Fischi e contestazioni. Dopo aver deposto le corone davanti alla banca Nazionale dell’Agricoltura, il sindaco di Milano Letizia Moratti, il presidente della Provincia Guido Podestà e il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni sono stati sonoramente fischiati non appena sono saliti sul palco, al termine del corteo promosso dalle istituzioni per il quarantennale della strage di Piazza Fontana a Milano. Da più parti si sono levate grida come «Vergogna», «Strage di Stato», «Fascisti!». Uno dei familiari delle vittime, Paolo Silva, ha cercato inutilmente di zittire la folla: «Un po’ di rispetto, per favore, state zitti».

MORATTI – «Capisco chi protesta, capisco i fischi, perchè chiedono giustizia, una giustizia che è stata negata per 40 anni» ha detto poi Letizia Moratti. «Lo dico con umiltà – ha dichiarato ancora il sindaco di Milano – non ci possono essere parole di consolazione per le famiglie, ma credo che la giustizia possa nascere solo da una coscienza collettiva». Nel suo intervento la Moratti ha ricordato che il Comune realizzerà una casa della memoria, dove troveranno posto tutte le associazioni dei familiari delle vittime del terrorismo e dello stragismo e che sarà un centro di documentazione sugli anni più bui della storia della Repubblica.

IL CORTEO – Il discorso della Moratti è arrivato dopo che si era svolto il corteo cittadino, quello ufficiale. Un secondo corteo, organizzato dalle sinistre, si era svolto separatamente. Dopo il concentramento in piazza della Scala, la manifestazione era partita alla volta della piazza dove, quarant’anni fa esplose una bomba collocata nella Banca Nazionale dell’Agricoltura provocando 17 morti e 84 feriti. Alla testa del corteo, molto partecipato, c’erano i familiari delle vittime, che esponevano uno striscione «Famiglie vittime strage di piazza Fontana». Dietro c’erano numerosissimi i gonfaloni che rappresentavano le città che partecipavano alla commemorazione. In fondo al corteo sventolavano invece numerose bandiere di partito, quelle del Pd, del Partito socialista e molte bandiere rosse.

SCONTRI – Alla fine del corteo ci sono stati però anche momenti di tensione, tra alcuni manifestanti dell’area antagonista, appartenenti al secondo corteo, quello delle sinistre e la polizia, schierata dietro alla transenne, con lancio di sassi e petardi al margine di Piazza Fontana. La polizia e i carabinieri in tenuta antisommossa hanno cercato di contenere il tentativo di sfondamento di oltre un centinaio di giovani dell’area antagonista. La polizia ha reagito a colpi di manganello. Nessun manifestante ha superato la transenne.

TORNA LA CALMA – Alla fine però è tornata la calma. Sul palco della storica piazza, sono arrivati i manifestanti che hanno superato il cordone delle forze dell’ordine, sventolando bandiere rosse e cantando «Bella Ciao». Una parte delle transenne, infatti, erano state tolte, subito dopo il termine della manifestazione ufficiale, quella delle autorità cittadine, e attraverso questo varco si sono riversate centinaia di manifestanti del secondo corteo. che ora stanno dando vita a una sorta di festa in piazza.

[fonte: Corriere.it]