia di Collodi alle nuove generazioni. Ma, dopo la visione speranzosa, non si poteva non condividere le numerose critiche di Aldo Grasso sul Corriere della Sera.

Ci sentiamo di aggiungerne una, generale: perché trasformare la geniale metafora morale di Pinocchio, rivolta all’allora giovane popolo italiano in cerca d’identità, in una stucchevole rivisitazione psicanalitica sul complesso di paternità? Non è forse ancora attualissimo il messaggio di Collodi rivolto ai suoi indocili nipotini? Abbiamo forse imparato, dopo 150 anni, come avrebbe fatto Pinocchio diventando un bambino vero, a non dire bugie, a comportarci con senso civico per il bene collettivo, a non cercare sempre la strada più facile, a non fidarci dei facili incantatori e dei mariuoli che promettono mari e monti con poca fatica e poco impegno? Verrebbe da dire di no. Forse il popolo italiano è rimasto burattino, e piuttosto che faticare sui banchi di scuola o con un lavoro onesto, preferisce ancora affidarsi ai Lucignoli, ai Gatti e alle Volpi di turno.

E’ questo ed altro Pinocchio: è una splendida metafora. Abbandoniamo quindi con piacere le letture psicoanalitiche, i cast internazionali (perché poi?), le letture metalinguistiche del 2009 e ritorniamo con piacere a gustarci il Pinocchio di Comencini nella versione del 1972 (l’epoca del grande cinema italiano, di quel realismo simbolico di cui l’Italia si fregia dai tempi di Giotto), augurandoci che il messaggio prima o poi passi e porti i suoi frutti.

Le avventure di Pinocchio: lo sceneggiato di Comencini
(fonte: wikipedia)

Le avventure di Pinocchio sono uno sceneggiato televisivo in sei puntate, tratto dall’omonimo romanzo di Carlo Collodi, diretto dal regista Luigi Comencini e trasmesso per la prima volta dalla RAI nel 1972.
Comencini ha dato del “suo” Pinocchio una visione particolarmente delicata e poetica, restituendo una patina di sommessa malinconia all’intera vicenda, nonostante la partecipazione di alcuni attori conosciuti più che altro per le loro interpretazioni in ruoli comici. Secondo Paolo Mereghetti lo sceneggiato ebbe un “cast perfettamente azzeccato”, con una soddisfacente riduzione dal libro con “più realismo sociale a (lieve) discapito della componente fantastica”.

Lo sceneggiato ebbe un grande successo nel 1972, confermato negli anni da diverse repliche televisive e anche dal successo della pubblicazione in home video.  La celebre colonna sonora fu eseguita da Fiorenzo Carpi, ed ha avuto molte reinterpretazioni.
Gli attori protagonisti furono Andrea Balestri (Pinocchio), Nino Manfredi (Geppetto), Gina Lollobrigida (Fata Turchina), Franco Franchi (il Gatto), Ciccio Ingrassia (la Volpe), Vittorio De Sica (il Giudice).

La Trama

Come nel celebre romanzo, vi si narrano le disavventure del famoso burattino, anche se, a differenza della versione letteraria, nello sceneggiato Pinocchio è impersonato da un bambino vero, che solo in alcuni punti si ritrasforma in un burattino.

Con un ciocco di legno parlante regalatogli da Mastro Ciliegia (Ugo D’Alessio), il falegname Geppetto (Nino Manfredi), si costruisce un burattino animato, che chiama Pinocchio. Durante la notte, nei panni di una fata, la moglie del falegname (Gina Lollobrigida), rimasto vedovo e solo, propone al burattino un patto preciso: quello di farlo diventare un bambino (Andrea Balestri).

Ma, travolto dalla sua smania di vivere liberamente la sua avventura umana, Pinocchio dimentica spesso la sua gratitudine per Geppetto: al termine della sua prima giornata, si trova già tramutato di nuovo in un burattino di legno e con i piedi bruciati; poi, avendo marinato la scuola per il Teatro dei Burattini, finisce tra le mani del terribile Mangiafuoco (Lionel Stander). Quest’ultimo, dopo il pietoso intervento della Fata, gli regala cinque zecchini d’oro da portare a Geppetto, ma, avendo ceduto alle lusinghe di Gatto e la Volpe (Franco Franchi e Ciccio Ingrassia), Pinocchio rischierebbe di perdere il denaro e la vita, se, all’ultimo momento, non intervenisse, ancora una volta, la Fata.

Le monete d’oro finiscono comunque nelle grinfie di Gatto e Volpe, che convincono Pinocchio, ridivenuto bambino, a seppellirle al Campo dei Miracoli. Geppetto, intanto, trova in riva al mare il vestitino di Pinocchio e si convince definitivamente che Mangiafoco gli ha rapito il suo bambino, per portarlo con sè nelle lontane Americhe. Non immagina, invece, che Pinocchio, credendo che la Fata sia morta, è più che mai deciso a ritornare da lui, per ripagarlo del suo amore e per porre fine alle proprie sventure.

Sorpreso da un contadino (Carlo Bagno) a rubargli un grappolo d’uva, deve rassegnarsi perfino a fargli il cane da guardia. Recuperata la libertà, Pinocchio arriva al mare proprio nel momento in cui Geppetto, imbarcatosi alla sua ricerca, sta per essere travolto dalla tempesta. Respinto sulla spiaggia dalle onde, Pinocchio, convinto ormai di essere rimasto solo al mondo, finisce per aggrapparsi a Lucignolo (Domenico Santoro), un compagno che è destinato a sviarlo una volta di più dai suoi buoni propositi, con il suo fascino pericoloso.

In un momento in cui Lucignolo lo lascia solo con la sua fame, la Fata lo costringe a guadagnarsi il pranzo con la propria fatica. E quando la Fata gli promette che gli restituirà il buon Geppetto, miracolosamente scampato, Pinocchio s’impegna sinceramente a divenire un ragazzo ed uno scolaro modello. Ma, sui banchi di scuola, Pinocchio ritrova Lucignolo. Ora, Lucignolo propone maliziosamente al suo irrequieto compagno un viaggio favoloso. All’inizio, Pinocchio trova la forza di preferire le promesse della Fata alle lusinghe del Paese dei balocchi, ma poi decide di partire con l’amico verso quel paese dove, pochi giorni dopo, entrambi diventano ciuchini.

Al momento della vendita dei somari, Pinocchio viene scelto da un compratore (Mario Colombaioni) che lo consegna al direttore di un circo (Mario Adorf), che lo fa saltare e ballare, ma una sera azzoppisce e viene comprato da un altro (Willy Semmelrogge), che lo butta in mare per fare un tamburo con la sua pelle. Pinocchio, in acqua, ritorna ad essere un burattino come prima, ma, mentre nuota per salvarsi, viene ingoiato dalla Balena. Qui vi trova Geppetto e, diventato definitivamente bambino, fugge con lui da quella insolita prigione per tornare a una vita normale.